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Dai Comuni

Bagni pubblici: le scelte del Comune di Bari

Che fine faranno i gabinetti pubblici a Bari? Il vandalismo, in questi anni, ha reso praticamente inutilizzabili ben 7 dei 12 bagni pubblici automatizzati installati nell'area cittadina. Un contratto di manutenzione del costo di 80mila euro l'anno per le casse comunali che, se da un lato non porta ad una effettiva utilizzazione degli impianti, dall'altro da l'idea (o meglio, il sintomo) di quanta inciviltà permei il tessuto urbano del capoluogo.

E' sempre colpa degli altri se non funzionano i gabinetti? O è colpa della pressocchè assenza di senso civico di cui tutti noi siamo corresponsabili?

Intanto ieri mattina il sindaco Decaro e gli assessori Petruzzelli e Galasso hanno concordato i prossimi provvedimenti riguardanti il servizio di gestione dei bagni pubblici presenti a Bari.

Attualmente sono presenti 12 postazioni di bagni “automatizzati”. Tra questi 5 sono oggetto di trasformazione in postazioni fisse. Per i restanti 7, vandalizzati nel tempo, si è deciso di bloccare la gara di manutenzione per un importo di circa 80 mila euro e optare per la loro rimozione definitiva.

Nei giorni scorsi è stato affidato il servizio di presidio e pulizia dei 35 bagni “in muratura”, per un costo di 1.200.000,00 euro rispetto ai precedenti 1.900.000 euro. Si sta procedendo ad una razionalizzazione degli orari di apertura per andare incontro alle esigenze dei cittadini e ad una contemporanea verifica della qualità servizio svolto.

Il sindaco Decaro al termine della riunione ha dichiarato: “È nostra intenzione, nel corso dei prossimi tre anni (tempo di durata dell’affidamento del servizio), studiare una formula che ci permetta di alleggerire i costi di gestione che per il bilancio comunale sono insostenibili. Per questo stiamo valutando la possibilità di introdurre una tariffa minima per l’accesso ai bagni, che ammonterà a pochi centesimi di euro, come oggi avviene in tutte le città d’Europa". 

 

Bitonto, Fi contro l'antenna di via Pannone

Uno schiaffo estetico e non solo. Non usano mezzi termini i consiglieri comunali di Forza Italia, Domenico Damascelli, capogruppo, e Carmela Rossiello per definire la stazione radio base per telefonia cellulare che stanno innalzando sul sito di proprietà comunale della rotatoria di Via Vincenzo Pannone.

È stata la Giunta Comunale in data 14 gennaio 2014, approvando il progetto con tutti i suoi elaborati, ad approvare anche le relazioni tecniche e le tavole grafiche da cui si evince la reale dimensione dell’antenna con un’altezza di addirittura 30 metri, ritenendo tale struttura persino un miglioramento per la zona interessata, soltanto perché dal traliccio sarebbe erogata anche luce artificiale. Siamo all’assurdo.

Non si è nemmeno pensato, prima dell’approvazione del progetto esecutivo, di invitare la società privata di telefonia mobile ad elaborare un nuovo e diverso progetto, che non preveda costruzioni che arrechino grave danno al contesto cittadino. Peraltro, il vantaggio economico per le casse comunali sarebbe esiguo, di mille euro al mese per nove anni rinnovabili ogni sei.

“Il nuovo impianto ha un evidente impatto visivo pessimo che, anche sul piano estetico, deturpa il paesaggio e rappresenta uno schiaffo sul piano estetico per la zona in cui sarà installata”, osservano con amarezza i due politici azzurri.

Tardivamente si è attivato il sindaco interpellando l’Arpa “soltanto dopo la protesta dei cittadini, degli ambientalisti di Fare Verde, dei residenti del quartiere, degli architetti bitontini e del Comitato Zona Artigianale”. 

E, dunque, Damascelli e Rossiello, tramite una interrogazione a risposta scritta, chiedono al governo cittadino “perché prima di approvare il progetto esecutivo e definitivo non siano stati valutati con attenzione tutti gli aspetti relativi alla edificazione di una struttura così inadatta e, pertanto, inopportuna per la sua conformazione e per il sito originariamente indicato”.

E ancora: “Quali iniziative intenda intraprendere nell’immediato per evitare l’installazione di una struttura che deturperebbe il contesto urbano causando grave disagio alla popolazione. Se intenda invitare la società di telefonia mobile, che ha richiesto l’autorizzazione all’installazione degli impianti, a presentare un nuovo progetto che preveda strutture notevolmente ridimensionate rispetto a quelle indicate nel progetto esecutivo approvato dall’attuale Giunta, che danneggiano il decoro urbano”.

E infine: “Se sia possibile vagliare, anche con l’ausilio degli organi tecnici, soluzioni alternative alla situazione attuale, al fine di evitare il montaggio di un grande traliccio in  totale disarmonia agli ambienti urbani circostanti”.

