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Bari, il nodo scorsoio della ferroria di Palese e Santo Spirito

La zona Nord di Bari, quella di Palese-Santo Spirito, è completamente divisa a metà dalla Rete Ferroviaria Italiana (RFI) con l’aggravante che non vi sono né sottopassaggi, né cavalcavia.

I residenti sono costretti a subire da anni la presenza di un fascio di binari (autentica frattura urbanistica tra due parti dello stesso territorio) e di sette passaggi a livello (seri problemi per la sicurezza causati dal passaggio quotidiano di circa 200 treni in pieno centro abitato con velocità superiore ai 100 km orari). I passaggi a livello sono spesso chiusi anche per più di 30 minuti di fila, con tutti i disagi che ne derivano e causando, oltre ad un costante inquinamento acustico in violazione della legge 447/95 (Legge quadro sull’inquinamento acustico), anche numerosi pericoli, a volte purtroppo mortali per bambini, donne, anziani ecc.

A molti sono noti i tanti tragici accadimenti su questa tratta ferroviaria, tra cui citiamo solo gli ultimi; Settembre 2012 un autobus dell’AMTAB è stato travolto da un treno; Luglio 2013 un ragazzo è deceduto dopo essere stato agganciato da un treno; Novembre 2013 una signora è stata travolta e uccisa sempre da un treno di passaggio.

Quanto altro tempo ancora si dovrà aspettare per risolvere questo gravissimo problema che nuoce a tutti i cittadini di Palese-Santo Spirito?

Nel dicembre del 2005 fu sottoscritto un Protocollo d’intesa tra Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Regione Puglia, Comune e RFI che prevedeva l’elaborazione di uno studio di prefattibilità, finalizzato alla correzione del tracciato ferroviario a sud di Bari e l’interramento dei binari nella tratta Palese-S. Spirito. Dopo essere stato confermato nello studio di fattibilità, il 17 Marzo 2007 è stato sottoscritto un protocollo d'intesa tra il Ministero delle infrastrutture, la regione Puglia, il Comune e la Rete Ferroviaria italiana s.p.a. che prevedeva per la tratta Bari Nord l’accordo preliminare per l'interramento in galleria artificiale della linea RFI, tratta S. Spirito-Palese, con realizzazione dei binari per l'esercizio provvisorio in affiancamento alla linea esistente, per un costo stimato di 405 milioni di euro, mentre per la tratta Bari Centrale-Bari S. Giorgio la variante della linea RFI, in affiancamento alla circonvallazione stradale, per un costo stimato di 410 milioni di euro (fonte studi fattibilità).

Conseguentemente, per la realizzazione del nodo ferroviario di Bari, il CIPE ha stanziato 394 milioni di euro come primo blocco degli 850 milioni previsti (Delibera del 26 ottobre 2012: Programma delle infrastrutture strategiche, Nodo di Bari, Bari Sud tratta Bari centrale-Bari Torre a Mare con approvazione del progetto preliminare), mentre nell’accordo preliminare del Ministero delle Infrastrutture del 9 Luglio 2008, tra le principali scelte infrastrutturali della Regione Puglia, vi era il nodo ferroviario Bari Nord, infatti la Regione stessa con una delibera del 23/11/2010 ha dato l’assenso al progetto preliminare per il nodo Bari Nord.

Successivamente – non si sa perché – il CIPE ha approvato uno stralcio al progetto originale per cui degli originali 850 milioni euro resterebbero impegnati soltanto quelli destinati agli interventi a Bari Sud il cui scopo è quello di diminuire il tempo di percorrenza della tratta Bari-Napoli. Bisogna però evidenziare che la stazione centrale di Bari è a monte del nodo sud.

Allora dove sono i miglioramenti che i nostri amministratori vogliono attuare con tale scelta incomprensibile? Perché si è deciso di approvare il progetto a sud di Bari a sfavore di quello nord?

Probabilmente, l’unico scopo per cui saranno eliminati i 10,2 KM di ferrovia esistenti tra Bari e Torre a Mare, in favore del cosiddetto “collo d’oca” (la variante), è soltanto speculativo. Infatti, i terreni acquistati a ridosso dell’attuale ferrovia diverranno edificabili. Presto vi faremo sapere chi sono chi sono i proprietari, c’è da rimanere a bocca aperta.

La questione che qui si pone ovviamente non vuole discriminare i cittadini baresi della zona Sud rispetto a quelli della zona Nord, ma si vuole rendere noto come anche questa volta gli interessi di pochi (proprietari dei suoli lungo la linea Bari-San Giorgio) vengono favoriti rispetto a una reale urgenza della collettività, la cui non risoluzione in questi anni ha provocato, purtroppo, molteplici incidenti mortali.

Ancora una volta i nostri Amministratori danno priorità al consumo indiscriminato del territorio, mettendo in secondo piano la sicurezza dei cittadini di Palese-Santo Spirito. Intanto, il MoVimento 5 Stelle Bari non sta ad aspettare risposte che non arriveranno mai e, di fatto, ha condiviso e sottoscritto una petizione regionale su tale delicata questione.

M5S Bari
Scritto da Redazione
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