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Bitonto non ha paura! La marcia verso una vera comunità

 

Ore 10 circa, innanzi al Palazzo di Città di Bitonto, uno sparuto gruppo di persone c’è già, in trepidante attesa per la marcia per la legalità organizzata dall’amministrazione comunale, unita per l’occasione, per dire “NO” alla criminalità che, con intimidazioni a personaggi istituzionali, prima e  poi con nefandezze giornaliere a danno delle comunità bitontina non ci sta al percorso intrapreso dalle istituzioni bitontine per il rilancio a tutto tondo della città.

Qualche battuta con qualche viso conosciuto e arrivano le 11.15 circa,  il corso Vittorio Emanuele è stracolmo di gente, si parte per la marcia.

Una fiumana di gente, di tutte le età, un arcobaleno percorre le vie di Bitonto con striscioni inneggianti all’unità dei bitontini contro il malaffare. Le parole di chi ha donato la propria vita per combattere l’illegalità nel nostro Paese, sono presenti su striscioni, cartelloni, nelle voci e negli occhi di una Bitonto che cresce nella partecipazione alla vita politica. Oggi l’indifferenza alla politica non si respira nelle strade di Bitonto, la gente è scesa in piazza con le istituzioni, con i partiti, con i movimenti della città, anche la gente oggi fa politica.

 Si ,la  politica, quella che si nutre delle istanze della gente comune, quella che è servizio alla comunità, quella che non conosce un colore unico, ma si ciba della diversità, della complementarietà di intenti verso un unico obiettivo: il bene della comunità.

Qualche curioso si affaccia dalla finestra incuriosito, qualcun altro ci scatta delle foto, una signora passeggia e ci osserva con aria stupita, la invitiamo ad unirci a noi, ride e dice: sciamanin!(e andiamo!).

Molti esercizi commerciali per solidarietà hanno le saracinesche abbassate, da lontano arrivano le voci degli alunni di varie scuole, forse per loro è solo una festa, un modo per marinare la scuola, ma forse no. Un ragazzo in carrozzina tra la folla, lo vedo e gli accarezzo il capo, mi sorride, allora gli chiedo di immortalarlo in una foto, mi risponde con un sorriso più luminoso.

Alcuni non partecipano, sostano sul marciapiede senza marciare, fermi immobili, chissà cosa pensano. Qualche idiota ci schernisce, sorride come un ebete, anche questa è Bitonto purtroppo.

Mi fermo un attimo e guardo alle mie spalle: siamo tanti, ma tanti e continuo a marciare con i miei compagni.

Intanto il tempo non è clemente con noi, c’è pioggia e nevischio, c’è un freddo gelido, ma nella marcia il calore è troppo forte per sentire il gelo. Si arriva a Piazza Cavour, c’è un palco allestito sotto Porta Baresana, quella che ha in alto la Madonna che ci guarda, a cui siamo tanto devoti.

Il sindaco, Michele Abbaticchio risponde ai ragazzi del corteo che gridano: “Abbaticchio uno di noi! “Anch’io mi sento uno di voi!”. Inizia a leggere la lettera scritta dall’architetto Turturro vittima di due incendi dolosi alle sue auto e di una lettera minatoria, le sue parole esprimono solidarietà alla manifestazione scusandosi per l’assenza dato il pericolo in cui verte egli stesso e la sua famiglia di ritorsioni da parte della malavita.

Altri personaggi si avvicendano sul palco, ma la vera protagonista oggi è la gente comune che ha voluto essere vicino al sindaco e alle istituzioni. Bitonto oggi si riconosce come parte attiva della politica della città, si unisce ad essa, agisce con essa, inizia un cammino si spera sempre in avanti, verso una comunità attiva, partecipe, che non vuole essere solo interpellata in campagna elettorale. Un volto nuovo oggi ha mostrato Bitonto e, la malavita se n’è accorta: alle 14 circa dopo il termine della manifestazione, il primo cittadino trova la sua auto con tutte e quattro le gomme a terra.

Un chiaro avvertimento.

Adesso la marcia può finire o continuare, a noi la scelta responsabile.

Scritto da Anna Chiapparino
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