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Valenzano, telecamere in consiglio comunale: Ncd accelera

Detto o non detto? Le bugie, reali o presunte, del sindaco Antonio Lomoro sull'acquisto dei panettoni evidenziano quanto necessario sia fornire ai cittadini strumenti di controllo dell'operato della pubblica amministrazione, tanto in realtà piccole quanto in contesti su larga scala. Non a caso, anche su Valenzano si ventila da tempo la prospettiva di prevedere le riprese video e la diretta streaming dei consigli comunali, per renderne più trasparente i lavori.

La doppia seduta del consiglio comunale di Valenzano dello scorso dicembre ha costituito un nuovo, ulteriore passaggio a vuoto per la proposta del gruppo del Nuovo Centro Destra di regolamentare le riprese video dell’organo consiliare. “Una ripicca da parte della maggioranza – sottolinea Giampaolo Romanazzi, consigliere comunale del Nuovo Centro Destra – La nostra proposta di regolamentazione, ormai in dirittura d’arrivo, è stata bloccata perché abbiamo presentato diversi emendamenti alla loro delibera per la concessione del palazzetto comunale”.

L’iter d’approvazione del regolamento per la disciplina delle riprese audiovisive e loro relativa diffusione delle sedute del consiglio comunale ha avuto inizio lo scorso luglio 2013. “La prima reazione della maggioranza, quando il documento non era ancora all’ordine del giorno del consiglio comunale, fu rallentare la nostra azione – racconta Romanazzi – Ci dissero, per bloccarci, che lo streaming era già inserito nella bozza del nuovo regolamento degli organi consiliari”. Previsto, ma non regolamentato. “Non basta infatti prevedere le riprese e la diretta streaming dei lavori del consiglio comunale – spiega Romanazzi -  Il servizio va adeguatamente regolamentato, per evitare soprusi e utilizzi a scopi propagandistici dello strumento, il cui obiettivo strategico è essenzialmente uno: favorire la trasparenza nei rispetti del cittadino”.

Il regolamento doveva approdare in consiglio comunale già da settembre. Rimandato a dicembre dopo una lungo valzer di scuse, il provvedimento diventa oggetto, secondo il giovane consigliere, di un’autentica ripicca. “Per il consigliere Giuseppe Spinelli – cita Romanzzi - questo regolamento non poteva essere discusso e approvato perché mancava il parere del dirigente finanziario. Mi chiedo: ma non stiamo discutendo questo provvedimento da luglio 2013? Inoltre, il parere positivo dal segretario comunale sulla regolarità tecnica del provvedimento non è già un nulla osta per l’approvazione del servizio che, fatta eccezione per l'utilizzo di energia elettrica della sala consiliare, sarebbe totalmente gratuito?”

Il regolamento, infatti, prevede che il servizio di streaming possa gestito o direttamente dal Comune, oppure affidato a terzi, testate giornalistiche comprese, i quali dovranno fare richiesta al presidente del consiglio comunale 2 giorni prima della convocazione.

Scritto da Lino Castrovilli
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