I due rappresentanti forzisti nella massima assise e i residenti del quartiere interessato restano in attesa di un segnale da Palazzo Gentile che, fino ad oggi, non c'è stato

Lecce, i trasporti locali e l'inutile polemica

Polemiche inutili in salsa ferragostana per il trasporto salentino. Monta, in questi giorni la polemica sull'assenza di collegamenti urbani nella fascia pomeridiana dei giorni festivi come ferragosto, o pasqua, o di Sant'Oronzo. Per il motivo che questo collegamento non c'è mai stato.

Il presidente di Sgm Mino Frasca e l’assessore al Traffico e alla Mobilità del Comune di Lecce Luca Pasqualini chiariscono la questione del servizio di trasporto pubblico urbano nelle giornate del 15 e del 26 agosto, che da sempre non viene erogato nella fascia oraria tra le 13 e le 16.

“Accetto sempre volentieri le critiche costruttive all’operato di Sgm - sottolinea Frasca - perché aiutano a migliorare. Certe accuse, però, sono francamente incomprensibili. E’ noto a tutti, tranne a Paolo Foresio, che nella fascia oraria tra le 13 e le 16 delle giornate di Pasqua, del 15 e del 26 agosto, il servizio di trasporto pubblico urbano non è mai stato erogato. Si è sempre fatto così, prima ancora della Sgm e di Frasca. Non accetto che il capogruppo del Pd faccia passare il messaggio che la Sgm abbia deciso quest’anno, all’improvviso e arbitrariamente, di sospendere il servizio e di gettare nel caos l’utenza.

Così evidentemente non è, anzi è una consuetudine che non ha mai procurato problemi e quindi indotto qualcuno a manifestare le proprie lagnanze. Siccome, però, vogliamo assolutamente evitare disagi e disservizi e prevenire quelli solo eventuali, siamo pronti ad assicurare il servizio anche in questi segmenti di tempo”.

“Ho dato indicazioni a Sgm - fa sapere l’assessore Pasqualini - di garantire il servizio anche in quelle tre ore a Ferragosto e a Sant’Oronzo. Non abbiamo bisogno che Foresio ci dica quello che serve o non serve, anche perché dimostra di essersi svegliato all’improvviso di fronte a una situazione più vecchia di lui, che evidentemente non conosce. Ci rendiamo conto che le esigenze della città sono cambiate, la dinamica dei flussi e la stessa portata dell’utenza anche, ed è giusto che il servizio sia continuo anche in queste giornate. Non fosse altro per bisogni di mobilità particolari, come quelli verso l’ospedale o le nostre marine”. 

Castellana: le perplessità di D'Alessandro sul bilancio

Il Consiglio Comunale di Castellana Grotte ha approvato, senza troppi problemi, nella sua ultima seduta consiliare, il bilancio 2014. Un bilancio che non ha trovato (ma come avrebbe potuto essere altrimenti?) daccordo il consigliere di opposizione.

“Nell'ultimo consiglio comunale la maggioranza di centrodestra ha dimostrato tutto il suo pressapochismo sancendo l'ennesima beffa per i castellanesi, specie chi è impegnato in attività produttive, che, nonostante l'aumento delle imposte, dovranno fare i conti con il continuo peggioramento dei servizi”.

Assolutamente negativo il bilancio del consigliere comunale di opposizione Vito D'Alessandro, unico esponente di centrosinistra nella massima assise comunale, all'indomani della seduta che ha approvato il bilancio di previsione 2014 e le aliquote per la nuova imposta unica comunale (Iuc) che si compone dell'Imu e delle nuove Tari (che sostituisce la Tares) e Tasi.

“La dimostrazione che questa amministrazione ha poche idee e confuse – aggiunge D'Alessandro – emerge chiaramente dalla relazione di accompagnamento al piano finanziario della Tari presentata in consiglio e che tartasserà le attività produttive. In questo atto l'amministrazione afferma con forza la volontà di avviare un programma serio ed intenso di raccolta differenziata porta a porta, cosa immediatamente smentita nello stesso consiglio dal sindaco Tricase e dai consiglieri di maggioranza che evidentemente assumono impegni che già sanno di non voler rispettare. La verità è che la maggioranza è assolutamente priva di una politica seria sulla raccolta differenziata e sistematicamente confida nella magnanimità della Regione per evitare misure come l'Ecotassa che premiano le città più virtuose. Ora siamo intorno al 20% e senza una politica seria non raggiungeremo il 40% fissato dalla Regione per il 2015”. 

