testaa_web_pdo_5rosso.jpg
teaser_1_raccontiamolapuglia_980x89.jpg

Bari e una festa che non passerà di certo alla storia

Ill 24 aprile 2013 Bari nuova, detta anche Borgo murattiano, ha compiuto esattamente 200 anni. Fortuna che capita a pochissime città nel mondo, specie quello più "antico", il capoluogo pugliese conosce esattamente il giorno in cui il luogotenente, nonchè cognato di Napoleone, Giacchino Murat, dette il via alla parte nuova, con un leggendario anello gettato alle fondamenta di un palazzo, costruito all'angolo di Corso Cavour con Corso Vittorio Emanuele.

Murat, che era figlio di un modesto albergatore, sentiva forse molto affine alla sua storia personale il carattere dei baresi: l'intraprendenza e la furberia gli erano infatti congeniali, visto che era diventato Re di Napoli con la moglie Carolina Bonaparte. Bari divenne una scacchiera ordinata e razionale, un grande omaggio alle teorie illuministe che avevano dato nerbo e lustro alla rapina bonapartista, sulla scorta di altre città bellissime, come Barcellona.

Un anniversario, anzi un bicentenario che non poteva e non doveva mancare d'essere occasione per lanciare e rilanciare una città che aspira, fra le altre cose, ad essere capitale europea della cultura nel 2019, che sta per rifare il look allo stadio san Nicola, su indirizzo del suo creatore, l'archistar renzo Piano, che sta, addirittura, per costruire una torre da 98 metri in quel di Poggiofranco, e che tuttavia soffre maledettamente per un'amministrazione comunale che sembra aver smarrito se stessa.

In realtà di questi duecento anni non ne ha parlato nessuno al d là della mitica cinta daziaria. Inutile cercare tracce dell'evento sulle pagine nazionali dei quotidiani che pure hanno in Puglia i loro "panini", come repubblica e corsera.

Inutile, fra le altre cose, cercare di capire il senso degli spot, le feste in città vecchia, il solito asfittico agitarsi dei soliti presenzialisti alla barese, mancando completamente l'apporto sia pur pallido e sfuggente dell'Università o di altre agenzie di pensiero e di ricerca.

A parte una cartellonistica al limite dell'insulto (all'intelligenza) di cui ovviamente si ignorano creativi e pensatori (salvo poi a sapere che erano tutti volontari e non hanno preso un euro, come certi consulenti del Sindaco "a costo zero" che certo costerebbero di meno se facessero, a pagamento, meglio il loro lavoro).

Una sera, quella del bicentenario, che non solo non è passata alla storia della città, perchè forse una festa di laurea organizzata da qualche "zagno" di Poggiofranco sarebbe riuscita meglio, ma ahimè non ha detto nulla sul passato di Bari e, dunque, nemmeno sul suo futuro.

 

Non abbiamo capito perchè Bari si stia uccidendo così. Perchè si stia buttando via così, come una donna vissuta e maltrattata dalla vita che da una parte dona in giro le sue grazie senza badare bene se si accompagna con un delinquente o con un cardinale.

 

E dall'altra telefona alle amiche piangendo sulle sue disgrazie. Roba da donne, direte voi. Può darsi, ma dagli eredei di quei 62 marinai che andarono a rubare delle ossa incerte per farne il simbolo di una città nuova e moderna, be' ci aspetteremmo qualcosa di più. e di meglio.

Scritto da Fortunata Dell'Orzo
Newsletter



IMAGE
IMAGE
Decaro: io o Olivieri
Martedì, 07 Gennaio 2014
Non si conosce ancora la decisione dell'onorevole... Read More...

Locations

  • Redazione - Via Abate Gimma, 163 - Bari
  • Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
  • 084 - 5213360

Puglia d'oggi per il Sociale

Has no content to show!

Style Setting

Fonts

Layouts( inner pages )

Direction

Template Widths

px  %

px  %