testata_web_pdo_5verde.jpg
teaser_1_si_cambia_980x89.jpg

Il canto del cigno di Artelier: dove sono le istituzioni?

Nemo propheta in patria recita una locuzione latina. "Io a Bari non posso fare il costumista" fa eco Luigi Spezzacatene nel giorno più triste per Artelier Casa d'Arte, la sua creatura. Dopo 8 anni di prestigiosa attività, la sartoria teatrale barese chiude i battenti, nel silenzio quasi totale delle istituzioni.

Le cause della "cessata attività" non vanno però ricercate nella crisi. "In Puglia si continua a perseguire la strada del mi manda Picone - denuncia il fondatore di Artelier - Non c'è speranza per chi come noi non appartiene ad alcun schieramento politico o sistema di potere". Duro l'attacco alla Fondazione Lirico Sinfonica Petruzzelli e Teatri di Bari ed al suo Commissario Straordinario, Carlo Fuortes, rei secondo Luigi Spezzacatene di aver attuato una gestione discriminatoria e poco chiara delle attività del più importante teatro di Bari. 

Con l'evento Consòlo Meridionale cala il sipario sulla piccola cooperativa con sede in via Dieta Da Bari, laboratorio di sartoria che ha realizzato costumi di scena per nome e per conto di registi e teatri di rilievo nazionale ed internazionale: Moni Ovadia, Teresa Ludovico, la Scala di MIlano, la Fondazione Petruzzelli, il Repertory Theatre di Birmingham, L'arena del Sole di Bologna. "In questi anni sono stati concessi diversi contributi per lo startup di imprese creative: un' operazione encomiabile, ma non sufficiente se poi non si cerca di mettere in rete e a sistema chi già operava nel settore - accusa Luigi - E' mancato un disegno politico a lungo termine".

Al centro della presentazione dell'evento - una settimana di arte e cultura che Artelier regala a Bari ed alla Puglia, "nonostante tutto" - c'è il duro "j'accuse" di Luigi Spezzacatene nei confronti di Carlo Fuortes, Commissario Straordinario della Fondazione Lirico Sinfonica Petruzzelli e Teatri di Bari. Nella ricostruzione delle vicende che hanno costretto Artelier alla chiusura emerge, nelle parole dell'imprenditore, una gestione della Fondazione priva di trasparenza amministrativa e competenza artistica da parte di Carlo Fuortes e dei suoi amministratori, Vito Longo e Tommaso Lagattolla.

Nessun piagnisteo o richiesta di carattere assistenzialistico. La reprimenda del fondatore di Artelier si fa carico di testimoniare un modus operandi della Fondazione a suo modo di vedere incompetente e grottesco, reo di aver usato due pesi e due misure e, in qualche modo, pregiudicato la sopravvivenza della sartoria.

Nei fatti, Luigi Spezzacatene denuncia da un lato la lentezza con cui la Fondazione ha ristrutturato il proprio debito con la coopertiva Artelier: ben 240 mila euro che, come certificato dal Ministero del Lavoro, hanno messo in ginocchio le casse del piccolo laboratorio artistico.

Successivamente la Fondazione ha promosso procedure di gara anomale e poco trasparenti. "Il 9 ottobre 2012 la Fondazione ha trasmesso una richiesta di preventivi per l'acquisto o il primo noleggio dei costumi di scena per l'Otello di Giuseppe Verdi - ricorda Luigi Spezzacatene - Nella procedura non veniva indicato alcun valore economico, anzi: secondo la richiesta, l'importo definitivo e le modalità di pagamento sarebbero state concordate e condivise con l'eventuale aggiudicatario".

La ricostruzione dell'accaduto è corredata dai documenti, da cui emerge che lo stesso Carlo Fuortes,  in risposta ad una richiesta di informazioni inviata dal senatore PDL Luigi d'Ambrosio Lettieri, definisce la procedura del 9 ottobre come indagine di mercato conoscitiva. "Falso - risponde Luigi - l'indagine di mercato è cosa ben diversa dalla gara, con richiesta di preventivi. Nell'invito a produrre preventivo, non è stata fatta alcuna menzione ad un'ipotetica indagine di mercato". Con gli importi per il primo noleggio già chiari, la Fondazione ha avviato una nuova procedura per affidare il servizio di primo noleggio dei costumi. "Perché non utilizzare le offerte di primo noleggio pervenute nella prima procedura? Perché soprattutto queste procedure vengono avviate solo 24 giorni lavorativi prima della consegna, e non 5-6 mesi prima? Sono queste le condizioni discriminatorie che hanno costretto Artelier a non presentarsi".

E la politica? Silenzio. Oltre una lettera del Presidente della Repubblica e le interrogazioni del Consigliere Comunale Angelo Tomasicchio (Italia dei Valori), nessun cenno dai rappresentanti istituzionali di Comune, Provincia e Regione. "Visti i fatti recenti, mi avrebbe fatto molto piacere ricevere una telefonata dal Presidente Vendola, che è sempre stato informato della vicenda, per sentirmi dire, come ha fatto con altri:"Stia tranquillo, il presidente non si è defilato".

Scritto da Lino Castrovilli
Newsletter



IMAGE
IMAGE
Decaro: io o Olivieri
Martedì, 07 Gennaio 2014
Non si conosce ancora la decisione dell'onorevole... Read More...

Locations

  • Redazione - Via Abate Gimma, 163 - Bari
  • Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
  • 084 - 5213360

Puglia d'oggi per il Sociale

Has no content to show!

Style Setting

Fonts

Layouts( inner pages )

Direction

Template Widths

px  %

px  %