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San Nicola: la cattedrale (abbandonata) nel deserto

Che ne facciamo di uno Stadio, il San Nicola, bello ma inutile? Troppo grande e costoso per poterlo sfruttare appieno, e lontanissimo dall'idea di uno stadio che possa diventare un centro polifunzionale ed attrattivo per le famiglie, e non soltanto durante le manifestazioni sportive (se tutto va bene e se il Bari resta lì una partita ogni due settimane...)?

Il San Nicola non ha che 25 anni, ma è ormai vecchio, obsoleto e pure messo male dal punto di vista dell'integrità. Ristrutturarlo costa troppo, e senza una squadra al vertice in grado di riempirlo sistematicamente è inutile farlo. Trasformarlo in centro commerciale? Beh... visto che la tangenziale di Bari ormai è un continuo raccorto tra centri commerciali mezzi vuoti e capannoni dismessi l'idea sembra alquanto pericolosa.

Un centro sportivo polivalente e funzionale? Buona idea, ma chi lo gestisce? Chi ne paga il canone? Quale società sportiva potrebbe mai essere in grado di sostenerne i costi?

Alla fine, gira e rigira, potrebbero essere soltanto i Matarrese ad avere la forza economica e la potenzialità del bacino di utenza calcistico per poter gestire lo stadio. Il secondo stadio di Bari.

E qui entra in gioco il rapporto tra la società sportiva A.S. Bari ed il Comune. Un rapporto fatto di canoni e prezzi contestati, di tira e molla che vanno avanti da anni e di un gioco delle parti che, ormai, si è logorato nel corso del tempo.

E' di ieri la lettera del sindaco di Bari, Michele Emiliano, con cui, in pratica, si chiede al Bari di farsi carico dell'amministrazione dello stadio in cambio di una gestione gratuita fino a quando... beh... in Italia la provvisorietà è quasi una regola ferrea.

Ecco il testo della lettera:

Illustre Presidente,

il San Nicola è stato concepito e realizzato 25 anni fa come secondo stadio della Città, seguendo indirizzi progettuali già allora desueti, al fine di ospitare esclusivamente manifestazioni calcistiche di grande rilievo.

La richiesta relativa alla costruzione di un nuovo stadio dedicato solo al calcio fu imposta alla città a seguito della promozione in serie A della AS Bari dal suo presidente pro tempore, anche in vista dei Mondiali di Calcio del '90, secondo strategie alle quali l'attuale proprietà societaria non era certo estranea, nonostante la Città disponesse già di un impianto, lo Stadio della Vittoria, che con minor spesa avrebbe potuto essere ristrutturato e concesso in uso anche a soggetti sportivi minori diversi dalla squadra calcistica di vertice.

La proprietà della AS Bari fu pure coinvolta nella costruzione del San Nicola, un intervento tanto oneroso per la città di Bari che, ancora lo scorso anno, il consorzio costruttore ha reclamato con forza il pagamento da parte del Comune di ulteriori 18 milioni di euro ad integrazione dei circa 120 miliardi di lire che, a suo tempo, furono versati per la realizzazione della struttura.

Queste sono le ragioni che hanno determinato la realizzazione di una struttura dai costi di gestione elevati.

Per 23 anni l’impianto è stato gestito in esclusiva dalla AS Bari, che si è accollata i suddetti costi attraverso la manutenzione ordinaria e che da qualche anno rifiuta di stipulare l'apposita convenzione per ragioni mai chiarite.

Il Comune di Bari, proprietario dello stadio e delle aree circostanti, ha comunque sempre sostenuto rilevanti spese di ammortamento nonché quelle relative alla manutenzione straordinaria, che rappresentano un onere sempre più gravoso per il bilancio dell’ente.

Insomma, il calcio cittadino ha vissuto in questi anni alterne fortune ed è sopravvissuto anche grazie a un forte supporto economico pubblico, oggi però non più sostenibile per lo stato della finanza pubblica e, in particolare, di quella comunale.

Non nascondo che sentir dire che la società intenderebbe giocare ad Andria, dopo che si è pretesa la costruzione dello stadio San Nicola a viva forza, mi ha molto addolorato, come credo addolori tutti i tifosi e i cittadini baresi.

Si aggiunga a tal proposito che già da qualche anno il Comune si è attivato per redigere un programma di riqualificazione dello stadio San Nicola finalizzato alla trasformazione dello stesso in un impianto moderno, capace di autosostenersi economicamente e, soprattutto, fruibile dai cittadini tutti i giorni della settimana.

La nostra speranza, sin dal 2007, è che la AS Bari possa avere interesse ad aumentare la propria patrimonializzazione e a sviluppare la propria attività economica e sportiva attraverso l'acquisto del San Nicola e delle aree circostanti, al fine di rafforzare il livello tecnico della squadra anche grazie al contributo economico che il rinnovato stadio potrebbe fornire al business sportivo professionistico nel quale è tutt'oggi impegnata. 

Grazie al coinvolgimento del progettista, architetto Renzo Piano, è stato predisposto a tal fine uno studio di fattibilità che traccia le linee guida per il rinnovamento dello stadio, conciliando l’immagine architettonica e il suo rapporto con il verde circostante con la necessità di adeguarlo agli standard sportivi internazionali e alle effettive esigenze gestionali.

Obiettivi questi perseguibili inserendo nuove volumetrie e spazi dedicati ad attività culturali, sportive, ricreative, ricettive e commerciali tali da costituire un polo attrattivo capace di sostenere economicamente la gestione dell’intero complesso.

Questa modalità di utilizzo degli stadi moderni è considerata anche una forma promozionale e sinergica per le squadre di calcio di eccellenza che possono trarre benefici dalla gestione dello stadio, integrando le finalità sportive con i vantaggi economici derivanti dalla patrimonializzazione immobiliare e dalle attività economiche connesse.    

L’Amministrazione comunale, in attesa che la situazione economica della AS Bari si rafforzi e che si possano determinare le condizioni per l’acquisto, in analogia con quanto avvenuto in altre città italiane, è disponibile a concedere gratuitamente lo stadio San Nicola alla AS Bari, in cambio della manutenzione ordinaria e straordinaria per un congruo periodo di tempo.

Tale ipotesi dovrà comunque essere definita attraverso una proposta di deliberazione da portare all’esame del Consiglio comunale.

Rimango in attesa di un vostro riscontro.

Cordiali saluti

Scritto da Roberto Mastrangelo
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