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A Cerignola è già campagna elettorale

 

A Cerignola le amministrative sono previste per aprile 2015.

Poco più di un anno alla scadenza naturale del mandato amministrativo di Antonio Giannatempo, quindi, ma di fatto siamo già in piena campagna elettorale

Il Sindaco, tra mille furbizie e capovolte, è riuscito a sfangarla anche questa volta, ma più che un vantaggio questa volta il suo arrivare sino alla fine potrebbe tramutarsi in un pericoloso suicidio.

Per superare lo scoglio del bilancio ha umiliato Paolo Vitullo e Gianvito Casarella, recuperato la Maria Rosaria Vurchio che fino a una settimana prima sputava fuoco e fiamme contro il Sindaco e la giunta.

Tutto questo per non fare entrare in Consiglio Enzo Pece che sarebbe passato all’opposizione.

I numeri sono quelli che sono, il Sindaco usa i consiglieri come pedine a suo piacimento e nessuno può impedirglielo.

Giannatempo, ultimo Presidente del circolo locale di An, non ha avuto remore e vergogne a dichiararsi di Forza Italia, dove i pochi ex An rimasti sono trattati come specie protetta dal wwf o, nella peggiore delle ipotesi, come appestati.

Eppure è proprio nel fu Pdl, oggi tornato ad essere Forza Italia allargata agli ex An Casarella, Onofrio Bombino e Arcangelo Marro (Domenico Carbone, Michele Allamprese e Giuseppe Debendictis hanno avuto almeno la coerenza e la dignità di non aderire a Fi) che vi sono i maggiori mal di pancia.

I distinguo sono iniziati pur di non finire, ma ormai è troppo tardi, per essere ricordati come facenti parte della peggiore amministrazione comunale della storia di Cerignola e terminare cosi una carriera politica abbracciati mortalmente fino alla fine al Sindaco.

Distinguersi per la lotta dei semafori, infatti, è una mera trovata elettorale per tentare di salvare almeno la faccia, più che fare il bene della Città.

A Cerignola manca una destra diversa e distinta da quella che ha scelto di rimanere con Giannatempo fino alla fine. Inesistente Fratelli d’Italia, il Nuovo Centrodestra, in teoria rappresentato dagli amici di Giannicola De Leonardis dell’Udcap transitato con Alfano, è ancora evanescente. Molti sono in attesa del ritorno di Alleanza Nazionale, una sola destra unita e forte.

Nel centrodestra, tuttavia, si fanno due conti anche con la diminuzione dei seggi da 30 a 24 compresi gli spazi che diminuiranno in lista in quanto 1/3 dovrà essere di genere femminile.

Nel 2005, con un’ amministrazione comunale uscente di centrodestra e con Giannatempo Sindaco ricandidato, finì 70% a 30% per il centrosinistra che portò alla vittoria Matteo Valentino.

I candidati erano due, però, e il centrodestra ottenne il suo minimo storico.

Nel 2015 la situazione sarà identica, con l’aggravante che dieci anni dopo Giannatempo ha fatto peggio e le coalizioni saranno tre.

Posto che l’amministrazione uscente considera scontata la sconfitta, Forza Italia e i suoi alleati si troveranno a dividere gli otto seggi di minoranza con le altre opposizioni perdenti.

In un ipotetico ballottaggio, se Franco Metta dovesse prevalere, alla coalizione Pd-Sel andrebbero 5 seggi, e solo i restanti 3 al centrodestra, di cui uno al candidato Sindaco sconfitto e gli altri due, uno a testa, ai maggiori suffragati tra i candidati consiglieri di Fi e Ncd.

Se con 2 candidati Sindaco Giannatempo portò la destra ai minimi storici del 30%, con tre candidati e tre coalizioni di cui uno, Franco Metta, pesca consensi anche tra i delusi di destra, lo spazio per il centrodestra è pari al 20%, forse anche meno.

Giannatempo, inoltre, è il solo candidato possibile l’amministrazione uscente.

Precluse per il Sindaco ambizioni romane, nonostante il vantato rapporto diretto con Raffaele Fitto, e regionali (con la riduzione dei seggi alla Regione i posti sono chiusi: 2 per Fi, Giandiego Gatta e Franco Landella e 1 per Ncd, De Leonardis) Giannatempo è il solo che può provare a portare il centrodestra al ballottaggio che appare difficilissimo.

Franco De Cosmo, Casarella e gli altri che sperano di essere scelti sanno che dovranno, ancora una volta, inchinarsi al loro Sindaco e mettere da parte ogni velleità.

Inoltre, il Vice Sindaco Roberto Ruocco, in quanto  Consigliere regionale uscente, sarà ancora il candidato di Cerignola alla Regione in Forza Italia.

Se a destra si piange a sinistra, di certo, non si ride.

Il potente assessore regionale Elena Gentile non ha ancora sciolto la riserva per imporrre il candidato Sindaco del Pd.

Dopo la sconfitta di Berardo Tonti, l’addio di Rino Pezzano, ora anela Rocco Dalessandro. Strepita pure Franco Di Santo, renziano, che ha annunciato di volersi candidare a Sindaco, forse sperando nell’effetto Renzi.

In questo deserto politico il solo che davanti ha una prateria è Franco Metta che ha già pronte almeno 4 liste di candidati al Comune e che raccoglie consensi da destra e sinistra. La sua cavalcata non conosce sosta, ma la volata è appena iniziata.

Scritto da Redazione
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