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Bari: Salviamo i libri, l'iniziativa spiegata da Abbaticchio

 

Anche i  libri più antichi e più sfogliati hanno un’anima da salvaguardare, e il Comune di Bari intende farlo con un progetto promosso recentemente dall’assessore  al Welfare del Comune,  Ludovico Abbaticchio.

La campagna per il recupero dei libri usati, “Salviamo i libri”, si avvale del Centro Futura - Biblioteca dei ragazzi a Largo 2 Giugno, gestito da Progetto Città.

Alla biblioteca possono rivolgersi tutti coloro che, per qualsiasi ragione, vorranno liberarsi di libri; compito della biblioteca sarà quello di ridistribuirli a famiglie o associazioni interessate allo sviluppo della lettura in ambito cittadino.

L’iniziativa, nata pochi giorni prima dal ritrovamento in un cassonetto di centinaia di libri abbandonati  dai familiari di una persona scomparsa,  intende  tutelare e promuovere il valore dei libri, e sensibilizzare specialmente i giovani.

Ecco la nostra l’intervista all’assessore Ludovico Abbaticchio,  assessore  al Welfare del Comune di Bari.

Il progetto che ha da poco lanciato intende salvaguardare i libri, la passione per la lettura, la cultura, in generale. Perché un'iniziativa così importante nasce soltanto adesso nel capoluogo di regione?

“Salviamo i libri”, è una iniziativa che nasce dopo la scoperta di come ,purtroppo, esiste un sistema di vita sociale e culturale che non ha rispetto per quello che significa la storia di un libro.

Bari ha realizzato con "FUTURA" la biblioteca dei ragazzi;  in ogni centro polifunzionale di ascolto abbiamo realizzato centri di lettura per ragazzi e famiglie, per un totale di 9 centri, uno per ogni circoscrizione, in attesa di realizzare la biblioteca alla ex-caserma Rossani.

Perché ha pensato a questo tipo di iniziativa?

Sono un uomo abituato a leggere e a scrivere note sui libri che leggo; dopo la morte di mio nonno, ho scoperto i suoi appunti su vecchi libri di romanzi e letteratura, venendo a conoscenza anche delle sue riflessioni.

Ho compreso, allora, perché mi diceva di non buttare mai i libri, ma di conservali e leggerli, o di sfogliarli dove capitava.

In realtà, voleva che scoprissi i suoi pensieri dopo la sua dipartita.

In tal modo ho capito ancora di più l'importanza di un libro, la sua personalizzazione e il suo valore sociale.

Cosa si è fatto e cosa ancora si può fare per allontanare i giovani dai social network e avvicinarli ai libri?

La scuola e la famiglia sono fondamentali; un libro, ad esempio, può essere letto e recitato dagli stessi ragazzi facendo immaginare loro i personaggi.

I social network sono del loro tempo e non bisogna demonizzarli, bisogna però integrarli con la bellezza del libro nella crescita formativa di un giovane.

La sua idea è stata presentata poco dopo un episodio che ha avuto protagonisti centinaia di libri in una spazzatura, a pochi metri dal La Feltrinelli di Bari. Tantissimi passanti hanno cercato di recuperarli. A Bari c'è ancora fame di cultura?

Bari e i baresi amano i libri e le librerie.

Mi piacerebbe avere librerie dove ci si prende un caffè, ascoltare dal vivo musica classica o altro, leggendo un libro.

Bari è una città come tutte le altre che amano la crescita culturale e poi ci sono le storie dei nostri marinai e del nostro mare,  spesso raccontate , scritte, trasformate in poesie dialettali o tramandate in filastrocche.

Bari e i Baresi possono offrire cultura a chi vuole e sa trovarla..

La nostra città è priva di un assessore alle culture, da tempo. Una nomina potrebbe migliorare la qualità e accrescere la quantità degli eventi culturali?

Punti di vista... se divento Sindaco dirò cosa penso... (sorride)

Esiste un "allarme culturale", secondo Lei, nella città di Bari? Quali le carenze?

L'allarme culturale è nel Paese, questo ventennio di politica e di televisione spazzatura, compresi gli spot pubblicitari, hanno inaridito i percorsi culturali.

Paghiamo tutti questo periodo storico, anche Bari.

Chi butta o abbandona un libro, cosa fa esattamente?

Butta via un pezzo di storia dell'uomo, in particolare di chi lo ha scritto e di chi lo ha letto.

Io i miei libri non li presto a nessuno...ne sono GELOSO!

Scritto da Annalisa Tatarella
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