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Cerignola, la zona industriale in totale stato di abbandono

Siamo vicini al compimento del terzo anno dall’insediamento dell’amministrazione del Sindaco Giannatempo, ma la nostra zona industriale continua a vivere in uno stato di totale abbandono. Numerose, giustificate e rilevanti sono le lamentele che giungono da coloro che in quella zona lavorano.

La zona industriale è stata realizzata priva di quelle minime misure di sicurezza per le aziende e mi riferisco all’accesso libero alla zona, senza alcuna recinzione e barriera che avrebbero dato maggiore sicurezza a chi vi lavora, visto che all’interno non esiste né è stato previsto alcun presidio di sorveglianza.

Il tutto è affidato alla libera iniziativa di soggetti privati con oneri finanziari a carico delle aziende stesse.

Inoltre, date le diverse imprese che ci sono e per il notevole flusso di gente che di conseguenza a vario titolo la popola, fra cui titolari d’imprese, dipendenti, fornitori, clienti, rappresentanti, manca di una pur minima struttura ricettiva, come un bar e/o un punto ristoro.

Aspetto non meno importante è che mai nessuno si è interessato alla possibile apertura nella zona industriale di uno sportello bancario e postale, uffici con i quali le imprese hanno rapporti quotidiani e frequenti oltre che della mancanza di un adeguato collegamento ad Internet, strumento di lavoro oggi di primissima importanza. 

Sotto l’aspetto prettamente urbanistico la zona industriale si presenta con strade colabrodo, discariche selvagge, segnaletica stradale inesistente, marciapiedi dissestati o assenti.

Queste sono le scene di ordinario degrado urbano in cui sono costretti a lavorare i nostri coraggiosi imprenditori che hanno versato nelle casse comunali il corrispettivo per l’acquisizione del terreno e quello per le opere di urbanizzazione.

Poi ci sono delle aree cedute a imprenditori che le possiedono da anni ed anni e che non hanno realizzato alcunché.

In quelle aree altri irresponsabili depositano immondizia e materiale di risulta di ogni genere.

Nessuno si è mai preoccupato di accertare la concreta realizzazione dei progetti che necessariamente sono stati depositati in Comune al momento della richiesta di assegnazione del suolo. Per molti è stato sufficiente realizzare una semplice recinzione per bloccare qualsiasi accertamento dell’Ente pubblico. Eppure nei diversi progetti di insediamento sono stati riportati anche i tempi di realizzazione delle opere strutturali, nonché della entrata in funzione dell’insediamento e dei dipendenti che vi dovevano essere occupati. 

Purtroppo la politica dell’amministrazione comunale amica e la politica del clientelismo ha portato alla tolleranza di comportamenti irregolari ed illegittimi che dovevano essere penalizzati con la restituzione dell’area assegnata per assegnarla poi a chi aveva con certezza la volontà ed i mezzi per realizzare il progetto proposto.

A tale proposito devo ricordare che in zona industriale, in una area molto estesa, esistono dei manufatti in cemento armato della ex Olivercoop che ormai fanno parte della archeologia industriale.

Stanno lì senza alcuna utilità ed è ora che abbiano una loro specifica destinazione.

E’ arrivato il momento di dedicare una maggior attenzione a quest’area economica-produttiva di Cerignola.

Gli imprenditori della zona sono stanchi di vivere nel degrado e di essere visitati solo ed esclusivamente in campagna elettorale per chiedergli il voto o quando servono degli sponsor per organizzare feste e manifestazioni varie.

L’amministrazione deve impegnarsi a destinare delle risorse economiche a questa zona, per realizzare quelle minime condizioni di sicurezza, vivibilità e decoro.

Una zona industriale pulita, tranquilla, urbanisticamente arredata e curata è una forma di rispetto per chi già ci lavora e diventa incentivante per altre imprese che vogliono aprire e lì stabilirsi.

A Cerignola spontaneamente è nata e si sta sempre più sviluppando una zona commerciale, quella in Via Melfi.

Anche in questo caso nessuno si è mai preoccupato di dare un assetto urbanistico corretto alla zona e di dotarla delle minime infrastrutture necessarie.

Si ripropongono grosso modo le stesse considerazioni fatte per la zona industriale.

Certo, la zona industriale è stata programmata, realizzata e abbandonata mentre la zona commerciale solo abbandonata.

Manca di illuminazione, marciapiedi, collegamenti urbani, strade, etc....

Ebbene questa zona commerciale è meritevole di  avere tutto l’interessamento che sino ad ora è mancato e anch’essa deve essere messa in condizioni di accogliere le nuove aziende che vorranno insediarsi e migliorare l’esistenza a quelle già insediate.

Per quello che è oggi lo stato della nostra economia l’apertura di nuove imprese deve essere favorita, sollecitata e non osteggiata attraverso il disinteresse che i nostri amministratori stanno dimostrando di avere. E’ superfluo affermare che imprese che lavorano, nuove imprese che aprono sviluppano occupazione e benessere.

M.P. La Cicogna

Scritto da Redazione
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