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Per la legge sulla Bellezza, Bari è in prima fila

Una Legge sulla Bellezza sarà presentata da Michele Emiliano, insieme al presidente nazionale di Legambiente Vittorio Cogliati Dezza, al sindaco di Pollica Stefano Pisani, al presidente del Consiglio nazionale Architetti, Pianificatori, Paesaggisti, Conservatori Leopoldo Freyrie Maria, alla direttrice della Biblioteca archeologia di Roma Concetta Petrollo Pagliarani, al prof. Domenico Nicoletti docente in Gestione e Salvaguardia delle aree protette” all’Università di Salerno.

E alla immancabile conferenza stampa di presentazione sono previsti anche gli interventi di Neri Marcorè, i conduttori televisivi Syusy Blady e Patrizio Roversi, Francesca Molteni, amministratore Muse Project Factory e Sandro Polci, partner Cresme Consulting.

Il tutto accade in mattinata del 15 gennaio, nella sala della crociera. In via del Collegio Romano 27 a Roma. 

Evento pilotato comunque da Legambiente, uno dei “partiti” non partiti più potenti e lobbisti italiani, presso la quale è necessario accreditarsi, ove si voglia essere presenti allo storico avvenimento. 

“Il concetto di bellezza e di qualità, nelle sue tante declinazioni, racchiude il meglio della nostra identità e della nostra storia ma è oggi soprattutto una sfida per immaginare un altro sviluppo, oltre la crisi. Una sfida ad essere un Paese capace di attrarre intelligenze, attenzioni, investimenti intorno ad un’idea di bellezza come valore aggiunto dello straordinario patrimonio di città, beni storici e architettonici, artistici, culture materiali e immateriali” si fa sapere dagli organizzatori. 

“Vorremmo che la nuova legislatura che si aprirà tra qualche mese si occupasse del futuro di questo Paese scommettendo sulla bellezza come grande risorsa non delocalizzabile e come chiave per uscire dalla crisi che stiamo vivendo. Perché le città, i paesaggi, le opere d'arte, il meglio del made in Italy, sono fattori decisivi su cui costruire il nostro sviluppo. Ma una prospettiva di questo tipo oggi non può limitarsi alla discussione pubblica e culturale, ma deve passare per alcune precise scelte di cambiamento che la legge individua nei dieci articoli di cui è composta”. Si aggiunge.

In effetti. Bari, ad esempio, rifulge in tutta Europa per come valorizza le sue bellezze e i suoi aspetti più caratteristici: dalle bottiglie di birra gettate a mare, alle cartacce dei panzerotti buttate per strada al pomodoro della focaccia calda che si lascia, a colorare tipicamente i marciapiedi di fronte ai panifici. Non a caso il Comune conta di candidare Bari a capitale europea della cultura per il 2019. 

Quanto alla Bellezza, be’ bisognerà prendere qualche precauzione: dalla variopinta e variegata compagnia dell’anello cui si accompagna Emiliano, per esempio, sono stati accuratamente banditi gli orchetti, i goblin e gli Urukai, per cui, nonostante abbia pestato i piedi e pianto disperatamente, Ninni Cea è rimasto a casa insieme a Marco Lacarra e Fabio Losito, che non hanno passato il  beauty test.

Lo avevano invece superato Trifone Altieri e Mario Ferorelli: ma non avendo questi ultimi garantito che sarebbero rimasti zitti per tutta la conferenza stampa, sono stati irrimediabilmente esclusi. Il rischio che sparassero balle, tipo “aprirò l’Auditorium entro il 2012” o “per via Argiro ho un progetto bellissimo ma il comune me lo sabota” era troppo forte.

 

Scritto da Fortunata Dell'Orzo
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