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Lombardi: Bari, il Pug e le periferie come opportunità

Tre giorni di discussioni sul Pug. E’ stata una settimana intensa per Eugenio Lombardi, candidato sindaco nelle prossime elezioni amministrative di Bari. Tre dibattiti che, tuttavia, non hanno visto quella partecipazione popolare che era auspicata, considerando anche l’importanza dei temi proposti.

“La sala del Fortino – ha commentato Lombardi - si è riempita di professionisti, ma di pochi Amministratori del territorio metropolitano e di pochissimi cittadini normali: questo non è stato un bel segnale. L’esperienza mi dice che, anche con tutta la buona volontà, promuovere partecipazione non significa riuscire a realizzarla, poiché gli individualismi sono esasperati e molto superficiali ed è più facile contestare la mancanza di spazi e strumenti di partecipazione, che veder la gente cogliere le occasioni proposte”.

Commentando poi i temi generali della politica cittadina Lombardi ha sottolineato come non sono le soluzioni tampone ad essere necessarie per Bari. E non solo in materia urbanistica.

“Avrei apprezzato – ha detto Lombardi - se in queste giornate si fosse discusso delle gravi problematiche sociali presenti in modo crescente a Bari: l'assenza di lavoro sta mettendo in ginocchio tante famiglie, molte perdono la casa e non ci sono soluzioni prefigurate per loro”. Ma una grande città che voglia e sappia darsi prospettive, può mai continuare a pensare che le soluzioni-tampone per cittadini diseredati ma dignitosi e di sani principi, che chiedono di lavorare per poter vivere, siano quelle di trasferire forzosamente intere famiglie, come la famiglia Marcato, in altre parti della regione? E' questa, la Bari dell'anno 2014?”

Poi Lombardi è tornato su un altro tema caro alla sua campagna elettorale: quello delle periferie.

“Bari non è l'area centrale, non è solo quella poichè tre quarti della sua area sono periferia! poco, pochissimo si è discusso in questi giorni delle infrastrutture destinate alle aree più lontane dal centro. Non si è discusso di Carbonara, Ceglie e Loseto, non si è discusso di Torre a mare e poco di San Giorgio; si è discusso di Palese e Santo Spirito perchè ne abbiamo parlato io e Leonardo Damiani, non si è discusso per niente di San Pio e di Catino. Allora? Allora, faccio molto affidamento sul prosieguo e sulle interazioni che potranno essere prodotte anche on-line con il lavoro proposto”.

“Di questo e altro – infine ha concluso - parleremo nel primo dei forum pubblici che intendiamo proporre alla città, perché in prospettiva delle elezioni i potenziali re si spoglino dell’enfasi e delle facili promesse elettorali: “Per una Bari città aperta: le economie di un territorio ecomuseale”, che si terrà presumibilmente  mercoledì 12 febbraio a villa Framarino, nell’area dell’aeroporto di Bari”.

Scritto da Redazione
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