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Bari: approvato il rendiconto di gestione

Bari - 22 favorevoli, 9 contrari, 3 astenuti: questi i numeri con cui il Consiglio Comunale di Bari ha approvato il rendiconto di gestione 2012, preparato da Giovanni Giannini, assessore al Bilancio che è anche stato chiamato da Nichi Vendola ad occuparsi dei trasporti, in Regione Puglia. Erano al momento presenti solo 34 dei 47 Consiglieri Comunali e, come non ha mancato di far notare il capo dell'opposizione, Ninni Cea durante il suo primo intervento, la seduta è stata garantita proprio dalle forze politiche contrarie a Michele Emiliano, mentre larghi vuoti erano presenti fra le fila della maggioranza.

Si tratta, come hanno riconosciuto tutti gli interventi, di un bilancio tecnicamente ineccepibile (ha anche ricevuto diversi riconoscimenti nazionali ed è stato valutato dal sole24ore il quarto miglior bilancio in Italia), che presenta un avanzo di cassa di quasi 140 milioni di euro, frutto, ha sottolineato Gianni Giannini, sia di una intensa lotta all'evasione di tasse e tributi sia di una severa revisione della spesa. Un avanzo che, ricordiamolo, non può comunque essere speso per via del patto di stabilità che impone alle pubbliche amministrazioni di restare nei limiti fissati dall'Unione Europea, come ci ricorda l'assessore Giannini nella breve intervista a fine articolo.

Ma, al di là dei numeri, che pure in un bilancio contano moltissimo, anche fra le fila diradate della maggioranza che ancora sostiene Michele Emiliano (presente in aula solo per un breve tratto e visibilmente stanco e insofferente dell'andamento del dibattito), resta una città che sembra aver ancora troppi problemi da risolvere e troppe questioni da affrontare. Alcune, come la gestione dei rifiuti, la situazione economica di Amiu e Amtab (con relativi pesanti disservizi per la cittadinanza), la totale assenza di una qualsivoglia attività culturale a Bari, solo tanto da indurper citare le più "gettonate" nel dibattito: tanto da indurre all'astensione tre consiglieri di maggioranza.

L'impressione generale, mentre a ridosso della votazione infuriava una polemica velenosa fra Carlo Paolini e Giuseppe De Santis, entrambi ex fedelissimi di Michele Emiliano ed entrambi per motivi diversi ormai fuoriusciti dalla sua orbita, è che il Sindaco non abbia più una vera maggioranza su cui contare. E andare tutti a casa sarebbe anche un buon sistema per cercare di rinnovare, in tutte le sue espressioni politiche, un Consiglio Comunale che spesso è imbarazzante per lo spaccato di "classe dirigente" che mostra.

 

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