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Bari, passerà la delibera sull'accorpamento dei Municipi?

E’ dal 20 dicembre 2012 che è iscritta all'ordine del giorno del Consiglio Comunale di Bari la proposta di deliberazione “2012 080/00177” avente per oggetto: ‘ATTO DI INDIRIZZO POLITICO PER L’ACCORPAMENTO DELLE CIRCOSCRIZIONI IN MUNICIPI E LA DETERMINAZIONE DEL CRITERIO PER L’INDIVIDUAZIONE DEL NUMERO DEI CONSIGLIERI DA ASSEGNARE AI FUTURI MUNICIPI’.

La proposta di deliberazione è stata discussa nella competente commissione comunale e per quello che è dato sapere il dibattito è stato abbastanza articolato tanto da rinviare al consiglio comunale la discussione delle problematiche emerse.

Il 17 gennaio è stato convocato il consiglio comunale e sembra che si prepari il “blitz” per approvare la delibera in questione; pur trattandosi di modifiche al Regolamento comunale sul Decentramento amministrativo non è stato richiesto ai consigli circoscrizionali il parere obbligatorio in quanto ancora atto di indirizzo, la delibera complessiva integrerà “l’atto di indirizzo” e inizierà l’iter con richiesta di pareri per arrivare all’approvazione definitiva del consiglio comunale. E’ INUTILE DIRE CHE E’ IN ATTO UN’ACCELERAZIONE DEL PROVVEDIMENTO perché il Sindaco Michele Emiliano probabile candidato alla Presidenza della Regione non lascerebbe irrealizzato una priorità del programma del comune, qual è dal 2004 il Decentramento amministrativo.

Nella narrativa della proposta di deliberazione si fa più volte riferimento all’iter amministrativo percorso con pareri espressi nelle commissioni competenti, a  delibere di Giunta e di consigli comunali inerenti lo stesso tema.

Sulla questione accorpamenti delle attuali circoscrizioni per definire i confini dei futuri Municipi, più volte si è fatto riferimento alla volontà espressa dai cittadini che hanno inteso manifestare la volontà di realizzare I Municipi considerando le Aree territoriali a est e ovest rispetto all’Asse centrale della Stazione centrale di Bari e quelle orientate verso Nord e Sud, unite alla forte richiesta di autonomia dell’aree periferiche di Palese-S. Spirito e Carbonara-Ceglie.Loseto.

Nella definizione dei Municipi deve essere corrisposta anche le volontà dei cittadini che si sono espressi nei comitati spontanei per richiedere autonomia e potere nelle scelte amministrative. I confini territoriali  dei Municipi non devono rappresentare la sostituzione ‘sic e simpliciter’ delle attuali circoscrizioni. Vanno ricercati criteri che tengano conto della densità demografica delle Aree di riferimento anche in termini di estensione territoriale per consentire maggiori introiti sul piano dei tributi a garanzia vera di redazione di bilanci autonomi nelle funzioni attribuite. E’ necessario uno studio comprensivo di tutte le istanze dei cittadini e dei soggetti istituzionali ai vari livelli coinvolti.

Sulla base di questi indicatori, comprendendo anche quelli della citata proposta di deliberazione, all’interno delle 4 Aree policentriche rispetto alla Stazione di Bari con il connesso Parco Pubblico Rossani metropolitano, a disegnare un quadrifoglio, la Città fortunata, possono essere individuati uno o più Municipi/comuni metropolitani che potranno interagire con i Municipi e comuni confinanti per il coordinamento di funzioni in cui restano coinvolte, p.e. in materia di viabilità e di mobilità, avendo sempre come punto di riferimento generale l’Area Metropolitana già perimetrata per legge, che è quella della Provincia in via di soppressione. Va sottolineato che Il disegno dell’autonomia dei Municipi/comuni metropolitani non inficia più la Costituzione della Città metropolitana che è stata definita per legge indipendentemente dal numero di abitanti del comune capoluogo. 

Indi il punto 1 della citata proposta di deliberazione inerente l’accorpamento delle circoscrizioni in Municipi va inteso nella definizione dell’estensione territoriale, p.e. il Municipio/comune metropolitano Carbonara-Ceglie-Loseto potrebbe interessare anche le aree a ridosso del carcere e la zona oltre la tangenziale rispetto a Poggiofranco e così il Municipio/comune metropolitano di Palese-S.Spirito via dicendo e cosi per altri quartieri accorpati nei Municipi/comuni Metropolitani dell’Area  a est ed ovest rispetto alla Stazione di Bari. In definitiva sul punto la delibera non è stata del tutto esaustiva e va rigettata.

