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Il Pd in crisi, se Decaro si sfila non sa che fare

Insomma, la sintesi potrebbe essere questa: il Pd farà le primarie di coalizione, solo se Antonio Decaro scende in campo. Altrimenti, se il pavido ex civatiano, di corsa passato per convenienza a Matteo Renzi, dovesse preferire l'emolumento da parlamentare e il dolce far niente di Montecitorio al muscolare impegno di Palazzo di Città, il Pd ha già deciso che le primarie di coalizione non si facciano più, come anticipato da questo giornale qualche settimana fa.

Sergio Blasi, segretario del Pd pugliese, che però sembra essere solo il ventriloquo di qualcun altro (Michele Emiliano?) parla della necessità di "ripensare la tattica di gioco" perchè gli altri candidati già venuti allo scoperto, Giacomo Olivieri, Pietro Petruzzelli e, forse, Alfonsino Pisicchio, "sono candidature troppo parziali, capaci di parlare solo a una parte della città".

Insomma, Blasi sta confermando che Antonio Decaro ha già deciso di sfilarsi da una competizione elettorale che si sta facendo difficilissima, vista l'aggressività sfoderata soprattutto da Michele Emiliano (in pratica e in sostanza, per esempio, ha dato del disonesto e malversatore a Mimmo Di Paola, che ha contribuito a nominare insieme a Vendola, nelle sue funzioni di General manager e responsabile della sicurezza degli aeroporti di Puglia).

A questo punto assume ogni aspetto di legittimità la sensazione di utili idioti che si è impossessata degli altri aspiranti alle primarie, sensazione alla quale però sembra ribellarsi almeno uno di questi, Giacomo Olivieri (Realtà Italia) che non le ha mandate a dire:

“Il segretario regionale del Pd, Sergio Blasi - scrive Olivieri - dimentica che le primarie hanno portato Matteo Renzi ad essere eletto nuovo segretario nazionale del Pd, consentendo ai democratici di aumentare il consenso elettorale, e che le consultazioni di coalizione hanno consentito a Nichi Vendola, a capo di un piccolo partito come Sel, di battere Francesco Boccia, esponente di un grande partito quale il PD, nelle primarie regionali e vincere le successive elezioni supportato da tutto il centrosinistra”.

“Blasi fa i conti solo con sé stesso - continua Olivieri - ma deve capire che non esiste solo il Pd. Esistono anche altri partiti di coalizione come Realtà Italia, Sel e Centro Democratico. Le primarie non sono state pensate per assecondare le scelte interne del Pd e dei singoli partiti. Devono essere il risultato di un confronto aperto e coinvolgente tra tutte le forze che animano il centrosinistra nella nostra città perché stiamo chiamando il popolo ad esprimersi: lo si lasci quindi decidere tra tutti i candidati disponibili a mettersi in gioco. Così anche per le primarie cittadine di Bari tutti i partiti abbiano pari dignità e opportunità. E non dimentichi Blasi che senza Realtà Italia, così come senza il Centro Democratico di BrunoTabacci,  il centrosinistra a Bari non può vincere”.

Scritto da Fortunata Dell'Orzo
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Decaro: io o Olivieri
Martedì, 07 Gennaio 2014
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