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Centrosinistra: incontro e scontro sui nomi per il sindaco di Bari

Il primo nodo da sciogliere è quello delle primarie: se si faranno, e come. Il centrosinistra a Bari cerca di rimettere insieme i pezzi in vista delle comunali del 2014, ma le questioni da affrontare non sono di poco conto: prima i programmi o prima le primarie?

Affidarsi ai leader o ai partiti?

A metterle sul piatto è stata l’associazione Baripartecipa, che ieri - nell’afa di luglio - ha raccolto in sala Murat tutte le forze del centrosinistra, Rifondazione comunista compresa.

Cert’è che il Pd la linea l’ha dettata, anche forte e chiara: “Non possiamo tornare indietro, le primarie vanno fatte, non possiamo continuare a fare confronti con il passato, viviamo in un contesto politico opposto rispetto a dieci anni fa, prima le primarie non esistevano, ora non possiamo prescinderne”, afferma Vito Antonacci, segretario provinciale Pd “la selezione del chi dipende anche dal come”.

Ed è proprio sul come che le posizioni divergono.

Pietro Petruzzelli, consigliere piddino già autocandidato, alle primarie ci sta, “ma senza perder tempo”, scatta l’avvertimento, “in passato un anno prima dell’appuntamento eravamo già in campagna elettorale”, ma il punto è un altro per il giovane candidato, “non pensiamo da subito al programma, facciamo le primarie sui nomi. D’altronde non si è fatto così nelle storiche primarie del 2004 tra Vendola e Boccia?”.

La proposta di Baripartecipa è un’altra: “Serve prima una convenzione del centrosinistra”, la chiamano così il presidente dell’associazione Danny Sivo e Luca Scandale, con un termine recuperato dalla rivoluzione francese, “un assemblea unica del centrosinistra, in cui partiti, associazioni e singoli siano messi in condizioni di fare politica. La partecipazione di ieri ci dice che siamo ancora in tempo, non sprechiamo l'occasione ”. Anche se da Rifondazione, Tonia Guerra preferisce togliere la parola ‘centro’.

I problemi da affrontare, li hanno messi in luce consiglieri come Angelo Tomasicchio (Idv): “recuperiamo il contatto tra partiti, istituzioni e società civile, ed evitiamo che le primarie si rivelino solo una battaglia tra partiti”, Pierluigi Introna (Sel): “Pensiamo al lungomare, perché nessuno se ne occupa, eliminiamo quelle casupole abusive, e riqualifichiamolo una volta per tutta, così anche per lo Stadio della Vittoria”. Più di uno ha sottolineato l’urgenza anticriminalità. Gaetano Cataldo, segretario di Sel: “C’è una recrudescenza di reati che non dobbiamo trascurare, d’altronde sul tema della legalità abbiamo vinto nel 2004 e 2009 e su quello bisogna insistere”.

Anche per Leo Palmisano: “bisogna tornare nelle periferie, altrimenti rischiamo l’autoreferenzialità”.

E i nomi, i candidati? Rocco De Franchi, neoassessore al commercio lancia la provocazione: “Serve un nome carismatico e autorevole che sappia rivolgersi all’altro 21% dell’elettorato”. 

Scritto da Ida Galise
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