La proposta, invece, sul numero dei consiglieri da assegnare ad ogni singolo Municipio è fortemente riduttiva, improponibile e va del tutto rigettata. La regola è già scritta nel vigente Regolamento con la recente modifica dell’art. 10 bis in cui si legge testualmente che “al momento della istituzione alla Città metropolitana, si procederà alla rivisitazione delle funzioni da attribuirsi ai Municipi, al fine di rendere operativo l’art. 63 bis del presente regolamento sul decentramento amministrativo, secondo gli indirizzi e la regolamentazione della normativa nazionale”. Si rammenta che l’art. 63 bis afferma che con modifica statutaria ai Municipi sono attribuiti organi e funzioni dei comuni di pari popolazione.

Diventa, pertanto, incomprensibile la proporzione aritmetica definita in delibera che  rapporta  il numero dei consiglieri municipali sulla base dei 36 consiglieri comunali da eleggere in ossequio alle nuove disposizioni legislative. In questa ipotesi e considerata la popolazione residente ai 5 Municipi proposti nella delibera, avremmo consigli municipali con 3-4 consiglieri.

Non si comprende come i consigli municipali dovranno interagire, come si legge nella delibera, con i comuni limitrofi che per legge hanno un numero di consiglieri di gran lunga superiore. Se mai, la questione si risolve non riducendo la rappresentanza, ma tagliando in modo consistente i costi per l’esercizio delle funzioni dei rappresentanti istituzionali. Infatti un consigliere di un comune limitrofo prende un gettone di presenza anche meno di 1/3 degli attuali consiglieri circoscrizionali.

E’ singolare che la delibera in questione motiva la riduzione dei consiglieri municipali facendo riferimento al contenimento per i costi della politica sanciti pure dalla legge n. 135 del 7 agosto 2012, dimenticando che la stessa legge al comma 2bis dell’art. 18 nel caso dell’elezione diretta e a suffragio universale degli organi metropolitani vincola il comune capoluogo ad articolarsi in comuni, Semmai, allora, per contenere i costi per la politica vanno ridotti al minimo i gettoni di presenza enon certamente la rappresentanza istituzionale che è garanzia di democrazia e partecipazione.

La proposta di deliberazione fa riferimento alla PETIZIONE POPOLARE promossa dai Comitati di Bari per il Decentramento con la quale si richiede di “affidare in via immediata maggiore autonomia organizzativa, gestionale e finanziaria ai Municipi nell’ottica dell’Area Metropolitana”. ll consiglio comunale, in realtà, aveva approvato all’unanimità la PETIZIONE il 5 luglio u.s. dopo che il 10 Maggio 2012 aveva licenziato un provvedimento che rinviava di altri 18 mesi l’esercizio delle funzioni proprie con l’inserimento di un nuovo articolo nel regolamento in materia, il famigerato art. 10 bis, motivando questioni relative al Personale e risorse finanziarie necessarie. Questioni inesistenti, tranne che per il personale tecnico, perchè il Personale comunale va trasferito nei Municipi/comuni metropolitani seguendo di pari passo le funzioni agli stessi trasferite.

In ultima analisi a Bari si è sempre assistito ad un tiro alla fune tra quartieri e comune centrale a livello istituzionale e di fatto la partecipazione democratica dei Cittadini è stata vista più come un fastidio che non  come una necessità utile a determinare azioni amministrative coerenti legate ai bisogni dei territori, che non sono certamente quelli inerenti la cementificazione ma lo sforzo comune per migliorare la qualità della vita dei Cittadini in termini di servizi alla Persona e di autentica vivibilità.

Il “tiro alla fune” si è talmente sfilacciato che si è spezzato, come è accaduto alla circoscrizione di  Palese-S. Spirito dove  il Presidente della Circoscrizione Erio Di Liso unitamente al consigliere Domenico Lomazzo in maniera dignitosa per protesta hanno rimesso il mandato senza non aver prima motivato le dimissioni frutto delle gravi inadempienze del comune centrale di Bari che oltre a svuotare di contenuti il Decentramento amministrativo, ha lasciato nel dimenticatoio i problemi del territorio circoscrizionale.

di Antonio Gadaleta

Comitato Municipi per Bari

Scritto da Redazione
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