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E se Mister X del Pd fosse Petrocelli?

Corrado Petrocelli starebbe "scaldando i motori" per le primarie comunali del centro sinistra. E' molto più di un rumor. Nato in alcuni ambienti cittadini (Pd ma non solo), ormai sicuri del ritiro di Antonio Decaro dalla politica locale, nonostante la felice conclusione delle sue vicende giudiziarie per tentato abuso d'ufficio: mentre restano sotto processo il padre Giovanni e un funzionario dell'ARPA.

Per Decaro, infatti, prende sempre più quota una sua nomina a sottosegretario nel prossimo rimpasto del governo di Enrico Letta e pare ormai certo il destino europeo di Michele Emiliano. Di qui l'idea di candidare Corrado Petrocelli, già rettore per due mandati dell'ateneo barese e attuale membro del cda della Fondazione Petruzzelli, proprio in quota comunale.

Fra i renziani (e quindi con la benedizione della segreteria cittadina, se non altro) non c'è infatti alcuna intenzione di appoggiare il cuperliano Pietro Petruzzelli, il primo a gettarsi ufficialmente nella mischia delle primarie ben sette mesi fa.

E i mal di pancia di Sel sul regolamento delle primarie (al momento non ci risulta che abbiano ancora firmato l'accordo, ed è probabile che salti il banco), spingono alcuni ambienti del Pd a preoccuparsi di trovare una candidatura che possa piacere anche ai vendoliani, che sono comunque pronti a correre da soli con Michele Laforgia.

Petrocelli piacerebbe a quella parte della sinistra cittadina che mal digerisce i tatticismi di Emiliano e che non se la sente di schierare la vecchia guardia dell'Imperatore (Maugeri, Sannicandro, Abbaticchio... tanto per non fare nomi) che hanno lo svantaggio di provenire tutti da dieci anni di centro sinistra governato e amministrato da Emiliano. Difficile farli passare per il nuovo che avanza.

Intanto, nell'alveo delle primarie di centro sinistra, crescono le quotazioni di Giacomo Olivieri. Realtà Italia, che i sondaggi danno in crescita proprio fra il popolo dei delusi e degli scoraggiati della politica, soprattutto fra coloro che "non avrebbero votato per nessuno" se non ci fosse stato Olivieri (così come recita una delle domande del questionario, commissionato ed eseguito da una società romana): a convincerli sarebbero soprattutto azioni concrete ed iniziative che il movimento ha messo in atto da tempo, come la lotta allo strapotere di Equitalia, le battaglie per la solidarietà sociale e l'uso pubblico delle caserme ormai vuote, gli sportelli informativi a disposizione degli imprenditori e il centro studi per per le emergenze sociali, messo a punto sin dal marzo del  2013.

Certo, ad oggi i sondaggi significano poco, e solo una presa di posizione del Pd potrà far muovere l'asse delle primarie del centrosinistra. Al momento ufficialmente ci sono due candidati (Olivieri e Petruzzelli, per l'appunto, più mister x del Pd, in più Alfonso Pisicchio se dovesse sciogliere positivamente la sua riserva e Michele Laforgia se la difficile composizione con Sel dovesse essere ripristinata) e la necessità, dal canto loro, di fare presto, perchè dall'altro lato della barricata c'è Domenico Di Paola che sta velocemente facendo tramontare molte ipotesi nel centrodestra, e vede accrescere intorno a se' consensi ed opinioni positive.

Scritto da Roberto Mastrangelo
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Decaro: io o Olivieri
Martedì, 07 Gennaio 2014
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