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Gioia del Colle, una storiaccia di tangenti alla Comunità Montana

Questa mattina i militari della Guardia di Finanza hanno sottoporto a fermo Erasmo Mancino, Giuseppe Santoiemma e Francesco Ventaglini (nella foto), rispettivamente commissario liquidatore, segretario generale della Comunità Montana della Murgia del Sud-Est Barese e vicesindaco del Comune di Gioia del Colle (dal 2003 al 2010 vicepresidente della stessa Comunità Montana) con l'accusa di concorso in concussione.

Le indagini sono state avviate dopo la denuncia di un ex dipendente della Comunità Montana, che aveva denunciato la richiesta di una tangente di 50mila euro formulata dal proprio difensore, avvocato Vita Maria Pia Baldassarre, per avere il via libera alla sua transazione davanti al Tribunale del lavoro di Bari.

In pratica si sarebbe chiusa la causa successiva al licenziamento del dipendente con il riconoscimento di 100mila euro in favore dello stesso, a fronte dei 500mila euro richiesti.

I tre fermi di questa mattina hanno seguito di due giorni i fermi, in flagranza di reato di concussione, della stessa avvocato Baldassarre e dell'altro avvocato Giovanni Paolo Castellaneta, che fungeva da intermediario per conti dei tre esponenti fermati questa mattina.

Tra l'altro è stato anche accertato che i 50mila euro ricevuto dall'avvocato Baldassarre a titolo di tangente era stata consegnata a Castellaneta per la "spartizione" con gli altri indagati.

Una storiaccia che vede protagonisti due avvocati e tre dirigenti che dovrebbero lavorare per un Ente già di per se' praticamente inutile, ma che invece avrebbero approfittato di una causa di lavoro per arricchirsi indebitamente. Tra l'altro una vicenda che è una vera e propria bastonata sull'amministrazione guidata da Sergio Povia, che ha fatto della traspaenza e della legalità uno dei suoi punti di forza in campagna elettorale, ma che, e non solo per questa vicenda, tutto sta facendo per essere il contrario di come sbandierava di voler essere.

La vicenda dei tributi locali... il clamoroso balletto  fuori e dentro il Comune, ed ora una vicenda che coinvolge il vicesindaco, da anni a cavallo della scena politica gioiese, saltando di quà e di là a seconda delle convenienze politiche.

Una storiaccia che vede coinvolto un Ente che, quando mai decideranno di chiuderlo, sarà sempre troppo tardi. Ma non ditelo a Nichi Vendola. Non sia mai!

"Credo ci sia poco da gioire - commenta tra gli altri Vincenzo Lamanna, ex consigliere comunale di opposizione - per i recenti fatti giudiziari che hanno visto coinvolti due noti esponenti politici della maggioranza e un dipendente comunale. È doveroso attendere le 48 ore previste dalla magistratura, la quale potrà confermare o meno lo stato di fermo dei tre. Ma è doveroso anche fermarsi un attimo e riflettere su come la politica deve necessariamente cambiare rotta e mettersi al servizio dei cittadini".

Come dargli torto?

 

Scritto da Roberto Mastrangelo
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