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Bari Smart: i dettagli del "patto"

Il Patto che siglato dal Presidente della Regione Puglia e dal Sindaco di Bari è stato presentato a stampa e cittadinanza come la chiave di lettura del futuro pugliese. Un documento-guida che pretende di definire il metodo di lavoro per usare al meglio le risorse materiali, umane e culturali con l’obiettivo di creare innovazione che generi benefici per cittadini e imprese. Per i primi si tratta di elevare la qualità della vita, per le aziende di accrescere la competitività. 

Il percorso si compone di azioni già intraprese e di interventi nuovi che mirano a rendere Bari

- hub della rete infrastrutturale regionale; 

- città della cultura mediterranea;

- città inclusiva;

- città della creatività e dell’innovazione;

- città smart.

 

Gli interventi 

1. Bari hub della rete infrastrutturale regionale.

Bari deve puntare sempre più a diventare hub delle infrastrutture di trasporto e allo stesso tempo hub della rete ecologica regionale. I campi di azione compresi in questa linea strategica sono l’integrazione fra uso del suolo e riordino-potenziamento delle infrastrutture per la mobilità; la riqualificazione della linea di costa e la sua connessione con il sistema delle lame.

In particolare il Patto prevede il completamento degli interventi sul nodo ferroviario di Bari e il prolungamento della metropolititana San Paolo fino alla zona Cecilia. Nell’aeoporto di Bari invece dovrà essere completato l’adeguamento delle infrastrutture di volo e il prolungamento della pista e riconvertita l’area militare in modo da permettere una più fluida dislocazione dei servizi e assecondare il trend di crescita del traffico verificatosi negli ultimi anni. Dovrà poi essere realizzata una camionale di collegamento fra porto di Bari e zona industriale, indispensabile per ridurre l’impatto crescente del traffico merci su gomma in entrata e in uscita dal porto. Altri interventi riguardano la strada Poligonale di Bari-Bitonto, il nodo di scambio gomma treno Polipark e il parcheggio di scambio delle Ferrovie Sud Est.

A proposito della riqualificazione della linea di costa, in attesa di mettere mano al programma del nuovo piano urbanistico generale del Comune, sarà possibile anticipare alcuni interventi. Tra questi la riconnessione dei diversi pezzi che formano il lungomare cittadino attraverso la realizzazione dei tratti mancanti. Così verrebbe costituito un percorso ciclo-pedonale di enorme valore funzionale e ambientale. Questo percorso rappresenta il tratto urbano barese della ciclovia adriatica che la Regione intende promuovere e valorizzare come importante infrastruttura turistica.

Alcuni interventi riguarderanno poi i quartieri di Fesca-San Girolamo e di Japigia.

Nel quartiere San Girolamo la stazione di Fesca, punto di snodo di una delle linee più importanti della nuova metropolitana regionale, sarà completata con un parcheggio attrezzato. 

Il quartiere Japigia sarà migliorato con interventi nei pressi del litorale, in un’area che oggi contiene edifici fatiscenti e spazi urbani vuoti. Il progetto generale punta ad inserire in questo contesto degradato nuovi spazi pubblici pienamente vivibili dagli abitanti oltre il perimetro dell’abitazione. Opportune soluzioni urbanistiche permetteranno inoltre la ricongiunzione del quartiere con la linea di costa costituendo una sorta di ponte tra lo stesso quartiere e la fascia litoranea.

 

2. Bari città della cultura mediterranea.

Nasce a Bari un sistema integrato dei luoghi della cultura per avviare processi connessi alla creatività e ottenere migliori condizioni di equità sociale. Le azioni previste dal Patto sono due: “Il miglio dei teatri” e il “Parco urbano delle arti e delle culture”.

Il “Miglio dei teatri” è composto dal teatro Piccinni, dal Petruzzelli, dal Margherita e dal Kursaal Santalucia. 

Il teatro Piccinni alla sua riapertura dovrà diventare a pieno titolo il luogo della programmazione nazionale ed internazionale del teatro e della danza.

Il teatro Petruzzelli, che finora non ha sfruttato tutte le possibilità che gli rivengono dal prestigio della struttura, oltre ad assicurare la piena funzionalità artistica dell’orchestra e del coro per stagioni lirico-sinfoniche di alto livello, dovrà attuare una politica efficace di brand, che sappia incrociare diverse sensibilità artistiche e diversi pubblici, tenendo conto dei profondi e accelerati cambiamenti che attraversano il settore musicale e culturale. Il sostegno della Regione Puglia, in sintonia con gli altri Soci pubblici e, auspicabilmente, privati, dovrà cogliere questa direzione di sviluppo e favorirla.

Al teatro Margherita, inutilizzato da molti decenni, va affidata, dopo un’adeguata ristrutturazione degli spazi, la funzione di laboratorio mediterraneo del teatro, della danza e delle arti sceniche e visive, una casa da offrire alle realtà produttive cittadine in cui convergano multidisciplinarietà, innovazione e sperimentazione delle arti contemporanee. 

