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I dubbi amletici della politica - parte II. Le candidature per Bari

Dopo un’analisi delle ultime notizie (oggi, certamente, più che penultime) dalla politica nazionale in questo articolo, concludevo: resta da dare un’occhiata alle proiezioni di questi eventi a livello locale, dove si stanno per giocare partite importanti sulla candidature. Le esamineremo nella II puntata, alla quale Vi rimando.

Confesso, che mi è stato difficile non cedere alla tentazione di riprendere il filo del discorso nazionale, troppe cose stanno avvenendo in questi giorni e l’imminenza della seduta del Senato per la decadenza di Berlusconi sta dando al tutto un’accelerazione vertiginosa. Ma, promissio boni viri est obligatio, ed allora manteniamo la parola data ed occupiamoci delle cose a livello locale dove si giocano nell’immediato la partita del Comune di Bari e appena un poco più tardi, quella della Regione.

Il quadro nel centrosinistra sembra semplice e ben definito, ma lo è davvero?

Alla Regione sembrerebbe che nulla possa contrastare la candidatura di Emiliano a prossimo Governatore. Sembra che l’unica difficoltà che potrebbe incontrare l’attuale primo cittadino barese sia quella di trovare un povero sventurato disposto a candidarsi alle primarie contro di lui. Non celebrare primarie, per assenza di concorrenza, sarebbe una ghiotta occasione pubblicitaria che Emiliano, secondo nella capacità di imporsi su tutti gli schermi al solo Berlusconi, ovviamente non vorrebbe perdere. Riusciranno Emiliano ed il suo nutrito ed efficiente staff a trovare la vittima disposta ad immolarsi sull’altare sacrificale per non oscurare un momento vittorioso del gladiatore (com’è, anche, sopranominato Michelone) in vista della successiva, imminente sfida elettorale?

Al Comune di Bari la partita è davvero meno scontata. Molti danno per certa e vincente la candidatura dell’onorevole Antonio De Caro, pupillo di Emiliano, fortemente appoggiata e voluta dal Sindaco uscente. De Caro, figlio d’arte, il padre Giovanni è stato assessore nella giunta comunale Mazzucca, che al Comune di Bari ha cominciato la carriera nei Socialisti autonomisti, come uomo di punta di Alberto Tedesco, è da tempo nelle grazie del Sindaco.

Nominato prima consigliere regionale (anzi capogruppo del Pd alla Regione), quindi parlamentare dello stesso partito, De Caro ha mantenuto per volontà di Emiliano la delega (se non erro, gratuita) alla viabilità cittadina. De Caro è, infatti, ingegnere all’Anas, berese –anzi torr’ammarese doc- e di viabilità urbana credo se ne intenda parecchio. La sua presenza colma la grave carenza di avere un comandante dei Vigili Urbani forestiero, che credo ancora ora ignori com’è fatta questa città. Tra l’altro l’esperienza regionale e nazionale, se da un lato hanno contribuito alla sua crescita, dall’altro hanno dimostrato ad Emiliano di poter contare sulla fedeltà del De Caro, dettaglio di non poco conto, se ben conosco il modo di ragionale dello Sceriffo (altro soprannome di Michelone).

Per ora avanza la sua candidatura il consigliere comunale del Pd Pietro Petruzzelli che ovviamente ha avviato anzitempo la sua precampagna per le primarie con un fitto porta a porta col quale tenta di contrastare i mezzi mediatici preponderanti del diretto avversario.

Quella che invece poteva essere una vera novità era la candidatura proposta dal gruppo Realtà Italia, il partito dell'ex consigliere regionale Giacomo Olivieri, ma anche da altri gruppi politici, dell’ex pm antimafia barese Desirèe Digeronimo, oggi pm della procura romana. Di surreale c’era il fatto che la Digeronimo è colei che ha chiesto ed ottenuto, nell’ambito dell’inchiesta per la malasanità pugliese, il rinvio a giudizio del De Caro, per aver richiesto l’intervento di Alberto Tedesco per favorire un parente in un concorso. Realtà Italia ha abbandonato quella candidatura, che pare definitivamente tramontata, con buona pace di chi vi intravedeva il candidato alternativo di Emiliano nel caso d'incidenti a De Caro.

La vera incognita è tuttavia la candidatura da parte di Sel. Dubito che l’attuale Governatore della Puglia, promosso a leader di un partito significativo a livello nazionale, ma ancor più significativo qui in Puglia, molli tutto nelle mani di Michele Emiliano. E’ vero che costui ha grandi mani da ex giocatore di basket, ma non credo che a Niki Vendola la cosa faccia desistere da reclamare la presenza di un proprio uomo nella stanza dei bottoni: si è fatto il nome di un candidato di tutto rispetto sia per la storia personale, che per quella familiare: il penalista barese Michele Laforgia.

A prescindere dal cospicuo bagaglio di voti personali, Laforgia conterebbe anche sui voti del fratello Nicola, eccellente assessore alla cultura e primo degli eletti nella lista Emiliano, e cosa di non poco peso di essere il figlio dell’avv. Pietro Leonida Laforgia, Sindaco di una onestà e trasparenza uniche in una città come Bari, usa a lasciare molti margini scuri nei confini personali.  

Sono disinformato io o nel centrodestra la campagna regionale è considerata lontana ancora anni luce? La candidatura Emiliano è considerata imbattibile? O piuttosto si vuol rendergli un favore, dandogli margini notevoli di tempo in cui giocare da solo e segnare a volontà?

Mi sembra più probabile che Fitto attenda gli sviluppi della battaglia anti Alfano avviata a livello nazionale per poi decidere con qualche dato in più su cui disporre.

A livello barese invece ci sono già due competitor: sponsorizzato dallo stesso Fitto scenderebbe in campo per la poltrona di primo cittadino barese Domenico Di Paola, già Presidente di Aeroporti di Puglia. Al candidato di Forza Italia, si contrapporrebbe il leader pugliese del Nuovo centrodestra (l’Ncd di Angelino Alfano), il barese Massimo Cassano forte delle sue oltre ventimila preferenze alla regione, attualmente senatore del Pdl e, terzo incomodo, Mario Ferorelli, presidente di una circoscrizione strategica come quella Murattiana.

Sembra tramontata, ma sempre pronta a resuscitare, la candidatura del Presidente uscente della provincia Francesco Schittulli. L’oncologo barese dice in una lettera aperta che non intende candidarsi. A me ricorda un’analoga lettera con cui rifiutava l’invito a candidarsi a Presidente della Provincia e che durò meno di due giorni prima di essere completamente rivoltata. Sono convinto, peraltro che l’oncologo barese, che non ha alcuna intenzione di appendere al chiodo la politica e le nomine connesse, attenderà -magari con qualche impazienza- l’esito delle evoluzioni romane per poter chiedere consiglio sul futuro al suo grande sponsor, Gianni Letta, oggi certamente in tutt’altre faccende affaccendato.

Promessa mantenuta.

di Gianvito Pugliese
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