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Castellana: le perplessità di D'Alessandro sul bilancio

Il Consiglio Comunale di Castellana Grotte ha approvato, senza troppi problemi, nella sua ultima seduta consiliare, il bilancio 2014. Un bilancio che non ha trovato (ma come avrebbe potuto essere altrimenti?) daccordo il consigliere di opposizione.

“Nell'ultimo consiglio comunale la maggioranza di centrodestra ha dimostrato tutto il suo pressapochismo sancendo l'ennesima beffa per i castellanesi, specie chi è impegnato in attività produttive, che, nonostante l'aumento delle imposte, dovranno fare i conti con il continuo peggioramento dei servizi”.

Assolutamente negativo il bilancio del consigliere comunale di opposizione Vito D'Alessandro, unico esponente di centrosinistra nella massima assise comunale, all'indomani della seduta che ha approvato il bilancio di previsione 2014 e le aliquote per la nuova imposta unica comunale (Iuc) che si compone dell'Imu e delle nuove Tari (che sostituisce la Tares) e Tasi.

“La dimostrazione che questa amministrazione ha poche idee e confuse – aggiunge D'Alessandro – emerge chiaramente dalla relazione di accompagnamento al piano finanziario della Tari presentata in consiglio e che tartasserà le attività produttive. In questo atto l'amministrazione afferma con forza la volontà di avviare un programma serio ed intenso di raccolta differenziata porta a porta, cosa immediatamente smentita nello stesso consiglio dal sindaco Tricase e dai consiglieri di maggioranza che evidentemente assumono impegni che già sanno di non voler rispettare. La verità è che la maggioranza è assolutamente priva di una politica seria sulla raccolta differenziata e sistematicamente confida nella magnanimità della Regione per evitare misure come l'Ecotassa che premiano le città più virtuose. Ora siamo intorno al 20% e senza una politica seria non raggiungeremo il 40% fissato dalla Regione per il 2015”. 

Anche la nuova Tasi – la tassa sui servizi indivisibili istituita dal Governo per la manutenzione e la gestione del patrimonio, il servizio di polizia locale, interventi in materia di manutenzione e circolazione stradale, illuminazione pubblica, protezione civile e tutela del verde pubblico – nel mirino delle critiche del consigliere D'Alessandro: “In questa maggioranza – tuona D'Alessandro – è insita la folle idea di voler dare un colpo al cerchio ed uno alla botte riuscendo così a scontentare tutti. Nella proposta avanzata al consiglio comunale si evidenzia come le aliquote scelte, superiori al minimo di legge consentiti, non permettano di raggiungere neanche la metà dei costi preventivati. Un'affermazione che pare voler sollevare la maggioranza dalla responsabilità degli inevitabili disservizi. Peraltro le stime di spesa evidenziano squilibri incredibili con la voce di protezione civile che presenta una misera quota di 2 mila euro a fronte dei 2 milioni previsti per le spese di manutenzione stradale o i 57 mila per il verde pubblico”. Verde pubblico sul quale si aprirà un altro fronte di battaglia del centrosinistra: “L'annuncio in consiglio da parte del sindaco di voler abbattere le grandi conifere dei Nuovi Giardini comunali per prolungare via Francesco dell'Erba – aggiunge D'Alessandro – non può che scatenare le nostre proteste. Senza un chiaro programma di riqualificazione del verde pubblico questa ipotesi non può neanche essere presa in considerazione. Grazie al totale impoverimento del patrimonio verde, assolutamente lasciato a se stesso se non abbattuto come in questo caso, il paese si sta trasformando sempre più in un agglomerato di cemento inquinato e senza polmoni verdi. Sarebbe curioso conoscere i dati epidemiologici sulle malattie da inquinamento, primi fra tutti i tumori, nel nostro Comune”. 

Nel dibattito consiliare hanno tenuto banco anche le questioni relative alla gestione delle Grotte di Castellana sollevate dallo stesso consigliere D'Alessandro: “Il fallimento della gestione dell'evento che ha visto protagonista il cantautore Vinicio Capossela – conclude – è sotto gli occhi di tutti. Aver elargito soldi pubblici, la società è a intero capitale sociale pubblico e deve quindi dar conto al Comune dell'intero bilancio e non solo della quota di canone pari al 30%, per un evento visto da pochi è stata scelta alquanto infelice. Danno a cui si è aggiunta la beffa di un pomeriggio di chiusura in alta stagione che ha portato un danno di oltre 5 mila euro di mancato incasso”.

Scritto da Redazione
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