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Bari tra destra, nuovo centrodestra, vecchio centrodestra: Di Paola balla da solo

Berlusconi ha sicuramente altre gatte da pelare e di Bari si è sempre occupato Raffaele Fitto. Risultato: Antonio Decaro non sta facendo praticamente campagna elettorale sicuro com'è di passare al primo turno, anche perchè il suo principale competitor, Mimmo di Paola, nel frattempo s'è perso la coalizione per strada.

E si parla apertamente di una cambio di candidato: Francesco Schittulli al posto di Di Paola. L'Oncologo, che comunque insiste nel voler imbarcare tutta la coalizione senza escludere nessuno, sarebbe più capace di far quadrare un cerchio che si ostina a restare tondo.

La querelle è nota: Forza Italia non vuole imbarcare i parvenu del Nuovo Centro Destra, capeggiati dal parvenu più parvenu di tutti, Massimo Cassano, Senatore per grazia di Fitto (che però lo aveva messo in fondo al sottoscala sperando in una trombatura) e volontà del suo pacchetto di preferenze (quasi ventimila alle ultime regionali, per Forza italia in quella circostana): il pallone era suo, però e lui s'è portato i voti con sè. Migrando con Alfano, anche i voti (teoricamente) hanno cambiato casacca, ma è tutto da vedere. Di Paola sa benissimo però che senza il NCD (la cui forza elettorale concreta è tutta da verificare) nons i vince al primo turno e sicuramente si perde al secondo: non sarà certo sbattendogli sul muso a ripetizione no su no, ad ogni richiesta (dal vicesindaco alle presidenze dei Municipi, a Cassano e ai suoi descamisados neodemocristiani non vogliono dare neanche uno strapuntino o un posto in piedi) che Massimo rinuncerà, come si dice da più parti, ad appoggiare Decaro al ballottaggio.

Per fortuna di tutti i contendenti (un roccioso Luigi Paccione, Sinistra senza se e senza ma, una sorridente Desirée di Geronimo, che ha scelto una non chiarissima equidistanza, uno scanzonato Marco Cornaro, che ha scelto una caramella come simbolo del suo Polo Barese, citando quelli più "visibili" e comprensibili) i cinque stelle, accreditati per un 23 per cento, si stanno suicidando come hanno già fatto in Sardegna. E le turbolenze, per essere cauti nell'aggettivazione, delle forze "non di sinistra" che bene o male si rifanno al berlusconismo o al post berlusconismo, stanno davvero mettendo a dura prova i nervi di un elettorato che, impaziente di mettere fine al decennio emilianeo, era stato abbastanza contento della candidatura di Mimmo di Paola, attorno a quale, sul principio, si erano raggrumate bene o male tutte le sigle, compresi Fratelli d'Italia, il Movimento Schittulli (forse il primo a fare l'endorsement), Forza Italia e, appunto, gli alfaniani di Cassano.

Poi, con Matteo Renzi, succede che Massimo Cassano diventa Sottosegretario al Lavoro. Al Governo con il Pd a Roma e all'opposizione a Bari? Per una paese che vuole a tutti i costi diventare bipolare (e non in senso psichiatrico), non è proprio il massimo. O forse, l'unico bipolarismo che potremo mai praticare sarà proprio quello definito dai dizionari medici come l'alternarsi disperante di fasi di grande euforia con quelle di profonda depressione. Appunto.

Scritto da Fortunata Dell'Orzo
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