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Foggia, non si riescono a spendere i soldi per il Gino Lisa, a rischio 14 milioni di fondi Fas

O si spendono 14 milioni di euro per ampliare la pista del Gino Lisa di Foggia, oppure per l'ennesima volta l'aeroporto foggiano perderà una buona occasione, con i fondi Fas attualmente a disposizione, per cercare di mantenersi a galla in una situazione comunque oggettivamente difficile.

Se poi i soldi che ci sono non si riescono a spendere la somma è facile ed è facile intuire quale futuro potrà avere lo scalo foggiano.

“Mentre si continua a parlare e discutere di problematiche ormai vecchie come il mondo, il tempo trascorre inutilmente e le occasioni sfumano”.

Aldo Pugliese, Segretario Generale della UIL di Puglia, interviene sul rischio, ventilato dall’amministratore unico di Aeroporti di Puglia, Acierno, di perdere i fondi destinati all’ampliamento della pista dell’aeroporto Gino Lisa di Foggia.

“Per stessa ammissione del massimo dirigente di AdP – continua Pugliese – qualora non venissero spesi entro la fine dell’anno, si correrebbe il rischio di rinunciare a 14 milioni di fondi Fas e, conseguentemente, alla possibilità di ospitare velivoli fino a 150 passeggeri, opzione che invece renderebbe il Gino Lisa competitivo a livello nazionale e non solo, passaggio fondamentale anche in virtù dell’interesse di tanti operatori turistici rispetto all’attivazione di collegamenti con mercati esteri emergenti. Il sistema aeroportuale pugliese, di per sé ben al di sotto delle proprie reali potenzialità per demerito di una gestione manageriale o presunta tale che non ha mai saputo e voluto essere ambiziosa per creare una rete davvero efficace tra gli scali regionali, non merita questo ulteriore contraccolpo che, di fatto, sancirebbe la morte dell’aeroporto dauno. Un delitto annunciato già nel momento in cui si decise, mesi addietro, di decretare la fine dei voli passeggeri”.

“L’augurio – attacca Pugliese – è che quantomeno la Regione, con il supporto del Governo, riesca a porre rimedio, in extremis, a quello che potrebbe rivelarsi un danno immane e fatale, ottenendo una proroga sui tempi di realizzazione e di spesa. Tuttavia è l’intero sistema aeroportuale che non può più permettersi di navigare a vista, ma deve dotarsi di una programmazione seria che punti con decisione a mettere in rete gli scali presenti sul territorio. La lenta decadenza di Foggia, infatti, fa il paio con l’abbandono in cui sostanzialmente verte Grottaglie, aeroporto strutturalmente tra i migliori del Meridione, per il quale si continua a parlare, senza alcuna cognizione di causa, di servizio cargo, mentre il tessuto economico locale chiede a gran voce l’attivazione dei voli passeggeri per rilanciare settori vitali come il commercio e il turismo, e con l’incognita Brindisi, ostaggio delle scelte future di una sola compagnia aerea che mantiene sotto scacco le strategia di Aeroporti di Puglia”.

Scritto da Redazione
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