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Acquaviva, le dimissioni del sindaco Squicciarini

Che questa sarebbe stata una legislatura difficile lo si era capito fin dal primo giorno dopo il ballottaggio. Una vittoria netta nei numeri, con quasi mille voti di margine sull'altro candidato Petruzzellis (sostenuto dal Pdl e da Schittulli), 13 consiglieri comunali di maggioranza (contro 7 di opposizione), il vero avversario, l'ex Francesco Pistilli, ridotto ai minimi termini e con il solo Giacinto Giorgio nell'assise cittadina, ed una coalizione di sostegno estremamente eterogenea e composita, con un'alleanza che va da Io Sud a Sel, da Fli all'Idv, e numerose personalità in consiglio comunale che mal avrebbero digerito una "forte" presenza di un sindaco che, nelle intenzioni di molti, avrebbe dovuto essere un passacarte o poco altro.

E da subito la maggioranza ha fatto sentire, eccome, il suo peso al sindaco. In questi ultimi due anni ad Acquaviva delle Fonti la disputa politica (se di politica si può parlare) è stata violentissima, al calor bianco e senza esclusione di colpi. Sulla falsariga di quanto accaduto con il sindaco Pistilli, accusato in piazza e dai palchi dei comizi non per la sua attività, ma perchè residente in un Comune diverso (Gioia del Colle) o per le sue vicende personali e familiari.

Che la gestione di Squicciarini fosse al termine lo si sapeva da tempo. E che nella maggioranza si stessero raccogliendo le firme per far cadere l'amministrazione era altrettanto risaputo. Del resto soltanto pochi mesi fa c'erano già state le dimissioni del sindaco (poi ritirate), sempre per gli stessi motivi. Nè sono serviti due rimpasti di Giunta ed un completo azzeramento delle cariche assessorili per trovare una soluzione ad una crisi di maggioranza che si trascinava da troppo tempo.

Nell'ultimo consiglio comunale soprattutto Morano, Tria e Caporusso, tre esponenti della maggioranza, avevano già di fatto sfiduciato sulla parola il primo cittadino.

E' apparsa dunque nemmeno troppo imprevista la mossa di Squicciarini che, nella giornata di ieri, con una lettera al Prefetto, al Presidente del Consiglio Comunale e a tutti i consiglieri, ha posto la parola fine ad una legislatura che, nata zoppa, si è confermata una delle più difficili per Acquaviva delle Fonti.

Di seguito pubblichiamo il testo integrale della lettera.

 

Preg.mo Segretario Comunale
Dott.ssa Rosella Anna Maria Giorgio

Preg.mo Presidente del Consiglio
Avv. Angelo Maurizio

Preg.mi Consiglieri Comunali


Sono note a tutti noi le difficoltà che negli ultimi tempi l'Amministrazione comunale di Acquaviva ha attraversato a causa dell'instabilità politica. Già da tempo i partiti hanno manifestato delle evidenti difficoltà a esprimere la loro funzione d'intermediazione tra le esigenze dei cittadini e la loro proiezione programmatica nel Consiglio Comunale e nell'esecutivo. Questa situazione ha portato, nelle ultime settimane, all'evidente smarrimento di quell'entusiasmo rivolto al cambiamento che era stato essenziale, anche come volontà e impegno personale, per la mia elezione.
Io ho assunto la responsabilità di amministrare la nostra città. Toccava a me, dunque, non soltanto come prerogativa istituzionale ma anche come impulso morale, evitare che la crisi dei partiti trascinasse nell'ingovernabilità il bene comune. Quando, com'è avvenuto, non sono più le forze politiche a rendersi portatori di richieste all'Amministrazione, diventa doveroso, agli occhi dei cittadini tutti, che il sindaco riaffermi la necessaria suddivisione di modi, ruoli e compiti.
Ho inteso farlo nominando nell'esecutivo, con deleghe chiave, persone autonome, tra i quali quattro professori universitari, che avranno il compito di rendere concrete poche, chiare istanze programmatiche: attuazione del PRG e Piano   urbanistico Generale, raccolta differenziata e nuovo servizio igiene urbana, ampliamento della zona PIP, riorganizzazione degli uffici, sviluppo della cittadinanza attiva, nuove politiche sociali. Queste persone stanno lavorando in stretta sinergia non solo con me, tra loro e con l'intero esecutivo, ma con le forze politiche e le rappresentanze dei cittadini ai vari livelli, per riuscire ad avere in breve tempo una Acquaviva migliore perché più funzionale per tutti.
 Alcuni consiglieri di maggioranza evidentemente non hanno interpretato nel migliore dei modi questa mia proposta che intende da un lato favorire il ripristino d'un corretto e adeguato ruolo dei partiti nella scelta della classe dirigente e dall'altro non far perdere colpi all'attività amministrativa: Acquaviva chiede delle risposte immediate ai problemi!
Affinché il mio agire sia compreso nella sua giusta dinamica, in considerazione anche del momento attuale che deve vedere la migliore classe dirigente assumersi il forte onere di portare la nostra comunità fuori dalla crisi che grava su tutti noi: rassegno le mie dimissioni. Ciò, non come segnale di resa alle incomprensioni, ma come precisa volontà di accelerare la presa di coscienza di tutti noi rispetto ai nostri compiti e al mandato ricevuto.
Ora tocca alle forze politiche, soprattutto al Partito Democratico che riceve la maggioranza del consenso relativo degli elettori di Acquaviva, fare chiarezza sull'eventuale proseguimento di questa nostra esperienza amministrativa. Ciò nell'interesse esclusivo dei nostri concittadini e della nostra città.     

Acquaviva delle Fonti, 7 gennaio 2013

 Il  Sindaco
Ing. Francesco Squicciarini

Scritto da Redazione
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