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Bari, la crisi del commercio e l'indifferenza dell'Amministrazione

Un cartello di troppo ed una multa salata per un commerciante barese. A Bari basta affiggere un cartello con su scritto <saldi al 50%> sulla vetrina del proprio negozio per essere sanzionato con una multa di 2.500 euro che in tempi come questi non sono proprio bruscolini. Perché? Perché quel cartello serve ad attirare clienti e, quindi, è pubblicità. Come tale va pagata l’affissione, come fosse una insegna. È successo ad un piccolo commerciante della nostra città. E non sembra essere un caso isolato.

Sulla questione, che sembra banale ma non lo è, è intervenuto il coordinatore cittadino FI Bari Luigi D'Ambrosio Lettieri con una nota.

"Non voglio entrare nel merito. Non voglio stabilire chi abbia torto o ragione, quale sia la fonte normativa o quale regolamento consenta una simile interpretazione. A me, come credo ai miei concittadini e non solo alla categoria dei commercianti, interessa capire come sia possibile che a prevalere non sia il buon senso, come sia possibile che accadano queste cose e fare in modo che non accadano più. Per questo mi rivolgo direttamente a Mimmo Di Paola, perché tra gli impegni inderogabili del suo mandato da sindaco di Bari - perché sono certo che i baresi sceglieranno lui – ponga anche questo. Lorsignori Emiliano e Decaro insieme a tutta la sinistra continuano - in piena coerenza con il metodo politico-amministrativo seguito in dieci anni – a specchiarsi nelle beghe interne, ad accusarsi a vicenda, a scusarsi per essersi gettati addosso di tutto, per poi smentire le scuse e poi scusarsi per essersi scusati. Tutto, tranne i problemi reali delle persone che non li riguardano.

Un suicidio ogni due giorni in Italia e 149 persone che, solo nel 2013, si sono tolte la vita per motivi economici non li riguarda. Una di esse, solo qualche giorno fa, ha detto addio alla sua famiglia dopo aver ricevuto una multa di 2mila euro, una sanzione comminata per non aver assunto la moglie che gli dava una mano nella sua attività evidentemente a conduzione familiare.

Naturale che le regole vadano rispettate, ma è proprio inutile chiedersi in questa situazione come si possa esercitare tolleranza zero applicando oltretutto sanzioni salatissime come quella cui mi riferisco, in un momento in cui i consumi sono ai minimi storici, la disoccupazione dilaga, le serrande si abbassano e quelle poche che coraggiosamente si alzano nel cominciare una nuova attività - sperando in un sostegno della pubblica amministrazione, non certo economico, ma in termini di assistenza fiscale, di collaborazione e di servizi - vedono invece davanti a sé una prospettiva amara di abbandono, di solitudine e anche di cieco accanimento?

In questi dieci anni l’amministrazione Emiliano ha praticamente ignorato il settore produttivo della città, a partire proprio dal piccolo commercio. Ne sanno qualcosa il borgo antico, quartieri storici come il Libertà e Carrassi-San Pasquale, solo per citarne alcuni.

Nel marzo dell’anno scorso, allarmati da un bollettino di guerra annunciato che ha comportato conseguenze pesanti sul piano occupazionale, sociale ed economico, avevamo sollecitato il Comune di Bari a farsi promotore di una conferenza di servizi per individuare e pianificare una serie di interventi urgenti. Avevamo anche avanzato proposte concrete come il dimezzamento del costo del grattino, gratuità dei parcheggi il sabato, abbattimento dell’Imu sia per commercianti proprietari di locali sia per i locatari che avessero affittato a prezzi di mercato più favorevoli, agevolazioni sulla ex Tarsu.

La risposta è stata la totale indifferenza e l’aumento di tasse e vessazioni debitamente celate sotto la propaganda”.

Scritto da Redazione
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