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Bari, istituita la Casa delle Donne del Mediterraneo

È stato siglato questa mattina a Palazzo di Città il protocollo per l’istituzione della “Casa delle Donne del Mediterraneo”, il nuovo spazio cittadino aperto alla partecipazione e al confronto, che avrà sede nei locali comunali di piazza Balenzano nel quartiere Madonnella.

Firmatari dell’accordo il sindaco Michele Emiliano e Lorena Saracino, in rappresentanza del comitato Stati Generali delle donne.

Presente all’evento l’assessore comunale al Patrimonio Titti De Simone.

Da questo momento quindi Bari, come già Roma, Milano, Bologna, avrà una Casa delle donne (la prima in tutto il Sud) una sede che ospiterà le associazioni femminili impegnate sul territorio. Un luogo, come recita il testo dell’accordo, che dovrà essere la casa per la promozione della cultura di genere, delle pari opportunità, del rispetto e della convivenza e delle differenze, dove si dovrà formare la pubblica opinione contro ogni forma di discriminazione, e nella quale ricostruire quel senso di comunità che spesso si perde nelle grandi città.

“Oggi - ha dichiarato l’assessore De Simone - festeggiamo un risultato importante, il completamento di un processo di costruzione di saperi e di iniziative durato tanti anni e perseguito con immensa tenacia. Ho raccolto con piacere la richiesta del movimento Stati generali di assegnazione di una sede per istituzionalizzare questo importante processo di rivitalizzazione del ruolo delle donne che, tra l’altro, ci ha consentito il riutilizzo di spazi comunali, attualmente inutilizzati, che diventeranno un patrimonio condiviso dall’intera collettività. Per l’amministrazione - ha proseguito l’assessore - non si tratta certamente di un punto di arrivo, quanto piuttosto di un punto di  partenza per un lavoro di governance e di sperimentazione di buone pratiche che ci attende nei prossimi anni”.

“Oggi raggiungiamo un traguardo importante - ha commentato il sindaco Emiliano -  destinando uno spazio di proprietà del Comune a sede della Casa delle donne del Mediterraneo. Per la prima volta riconosciamo un ruolo istituzionale ad un ente di rappresentanza, gli Stati generali delle donne, trasversale a partiti ed espressione di una molteplicità di associazioni e soggetti. Un movimento che di fatto rappresenta la sintesi di un percorso lungo e complesso intrapreso già da diversi anni e che perciò stesso è capace di rivolgersi non solo alle donne ma a tutta la comunità, come pure alle formazioni intermedie. Nella mia esperienza, di sindaco e di uomo, valori come la responsabilità, la generosità, la passione, la solidarietà familiare, l’intelligenza politica e la capacità di assicurare la coesione sociale vanno certamente declinati al femminile, per questo motivo ho inserito delle donne in molti ruoli chiave della mia esperienza amministrativa. Oggi - ha continuato - non è più possibile strumentalizzare a fini politici una battaglia, quella delle donne, che è e rimane una battaglia di progresso e di civiltà che ha travolto e investito con la sua immensa forza e convinzione una intera città, e che merita assolutamente di essere condivisa. Affidando agli Stati Generali questo immobile non ho stipulato un accordo con una semplice associazione, ma con una realtà che somiglia ormai ad un movimento istituzionalizzato e di rappresentanza di interessi collettivi fondamentali, la cui cura è indispensabile per tutta la città”.

“Ringrazio l’amministrazione tutta - ha dichiarato Lorena Saracino degli Stati generali delle donne - per averci concesso i locali dando così una risposta concreta alla richiesta, avanzata da oltre dieci anni, di poter usufruire di un luogo dove stare insieme e fare squadra, scambiarsi esperienze, idee e progetti per un futuro di pari opportunità. Penso ad esempio a corsi di formazione, ad una scuola di politica, ma anche ad una banca del tempo e del lavoro, o ancora a laboratori artigianali e alla cura degli  orti periurbani”.

La Saracino ha poi sottolineato che anche il mondo politico andrebbe maggiormente coinvolto in questo processo: “Nelle ultime elezioni amministrative - ha osservato - più di sei mila voti sono andati dispersi perché gli elettori non erano stati adeguatamente informati sulla possibilità della preferenza di genere. Un’occasione mancata che avrebbe consentito di portare in Consiglio comunale molte più donne di quante ce ne siano. Un’esperienza comunque importante, questa del rinnovato protagonismo delle donne, che dovrà crescere in vista dei prossimi appuntamenti politici”.

Scritto da Redazione
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