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Punta Perotti, il risarcimento e il danno

Dopo il danno, la beffa. E naturalmente i danni li ha pagati Pantalone, ovvero tutti noi contribuenti italiani. A sette anni di distanza dalla confisca e dall'abbattimento in pompa magna di Punta Perotti, con tanto di diretta televisiva, tagli del nastro e sorrisi a 36 denti, adesso è tempo di pagarne le conseguenze giudiziarie. Oggi non ci sono sindaci e assessori in prima fila, dichiarazioni forbite alla stampa, vittorie da festeggiare. E' tempo di capire perchè quasi 32 milioni di euro (oltre ai 5 già versati) sono stati sprecati in questo modo.

I Matarrese hanno vinto la causa. La magistratura ha accolto la richiesta di decreto ingiuntivo presentata dai legali dei Matarrese ed ha imposto allo Stato di pagare i danni provocati dall'illegittima confisca dei terreni e del caseggiato di Punta Perotti, a Bari.

Lo Stato ha dunque versato 31,8 milioni di euro a titolo di risarcimento dei danni alla Sud Fondi, la società della famiglia Matarrese proprietaria di Punta Perotti, il complesso edilizio in costruzione ritenuto abusivo e quindi confiscato ed abbattuto nel 2006 sul lungomare a sud di Bari. Dopo la restituzione dei terreni, adesso è arrivato naturalmente anche il risarcimento del danno.

Sull'argomento è intervenuto il presidente della Provincia Bat Francesco Ventola con una lettera aperta a Michele Emiliano, sindaco di Bari. Eccone il testo:

 

Pregiatissimo Sindaco Emiliano,

innanzitutto mi presento. Sono Francesco Ventola, cittadino italiano, residente a Canosa di Puglia, bancario in aspettativa per mandato elettorale. 

Leggere sui principali quotidiani regionali di oggi che lo Stato Italiano, il nostro Stato, ha versato circa 40 milioni di euro a titolo di risarcimento dei danni alla Sud Fondi, la società della famiglia Matarrese proprietaria di Punta Perotti, ha recato in me un certo sgomento.

Una domanda, infatti, mi sorge spontanea: perché io, come tutti gli Italiani, sarò costretto, a pagare di tasca mia per il risarcimento di un danno così importante?

Nell’aprile del 2006, in seguito ad una Sua decisione, Punta Perotti fu abbattuta, offrendo in mondovisione lo spettacolo della demolizione a decine e decine di telecamere e giornalisti.

A distanza di oltre sette anni, però, non ho registrato, da parte sua, la stessa enfasi e gli stessi toni trionfalistici di allora nell’annunciare la notizia del risarcimento.

Caro Sindaco, non risiedendo nella Città di Bari, non spetta a me giudicare o sindacare le sue scelte amministrative e politiche. Me ne guarderei bene anche perché, da Amministratore pubblico quale sono, so bene cosa significhi essere ogni giorno in trincea e per questo nutro per Lei profondo rispetto, istituzionale oltre che personale.

Tuttavia, mi consenta una riflessione: dover contribuire, come tutti i cittadini italiani, al maxi risarcimento per la vicenda Punta Perotti, è davvero inammissibile e scandaloso!

 Così come allora si assunse la paternità di quella decisione, oggi e coerentemente, si assuma la responsabilità del danno arrecato.

 In un momento così drammatico per la nostra economia, far gravare su tutti noi le proprie responsabilità per Sue decisioni consapevoli è ingiusto ed inaccettabile.

Cordiali saluti,

Francesco Ventola
Cittadino italiano, bancario in aspettativa
per mandato elettorale

P.S.:     Le tasche di noi contribuenti sono da tempo bucate per via di una crisi economica apparentemente irreversibile. Da un paladino della Giustizia mi aspetterei un comportamento e conseguenziale.

Scritto da Redazione
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