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Mitomani: Emiliano richiama i media, ma dimentica le responsabilità della politica

Cari giornalisti, fate attenzione a come scrivete i vostri articoli di cronaca, perchè potreste correre rischi di eccessiva spettacolarizzazione di notizie che potrebbero avere delle pesanti ricadute su soggetti già colpiti da malattia o disagio.

Questo, in sintesi, l'appello lanciato oggi dal sindaco di Bari Michele Emiliano al presidente dell'ordine pugliese dei giornalisti, Valentino Losito, e di Assostampa Puglia, Raffaele Lorusso, con una richiesta di incontro per "valutare l’evolversi della situazione”.

Dunque la responsabilità dell'atto di uno squilibrato che questa mattina ha tentato di darsi fuoco all'interno della propria auto dopo aver forzato l'ingresso dell'atrio del Palazzo di Città, sarebbe dei giornalisti, rei di spettacolarizzare i casi della cronaca cittadina, da ultimo con i resoconti e le notizie sull'omicidio della psichiatra Paola Labriola, di cui proprio questo pomeriggio si sono svolti i funerali.

I fatti

Questa mattina un paziente psichiatrico del Centro di salute mentale di Bari - San Paolo, dopo alcune minacce a dipendenti del Comune di Bari, è entrato di forza con la sua auto nell'atrio di Palazzo di Città, cospargendo la vettura di benzina con lo scopo di farla esplodere. È stato fermato grazie alla pronta reazione degli agenti della Polizia Municipale.

Il commento del sindaco

“Ho immediatamente informato dell’accaduto - dichiara il Sindaco Michele Emiliano - la Dirigente medico psichiatra della ASL, dott.ssa Rossana Germano, per un’attenta valutazione dei fatti, considerato che il soggetto in questione questa mattina ha detto di voler reiterare un gesto omicidiario evocando la tragedia della dottoressa Labriola”.

Il commento dell'Asl

“Quando fatti di cronaca così cruenti - dichiara la dott.ssa Germano -  vengono enfatizzati o spettacolarizzati dai mass media, uno degli effetti dannosi e frequenti è che tutto ciò vada ad incrementare l’effetto emulazione e a stimolare le fantasie cruente di quanti già hanno un equilibrio psichico precario. Per cui analoghi fenomeni potrebbero aumentare”.

Da qui la richiesta del sindaco di un incontro per un appello ai media.

Appello di cosa, ci chiediamo noi? Ad attenersi ai fatti, o a seguire le veline del caso, o a fare il proprio lavoro con deontologia professionale?

Il vero problema, e questo Michele Emiliano lo sa benissimo, è che le strutture sanitarie cittadine sono allo sbando, strapiene, con personale insufficiente e stremato che non riesce a gestire i tanti casi. Il vero problema è che la disperazione in città (ma non solo) dilaga senza che le politiche (quando ci sono) welfare degli enti locali riescano non solo a risolvere i problemi, ma nemmeno ad avvicinarsi minimamente ad una bozza di soluzione che vada oltre il piccolo contributo contingente.

Il problema è che non c'è lavoro, che non ci sono sbocchi ai sogni ed alle speranze, che la gente è stanca delle promesse della politica, di tutta la politica, che da anni e per anni ha illuso. Comprese le promesse di Michele Emiliano, che non è estraneo e non è immune da tutto ciò.

Le strutture sono fatiscenti, le scuole crollano a pezzi, chi infrange la legge lo fa sapendo di potersela cavare a poco prezzo se non gratis. Cosa succede, caro sindaco, quando il titolare di un alloggio nelle case popolari muore e i furbi di turno ne prendono possesso, magari con scasso?

No. La colpa non è dei giornalisti che enfatizzano. La colpa è del fatto che molti che dovrebbero essere ricoverati (a volte incarcerati) girano impuniti e liberi. La colpa è della mancanza di sicurezza per le strade. La colpa è da ricercarsi nelle pieghe sociologiche di una società che mette ai margini i malati e i deboli e ne fa carne da macello e da assistenza.

E molto spesso, se non sempre, questa gente non legge i giornali e non ha una connessione internet per sfogliare i quotidiani on-line.

Scritto da Redazione
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