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Ordinanza: è vietato commettere illegalità!

Che la situazione sia oltremodo seria e preoccupante è vero. Ciononostante non riusciamo a sorridere, con un pizzico di ironia e tanta amarezza, nel constatare come un sindaco, in questo caso quello di San Severo, sia costretto a ricorrere ad una ordinanza sindacale per ... vietare di effettuare scarichi abusivi.

Ma come... se gli scarichi sono abusivi, è necessaria una ordinanza per vietarli? L'illiceità non è "in re ipsa", nello stesso fatto che sono "abusivi", e quindi contrari alla legge in vigore?

Che bisogno c'è di una ordinanza emessa appositamente?

Ripercorriamo la vicenda.

Siamo a San Severo, paesone della daunia, tra i perni della provincia di Foggia. L'agricoltura è tra le principali fonti di economia della città, e tra queste l'olivicoltura. Per legge (D.lgs 152/2006) tutti gli scarichi delle acque di lavorazione delle olive devono essere preventivamente autorizzati, sono disciplinati a rigidi criteri e limiti.

Viene da se' che gli scarichi abusivi, non autorizzati ed oltre i limiti di legge, sono illegali.

Al Comune, intanto, sono arrivate numerose segnalazioni da parte della Società Pura - Deputazione del Gruppo Acquedotto Pugliese, che parlano di notevoli quantità di acque di vegetazione provenienti dalla lavorazione delle olive presso l'impianto di deputazione che serve gli abitati di San Severo e Torremaggiore.

Come fare per monitorare e reprimere gli sversamenti non autorizzati? Bisogna mettere in moto una operazione di sorveglianza e di polizia locale, considerando anche che l'Aqp non ha tra i suoi compiti quello della sorveglianza e di polizia.

Da qui è derivata la decisione di emettere l'ordinanza di divieto assoluto di effettuare scarichi abusivi di acque di vegetazione nella rete fogniaria pubblica. E quando l'ordinanza scardà, gli scarichi abusivi torneranno forse ad essere leciti? No di certo.

La vicenda, dunque, è seria. Ma la scelta ci sembra bizzarra. Se gli scarichi sono abusivi, non sarebbe stato sufficiente istruire la polizia municipale e locale a vigilare e reprimere condotte illecite?

Il divieto è stato esteso anche a chiunque effettui attività di utilizzazione agronomica delle acque di vegetazione, invitando a non procedere a tali operazioni senza aver preliminarmente provveduto ad inviare ai competenti uffici la comunicazione preventiva e relativa relazione agronomica previste dalla normativa vigente in materia. Il sindaco Gianfranco Savino ha disposto infine che l’ordinanza venga notificata alle imprese olearie del territorio, all’azienda sanitaria locale e al comando dei vigili urbani che si dovrà occupare della vigilanza e dell’esecuzione dell’ordinanza. Infine Savino ha rivolto un appello anche al sindaco di Torremaggiore, Costanzo Di Iorio, affinché valuti la possibilità di emanare un analogo provvedimento rivolto alle imprese olearie, dato che l’impianto di depurazione è il medesimo per entrambi i territori.

Scritto da Roberto Mastrangelo
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