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Foggia, l’ultimo saluto a Giusy e Gino vittime a Via De Amicis

Sofferenza, dolore, raccoglimento intorno a due concittadini che tragicamente hanno perso la vita. Questa era l’aria che si respirava quest’oggi innanzi la chiesa dove si son svolti i funerali di Giuseppina Fiore e Luigi Veneziano deceduti tragicamente durante il crollo di una parte della palazzina di Via E. De Amicis a Foggia. La fuga di gas, innescata da un vicino di casa con l’accensione di una lampadina elettrica, non ha risparmiato le due giovani vite prossime al matrimonio. E proprio li, in quella chiesa dove hanno ricevuto l’ultimo saluto, dovevano sposarsi. Lasciano il figlio, Salvatore, di circa tre anni, salvato dai loro corpi diventati scudo alle macerie.

Un minuto di raccoglimento prima della funzione religiosa, poi il pianto dei familiari, di chi era li a salutare la giovane coppia. La chiesa di Sant’Antonio era gremita.

Tanta gente, dentro e fuori la chiesa, accalcata per rendere omaggio a Giusy e Gino. Alla funzione erano presenti le massime cariche civili e militari di Foggia, oltre che il Sindaco, Gianni Mongelli, i parlamentari Colomba Mongiello e Ivan Scalfarotto, e chi ha collaborato, civili e militari, per lo scavo e rimozione delle macerie, un lavoro ancora in essere.

La Santa messa doveva essere presieduta dall’arcivescovo Tamburrino, venuto meno per impegni a Roma. L’ha fatto il parroco, Padre Luigi Lauriola, che nell’omelia ha ricordato i due giovani promessi sposi come fedeli cristiani che frequentavano la parrocchia.

"Le parole che diciamo non potranno lenire le ferite di chi piange Giusy e Gino –ha detto Padre Luigi-. Per trovar conforto dobbiamo alzare gli occhi verso il cielo e pensare che davanti a noi c’è un punto fermo, l’incontro con Dio. San Giovanni –ha continuato il parroco- nell’Apocalisse dice che “Vidi un cielo nuovo e una terra nuova” Questo ci dev’essere da esempio poiché i due nostri cari sono li, di fianco a Dio, in quella terra. Noi cristiani abbiamo la vista lunga, andiamo oltre questa tragedia. La sofferenza –ha concluso Padre Luigi- deve trasformarsi in solidarietà, collaborazione, tale da offrire al piccolo Salvatore un futuro migliore. Io non sono in grado di asciugare le vostre le lacrime, ma Dio si".

Mentre Padre Luigi raccontava la vita dei due giovani, la folla era li, zittita, inerme innanzi a qualcosa che molti vissero anni fa. Il ricordo è ripiombato a due tragedie, quella di Viale Giotto e quella di Via delle Frasche, dove rispettivamente vi furono 76 e 8 vittime. Ancora una volta Foggia ha pagato col sangue innocente una tragedia che poteva evitarsi. Se solo si avesse avuto l’accortezza di essere più prudenti nella valutazione della perdita del gas, denunciata il giorno prima da alcuni residenti. La magistratura farà chiarezza e, speriamo questa volta, giustizia.

di Nico Baratta

Scritto da Redazione
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