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Torre Chianca: la faccenda è seria

TORRE CHIANCA (Lecce) – Si parla di secessione a Torre Chianca, una località vicinissima a Lecce che potrebbe essere un paradino. E invece gli abitanti sono arrabbiati anzi che no e accusano di abbandono l'amministrazione del capoluogo. Un comitato formato soprattutto da commercianti e residenti sta pensando di seguire le orme di Casalabate, passata dopo un referendum a Trepuzzi e Squinzano. Anche se, al momento, sembra più una provocazione che una seria minaccia.

Secondo Errico Grasso, promotore del comitato spontaneo di Torre Chianca, il governo cittadino si curerebbe solo di San Cataldo e, dunque ci si potrebbe collegare a Surbo, che di marine non ne ha nemmeno un pezzettino. La storia è abbastanza vecchia e ad ogni anno i toni sembrano alzarsi sempre più. La novità di quest'anno si chiama Procura della Repubblica, il luogo ideale per presentare un esposto.

L'attuale causa scatenante del riaccendersi della diatriba è  il campo di sosta per un gruppo di famiglie nomadi che è stato improvvisato nelle adiacenze del calcetto comunale: un’area che periodicamente viene adibita a questo uso. E sapiamo quanto la presenza di nomadi, in genere, inneschi reazioni spesso al limite dell'intolleranza per non dire di peggio.

L'accusa prevalente è quella di gettare rifiuti nel canale nel canale antistante il campo, "dove scorrono le acque del fiume Idume, già invaso e devastato dalle canne e dalla sporcizia, nonché dalla noncuranza del Comune che non provvede alla adeguata pulizia dei canali da anni. Questi canali e loro acque sono da mesi ulteriormente e gravemente inquinate a causa dei rifiuti derivanti dal campo nomadi", dicono dal Comitato.

E poi ci sono i problemi che anno per anno si ripresentano ad ogni inizio estate: “Torre Chianca già si trova in una situazione di grave disagio a causa delle dissestate ed allagate strade, inclusa Via delle Mimose, che è quella principale, dove fra l'altro passano i mezzi del trasporto pubblico urbano. Queste strade, che sono prive delle adeguate pendenze, si trasformano in conche d'acqua stagnante che insiste, da e per diversi mesi, proprio a ridosso delle abitazioni, impedendo di fatto ai residenti di uscire dalle proprie case, fino a quando il gran caldo non le prosciugherà per forza di cose. Una situazione, questa, che si verifica inverno ed estate e che crea enormi difficoltà ai commercianti ed ai residenti, i quali devono fare i conti con l'acqua stagnante per mesi, con gli annessi problemi di igiene e di insetti”.

L’assessore all’Ambiente, Andrea Guido, ha sollecitato il consorzio di bonifica “Ugento e Li Foggi” a provvedere per tempo alla manutenzione dei canali, auspicando che un intervento in primavera possa scongiurare un’emergenza in estate. Ma il comitato se la prende  con Guido, accusato di "posare a beneficio dei fotografi con la vanga in mano, e contro il collega di giunta Gaetano Messuti, titolare dei lavori pubblici, che avrebbe fatto solo promesse elettorali". 

Scritto da Fortunata Dell'Orzo
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