Il teatro Kursaal Santalucia potrà divenire la casa delle musiche (dalla cameristica al jazz), assolvendo quella funzione “laboratoriale” già sperimentata durante l’esperienza di Puglia Sounds, sostenuta dalla Regione e realizzata dal Teatro Pubblico Pugliese. 

Il “Parco urbano delle arti e delle culture” è rappresentato dall’area dell’ex Caserma Rossani.

Oggetto di una straordinaria riqualificazione, l’area occupa un posto simbolico di ineguagliabile valore nel sistema integrato dei contenitori culturali. Il progetto di rigenerazione e valorizzazione urbana, ambientale, sociale e culturale è finalizzato alla creazione di un polo culturale all’interno di un parco urbano attrezzato, inquadrato in un più ampio progetto innovativo di sviluppo dell’industria culturale.

Nella Rossani dovrà trovare posto una grande struttura polifunzionale per l’arte contemporanea, non un museo, bensì la convivenza di spazi coperti e all’aperto pensata per la fruizione collettiva di artisti e pubblico: un parco urbano delle arti e delle culture. Qui potranno svolgersi manifestazioni, mostre permanenti e temporanee, performance artistiche, laboratori e workshop, per dar vita e protagonismo al mondo dell’arte contemporanea che finora nella scena urbana è apparso compresso e scarsamente riconosciuto. L’esigenza di grandi spazi per la creatività trova nell’ex Caserma Rossani la risposta più adeguata, capace di divenire punto focale della riqualificazione urbana e del sistema di partecipazione democratica, cioè del destino prossimo e futuro di Bari.

Particolare attenzione merita anche il sistema di biblioteche pubbliche, cruciali per fornire servizi informativi a una vasta gamma di utenti, proteggere la diversità culturale e favorire il dialogo interculturale. Peraltro, esse contribuiscono ad alimentare la creatività della persona, in particolare dei ragazzi e dei giovani.

 

3. Bari città inclusiva

Non può esserci equità sociale senza il miglioramento dei servizi socio-sanitari. In questo ambito l’Amministrazione comunale è risultata negli ultimi anni particolarmente impegnata negli interventi rivolti al potenziamento dell’offerta strutturale di servizi per la prima infanzia, per i minori, per le persone diversamente abili e gli anziani non autosufficienti.

Adesso occorre assicurare piena continuità al piano di investimenti previsti. Le linee strategiche per le quali definire le possibili sinergie tra Regione e Comune, ma anche tra pubblico e privato, sono le seguenti:

- riqualificazione di immobili dismessi per accogliere servizi di aggregazione e inclusione sociale, strutture per il pronto intervento sociale al servizio di madri sole con figli, persone vittime di violenza, persone senza fissa dimora e altre emergenze sociali;

- completamento dell’attrezzatura urbana dei quartieri cittadini con strutture e servizi socioeducativi (asili nido e centri ludici per la prima infanzia, centri diurni per bambini e ragazzi) e sociosanitari per l’inclusione e la riabilitazione dei giovani e degli adulti con diverse abilità.

- potenziamento degli interventi in favore dell’affido familiare, non solo intra-familiare, ma anche e soprattutto eterofamiliare, per contrastare il prolungamento delle permanenze dei minori fuori famiglia nelle strutture residenziali socioeducative ed abbattere la spesa annua che il Comune sostiene per il pagamento delle rette;

- definizione di un’intesa su base regionale per la corretta presa in carico dei minori stranieri non accompagnati da parte di tutte le questure interessate, riducendo la concentrazione sulla città di Bari;

- ridefinizione del rapporto tra Comune e soggetti gestori pubblici e privati di servizi per la prima infanzia e di servizi domiciliari e a ciclo diurno per minori, disabili e anziani;

- prosecuzione delle sperimentazioni avviate nel periodo 2009-2012 con le banche del tempo, sostegno all’attuazione dello studio di fattibilità per riorganizzare i tempi e gli spazi della città, promozione di patti sociali di genere e buone pratiche di welfare aziendale per accrescere la flessibilità degli orari di lavoro e la qualità organizzativa nelle aziende locali;

- costruzione di una strategia metropolitana per il contrasto alle nuove povertà e per le risposte ai bisogni della marginalità estrema.

 

4. Bari città della creatività e dell’innovazione 

Nell’ambito delle opportunità messe a disposizione su questo tema dai fondi europei, la città di Bari deve promuovere e sviluppare una propria visione di Smart City che contempli l’obiettivo di trasformare le aree urbane in un ambiente accogliente per i cittadini e per le imprese, rafforzando sia la dotazione infrastrutturale, sia il capitale culturale, ambientale e sociale della città. 

Gli interventi riguardano i seguenti ambiti di intervento: Politiche giovanili e creative per la trasformazione urbana e la riqualificazione dei luoghi del lavoro.

a) Politiche giovanili e creative per la trasformazione urbana.

I giovani possono rappresentare una formidabile leva per la rinascita sociale, economica e culturale della città. Oggi le città devono essere capaci di aprirsi ai giovani valorizzandone il ruolo come portatori di competenze, valori, energie, talento indispensabili per accompagnare i processi di trasformazione e restare al passo con i cambiamenti in atto. 