Anche la nuova Tasi – la tassa sui servizi indivisibili istituita dal Governo per la manutenzione e la gestione del patrimonio, il servizio di polizia locale, interventi in materia di manutenzione e circolazione stradale, illuminazione pubblica, protezione civile e tutela del verde pubblico – nel mirino delle critiche del consigliere D'Alessandro: “In questa maggioranza – tuona D'Alessandro – è insita la folle idea di voler dare un colpo al cerchio ed uno alla botte riuscendo così a scontentare tutti. Nella proposta avanzata al consiglio comunale si evidenzia come le aliquote scelte, superiori al minimo di legge consentiti, non permettano di raggiungere neanche la metà dei costi preventivati. Un'affermazione che pare voler sollevare la maggioranza dalla responsabilità degli inevitabili disservizi. Peraltro le stime di spesa evidenziano squilibri incredibili con la voce di protezione civile che presenta una misera quota di 2 mila euro a fronte dei 2 milioni previsti per le spese di manutenzione stradale o i 57 mila per il verde pubblico”. Verde pubblico sul quale si aprirà un altro fronte di battaglia del centrosinistra: “L'annuncio in consiglio da parte del sindaco di voler abbattere le grandi conifere dei Nuovi Giardini comunali per prolungare via Francesco dell'Erba – aggiunge D'Alessandro – non può che scatenare le nostre proteste. Senza un chiaro programma di riqualificazione del verde pubblico questa ipotesi non può neanche essere presa in considerazione. Grazie al totale impoverimento del patrimonio verde, assolutamente lasciato a se stesso se non abbattuto come in questo caso, il paese si sta trasformando sempre più in un agglomerato di cemento inquinato e senza polmoni verdi. Sarebbe curioso conoscere i dati epidemiologici sulle malattie da inquinamento, primi fra tutti i tumori, nel nostro Comune”. 

Nel dibattito consiliare hanno tenuto banco anche le questioni relative alla gestione delle Grotte di Castellana sollevate dallo stesso consigliere D'Alessandro: “Il fallimento della gestione dell'evento che ha visto protagonista il cantautore Vinicio Capossela – conclude – è sotto gli occhi di tutti. Aver elargito soldi pubblici, la società è a intero capitale sociale pubblico e deve quindi dar conto al Comune dell'intero bilancio e non solo della quota di canone pari al 30%, per un evento visto da pochi è stata scelta alquanto infelice. Danno a cui si è aggiunta la beffa di un pomeriggio di chiusura in alta stagione che ha portato un danno di oltre 5 mila euro di mancato incasso”.

Divina Provvidenza. Quale futuro per l'Ente ecclesiastico?

Un mese per manifestare interesse all'acquisizione della Casa Divina Provvidenza di Bisceglie. L'Ente ecclesiastico, attualmente commissariato, ha pubblicato un avviso per la ricerca di eventuali acquirenti, che scadrà il prossimo 25 agosto.

Sarà un avviso proficuo? Si troveranno acquirenti disposti ad investire molto, ma molto denaro su una struttura da un lato essenziale per molti aspetti, ma dall'altro piena di debiti?

O sarà il pubblico a farsi avanti? Questa è l'ipotesi che alcuni auspicano.

A tal proposito il consigliere regionale Filippo Caracciolo, componente della Commissione Sanità della Regione Puglia, scrive al Presidente della Regione Puglia Vendola, all’assessore regionale alla Sanità Pentassuglia e al direttore generale dell’ASL BT Gorgoni per chiedere loro di manifestare interesse al subentro della stessa ASL BT nella proprietà e nella gestione della Casa Divina Provvidenza di Bisceglie.

“La Congregazione Ancelle della Divina Provvidenza e, in particolare la struttura biscegliese, pur con i limiti legati alle gestioni poco trasparenti che si sono succedute negli scorsi anni - sottolinea Filippo Caracciolo - costituisce un presidio sanitario ed assistenziale essenziale per l’intero territorio della provincia di Barletta-Andria-Trani. Nella stessa struttura ubicata nella BAT, peraltro, lavorano centinaia di addetti ‘reduci’ dalle devastanti procedure di licenziamento collettivo che negli anni hanno contribuito ad aggravare la crisi sociale del territorio”.

“Come drammaticamente noto, l’ente Ecclesiastico Congregazione Ancelle della Divina Provvidenza (che opera in regime di convenzionamento col servizio sanitario pubblico) versa in un gravissimo stato di crisi e, a seguito della verifica del suo stato di insolvenza, con decreto del Ministero dello Sviluppo Economico del 18 Dicembre 2013, è stato ammesso alla procedura di amministrazione straordinaria (ai sensi della c.d. Legge Marzano)”.

“Con lo stesso decreto, il Ministero dello Sviluppo Economico ha nominato quale Commissario Straordinario l’avv. Bartolomeo Cozzoli che, nell’ambito delle proprie competenze, in data 25 luglio 2014 ha pubblicato un avviso finalizzato a raccogliere manifestazioni di interesse all’acquisto delle strutture sanitarie dell’Ente in amministrazione straordinaria. Il termine per presentare le manifestazioni di interesse scade il prossimo 25 agosto 2014”.

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Decaro: io o Olivieri
Martedì, 07 Gennaio 2014
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