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Lecce, sequestrato il canile. Il commento del Comune

 

E’ arrivato un decreto di sequestro preventivo del gip Carlo Cazzella a mettere la parola fine alle polemiche scatenatesi nelle ultime settimane sulle condizioni in cui verteva il canile sanitario comunale di Lecce.

Tutto è cominciato quando lo scorso 24 gennaio il Corpo Forestale dello Stato durante un sopraluogo presso la struttura di Borgo San Nicola aveva rilevato diverse carenze igienico-sanitarie, sia sotto il profilo della tutela degli animali, sia rispetto a quello della sicurezza e della salute del personale impiegato. Il canile, infatti -  gestito dall’Associazione Nuova Lara per conto dell’Amministrazione Comunale - contava ben 154 cani invece del limite massimo di 40 previsto con delibera della Regione. Gli animali in esubero erano ospitati presso locali non idonei allo scopo e destinati ad altre funzioni, quali bagni, corridoi, uffici e ambulatorio veterinario.

“Siamo coscienti del fatto - ha dichiarato Floriana Catanzaro, vicepresidente dell’associazione Nuova Lara - che sia stata ereditata una situazione a dir poco drammatica, ma gli interventi di manutenzione, necessari affinché la struttura non divenisse fatiscente e la situazione non degenerasse, si sarebbero dovuti predisporre già da tempo da parte dell’Ufficio comunale competente. Sappiamo anche che la burocrazia spesso è d’intralcio quando occorre intervenire con repentinità ma confidiamo nella disponibilità dimostrataci dall’assessore Guido affinché non si ripetano mai più situazioni del genere. Un plauso senza dubbio alla magistratura leccese che ha dimostrato attenzione e sensibilità nei confronti del problema”.

“Spesso - ha commentato l’assessore Andrea Guido - gli iter amministrativi impongono svariati passaggi che non fanno altro che allungare enormemente i tempi impiegati per la risoluzione delle problematiche. Prendo atto del decreto firmato dal gip Cazzella, provvedimento senza ombra di dubbio necessario: tuttavia, mi rammarico del fatto che tale decreto sia arrivato proprio quando la situazione volgeva verso una soluzione definitiva. L’iter per la riorganizzazione e l’affidamento del servizio, infatti, era in dirittura d’arrivo. Il bando era stato finalmente pubblicato e cominciavano già ad arrivare le prime buste. Di qui a breve avremmo espletato la gara e saremmo giunti nei tempi tecnici ad un’aggiudicazione. Oggi, con questo intervento della Magistratura, è come se si fosse tamponata momentaneamente l’emergenza ma il problema rimane e andrà risolto in via definitiva e una volta per tutte in altre sedi”.

Scritto da Redazione
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