In questa direzione la città di Bari, nell'ambito del programma regionale per le Politiche Giovanili Bollenti Spiriti, ha realizzato un primo importante intervento utilizzando le opportunità finanziarie rese disponibili dalla Regione Puglia per il riuso di spazi pubblici abbandonati da trasformare in spazi per la creatività e l’espressione giovanile. Il Laboratorio Urbano “Officina degli Esordi”, spazio sociale per i giovani nato all'interno del quartiere Libertà, è stato da poco affidato in gestione ad un raggruppamento di associazioni e imprese creative locali e dovrebbe aprire i battenti a breve. 

Nello stesso tempo, sul versante dell'attivazione e dell'imprenditorialità giovanile, con il bando Principi Attivi sono nate oltre 100 nuove associazioni, cooperative e imprese ad alto contenuto di conoscenza che operano nel campo del turismo, dell'innovazione, della solidarietà, della cultura, della tutela del territorio e dello sviluppo locale. Si tratta di realtà che inventano o portano da altre parti d'Italia o del mondo nuove tipologie di prodotti e servizi, nuove pratiche di lavoro e nuovi modi di pensare, generando innovazione sociale e opportunità occupazionali. 

La sfida si rinnova nei prossimi mesi con l'avvio dei nuovi progetti Principi Attivi, l'apertura dell'Officina degli Esordi e l'attivazione degli spazi dedicati al coworking e alle nuove imprese creative all'interno dei vecchi padiglioni della Fiera del Levante di Bari. 

Per coglierla è possibile immaginare un'iniziativa congiunta di Regione e Comune dedicata ai giovani, alla creatività e all'innovazione come forza di trasformazione urbana che prenda spunto dalle migliori pratiche nazionali e internazionali: interventi di recupero temporaneo e low cost di spazi pubblici abbandonati, sostegno a idee e progetti di innovazione sociale, supporto all'insediamento di imprese innovative.

b) Ulteriore intervento strategico riguarda la riqualificazione e la restituzione di dignità ai luoghi del lavoro. Gli ambiti territoriali su cui si propone di avviare una sperimentazione di questa modalità d’intervento sono la grande area di sviluppo industriale di Bari-Modugno e la nuova sede della Regione Puglia. Nel primo caso, la nuova stazione della metropolitana di S.Paolo-ospedale può essere l’occasione per ripensare e potenziare il servizio del trasporto pubblico per l’accesso all’area, riordinando la rete stradale (fermate autobus, piste ciclabili, illuminazione, eccetera), potenziando il sistema degli spazi pubblici (anche con misure di riforestazione) e dei pubblici servizi. Questa azione riveste un ruolo importante anche per valorizzare ulteriormente le numerose attività produttive insediate nell’area che potranno utilmente beneficiare di migliori condizioni di accessibilità e di un ambiente più dignitoso e confortevole per i dipendenti e per i visitatori

La costruzione della nuova sede regionale, destinata ad ospitare numerosi uffici e tutte le strutture del consiglio regionale, può essere l’occasione per un nuovo rapporto tra grandi insediamenti per la produzione di servizi e i quartieri residenziali circostanti. La previsione di modalità di accesso alla nuova sede mediante soluzioni di mobilità sostenibile (ferrovia innanzi tutto, trasporto pubblico su gomma, bicicletta) sin dalle fasi iniziali può consentire di evitare gli effetti negativi che questo tipo di insediamenti frequentemente determinano nel loro intorno urbano, in termini di congestione e di inquinamento. 

Sarà possibile anche valorizzare le forme positive di integrazione con il quartiere Iapigia, che potrà avvantaggiarsi dell’incremento del servizio di trasporto pubblico locale, delle ricadute in termini di formazione di nuove attività terziarie e di servizi che contribuiranno ad elevare i livelli di qualità della vita dell’intero quartiere.

 

5. Bari città smart 

Attraverso il più ampio coinvolgimento dei cittadini e del partenariato economico e sociale, il disegno di smart city della città di Bari deve essere in grado di integrare le componenti tecnologiche con quelle ambientali e soprattutto con un’attenzione finalizzata a favorire l’integrazione delle fasce più deboli della popolazione. Il ruolo delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione in un contesto urbano come quello del capoluogo regionale deve essere quello di contribuire a ridurre il divide (non solo tecnologico, ma anche causato da deficit fisici, economici e culturali) nella possibilità di accesso ai servizi. A ciò si aggiunge la componente urbana legata alla produzione ed alle attività economiche ed imprenditoriali che necessita di soluzioni innovative sia nei settori più tradizionali, sia per lo sviluppo e la diffusione di attività a maggiore contenuto di innovazione e creatività. 

In questo contesto lo sviluppo della smart city di Bari può divenire una sorta di guida a cui gli sforzi pianificatori e progettuali urbani dovrebbero tendere.

Scritto da Fortunata Dell'Orzo
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