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VIa Rapolla, non c'è stata diffamazione nei confronti di Perrone

Lottizzazione di via Rapolla. Non c'è stata diffamazione nei confronti del sindaco di Lecce Paolo Perrone. La seconda Sezione del Tribunale Civile di Lecce con sentenza n. 862 del 18 febbraio 2013 resa pubblica lo scorso 7 marzo ha deciso in merito alla richiesta di risarcimento avanzata dal Sindaco del capoluogo salentino Paolo Perrone nei confronti del deputato Pierfelice Zazzera e di Francesco D'Agata, Coordinatore provinciale di Lecce dell'IDV, per le dichiarazioni da questi rese in una conferenza stampa del novembre 2009  riguardante - si legge nello stesso pronunciamento giudiziale che ricorda le deduzioni del Sindaco parte attrice - la "Convenzione sulla lottizzazione di via Rapolla" nel corso della quale avrebbero rilasciato le seguenti dichiarazioni: "Perrone deve dare delle risposte su questo. E, in ogni caso, il Comune di Lecce e quindi i cittadini leccesi, si sono fatti carico di costi per realizzare opere di urbanizzazione che, invece, avrebbero dovuto ricadere sui privati".

Il Tribunale civile di Lecce, nel ritenere infondata la domanda del Perrone,  ha condannato il Sindaco di Lecce al pagamento delle spese processuali.

Nel merito della questione il Tribunale leccese ha rosciuto iconche, quanto asserito nella Conferenza stampa del 2009 dagli esponenti di Italia dei Valori riguardo la lottizzazione di via Rapolla, i legami di parentela tra alcuni proprietari dei lotti di terreno con il Sindaco Perrone, nonché l'assunzione di un impegno di spesa da parte del Comune di Lecce per far fronte agli oneri di urbanizzazione  della lottizzazione in parola, corrisponde alla verità dei fatti.

Nella sentenza emessa dal Tribunale di Lecce si legge, inoltre, che tale verità dei fatti era meritevole di essere divulgata costituendo esercizio "dei diritti, costituzionalmente garantiti, di critica e di cronaca politica" e che inoltre deve ritenersi sussistente "l'interesse sociale a conoscere un fatto" "idoneo ad orientare la crescita della collettività ed a consentire un controllo di quest'ultima su determinati avvenimenti di interesse pubblico"; "parimenti indubitabile" - prosegue il Tribunale - "la ricorrenza della continenza nella forma utilizzata" da Zazzera e da D'Agata "nel divulgare la notizia" in parola, in quanto conforme "ai canoni di correttezza espositiva". 

"La sentenza - dichiarano Zazzera e D'Agata - conferma che quanto da noi riferito nella conferenza stampa del novembre 2009 è stato legittimo esercizio del diritto di critica e cronaca politica mossa nei confronti dell'operato di Paolo Perrone. Considerazioni,  peraltro - come recita la sentenza -, tutelate dall'art. 21 della Costituzione. La sentenza inoltre conferma che i fatti riferiti alla lottizzazione di via Rapolla non erano campati in aria, ma veri".

Scritto da Redazione
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