testata_web_pdo_5arancione.jpg
teaser_1_si_cambia_980x89.jpg

Bari, the whore's town

Lei, fiera e convinta, ingaggiata dal lenone d'alto bordo, lieta annunzia uscendo dal tribunale che ora sì, è felice d'aver potuto dire tutto: si autoassolve, assolve tutti, in nome del sentimento che tutto appiana, tutto pulisce, tutto giustifica.

"Gli volevo bene, ci sentiamo ancora". L'utilizzatore finale, dice lei, con me non ha fatto sesso, ma abbiamo parlato.

Come Aspasia e Pericle, verrebbe da ricordare. La leggendaria etera che tenne il cuore del riformatore ateniese, ai tempi in cui la Bellezza pareva davvero comandare e salvare il mondo.

Bari, la città delle puttane.

Almeno di quelle (e sono diverse) intercettate dalla Storia a causa di un lenone in cerca d'affari e di un mancato statista con la libido ballerina. Al momento il capoluogo della Puglia, la seconda città del meridione continentale, la patria del congresso del CLN (1944) dal quale fu di fatto avviato il dopoguerra e la democrazia, la città italiana con il fronte a mare più lungo (ma anche forse più degradato), la sede di tre prestigiose e popolatissime università (compreso un Politecnico primo in Italia per la ricerca), è famoso soprattutto per le sue puttane, che gareggiano con le olgettine, quanto a sapida perizia nel chiedere e ottenere favori dal satrapo di turno.

L'ultima (in senso cronachistico) non sappiamo quanto consapevole del becero e improvvido paragone con una famosa attrice americana (fossimo in Angelina, avremmo già querelato tutti i media italiani che hanno usato la scorciatoia metaforica parlando appunto della puttana famosa), addirittura abbiamo rischiato di averla collega giornalista ("mi offrirono di lavorare a Palazzo Chigi, ufficio stampa" niente meno).

E sì che ne abbiamo di cose da fare, di problemi da risolvere, di scelte da compiere.

Fra poco più di sei mesi, ad esempio, Bari dovrà darsi un sindaco nuovo e al momento candidati sono tutti maschi (non prendiamo in considerazione chi non ha ancora ufficialmente annunciato la candidatura e non è affatto sicuro che lo faccia): un signore che va in giro con una sedia rossa, un deputato fedele ad Alberto Tedesco, un consigliere comunale che spera ardentemente che Raffaele Fitto gli dia il permesso.

Rispettivamente Pietro Petruzzelli (PD), Antonio Decaro (PD), Filippo Melchiorre (FdI). Bari, intanto, ha chiuso da tempo ogni finestra che la illumini di cultura, sperimentazione, ricerca, dibattito.

Ha un Petruzzelli commissariato, un Piccinni chiuso per restauri infiniti, un Santalucia bloccato da faide poco nobili tra Regione ed ex proprietari, un auditorium gestito da una Provincia inutile e incapace, di cui non si sa la data della riapertura. Una popolazione incarognita dalla crisi, dalla sporcizia, dalla confusione che si incavola più per le deiezioni dei cani che per la totale scomparsa di Bari dalle rassegne stampa nazionali ed europee.

Per fortuna, a riportarci in auge, ci pensano le puttane. Aveva ragione l'Evangelista: “In verità vi dico: i pubblicani e le prostitute vi precederanno nel Regno di Dio” (Matteo, 21, 31).

Scritto da Fortunata Dell'Orzo
Newsletter



IMAGE
IMAGE
Decaro: io o Olivieri
Martedì, 07 Gennaio 2014
Non si conosce ancora la decisione dell'onorevole... Read More...

Locations

  • Redazione - Via Abate Gimma, 163 - Bari
  • Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
  • 084 - 5213360

Puglia d'oggi per il Sociale

Has no content to show!

Style Setting

Fonts

Layouts( inner pages )

Direction

Template Widths

px  %

px  %