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Foggia: Landella e Marasco verso un difficile ballottaggio

È un ballottaggio strano, quello che porterà alle urne i cittadini foggiani domenica 8 giugno. Si deve scegliere fra il candidato del centrodestra Franco Landella, arrivato in vantaggio con il 32,4% e quello del centrosinistra Augusto Marasco, che ha conquista il 29,9%

Distanze molto risicate, che però fanno complessivamente poco più del 60% degli elettori. Sulla carta Marasco, avendo stretto l’intesa con la coalizione civica classificatasi terza e capitanata da Leonardo Di Gioia, avrà una facile rimonta: le cinque liste dell’assessore regionale al Bilancio hanno preso oltre il 18% dei suffragi, e non dovrebbe bastare a bilanciarla l’appoggio ottenuto per Landella da parte della Lista di Luigi Miranda, con il suo 7,6%.

Ma nella coalizione di Di Gioia c’è più di un mal di pancia per questa intesa, che è stata raggiunta in zona Cesarini dopo una settimana in cui Marasco non ha risparmiato critiche al candidato sindaco civico e alla Regione di Nichi Vendola. L’impressione è che tra il primo e il secondo turno si perderà molto più del 28% dei votanti, come nel 2009, e che lo scarto fra i due schieramenti sarà davvero esiguo, probabilmente non superiore ai quattro punti percentuali.

Landella punta tutto sulla discontinuità e sulla necessità di punire il centrosinistra per quelli che definisce dieci anni disastrosi; Marasco si presenta con le credenziali di un Consiglio Comunale rinnovato in modo significativo ed una robusta convergenza programmatica con la coalizione civica, con la quale, a differenza di quanto avvenuto fra il centrodestra e Miranda (cui è stata garantita la presidenza del Consiglio Comunale e un assessorato), non è stata concordata –almeno ufficialmente- alcuna lottizzazione spartitoria.

Sul piano politico è impressionante il calo delle forze politiche tradizionali: Pd e Forza Italia, primo e secondo partito, assommano poco più di un quarto dei voti; oltre all’anomalia socialista (le cui liste valgono quasi il 12%) e un flop grillino particolarmente clamoroso (dal 28% delle Europee al 7% del candidato sindaco pentastellato), si registra la possibile scomparsa della destra politica dalla mappa del Consiglio Comunale.

La diretta conseguenza di un risultato delle urne mortificante: Destre Unite, Fratelli d’Italia e Lista Lambresa raggranellano tutte e tre insieme uno stento 5,3%, poco più della percentuale che il solo Paolo Agostinacchio, da candidato sindaco, ottenne nel 2009 con una sola lista collegata.

Una Waterloo che dipende solo in parte dal trend nazionale negativo; il resto lo fanno personalismi e divisioni tutt’altro che comprensibili.

Se Landella dovesse vincere, in Consiglio Comunale entrerebbe un consigliere di Destre Unite (il sempiterno Bruno Longo) ed uno di Fratelli d’Italia, Giuseppe Mainiero. Non una presenza tale da poter incidere granché. E non è detto ci sia. 

Scritto da Enrico Ciccarelli
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