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Ospedale di Canosa, si tratta per salvare posti letto e LEA

 

Si tratta praticamente ad oltranza per evitare la scuse dei tagli regionali del piano sanitario per l’ospedale di Canosa.

Dopo l’occupazione dell’ospedale da parte del “Comitato spontaneo cittadino a difesa dell’ospedale di Canosa B619”, i rappresentanti dello stesso, insieme al sindaco Ernesto La Salvia, hanno avuto un incontro con l’assessore regionale alle politiche della salute, Ettore Attolini e il direttore generale della Asl Bt, Giovanni Gorgoni.

Nel piano ragionale si prevedono, tra le altre cose, la mancata conferma del reparto di Psichiatria, che resta all’ospedale di Barletta, ed una ulteriore riduzione complessiva di posti letto che passerebbero a 71 rispetto agli iniziali 102.

“Le nostre richieste sono state ascoltate ma non ancora ufficialmente accettate da parte della Regione - ha dichiarato il primo cittadino - continuano, dunque, le trattative sul futuro del nostro ospedale - ha proseguito - . A proposito dei posti letto, abbiamo ottenuto rassicurazioni sulla volontà di non chiudere la struttura ma di potenziarla riguardo al numero dei posti letto per farla divenire una struttura a vocazione riabilitativa e geriatrica, non più legata, quindi, all’urgenza. Motore delle decisioni è il bisogno di contenere i costi del personale, nel rispetto delle norme stabilite dalla Legge e delle piante organiche formulate dalle Direzioni Generali. Intanto è stata condivisa da parte della Regione la proposta di reclutare due nuovi ortopedici e due nuove ostetriche per il nostro nosocomio”.

Al momento l piano sanitario regionale prevede nella provincia di Barletta-Andria-Trani l’individuazione di tre ospedali, Andria, Barletta, Bisceglie e il ridimensionamento o la riconversione di altri.

Viene stabilito anche di individuare l’ospedale di Barletta quale polo oncologico e l’ospedale di Andria quale polo delle emergenze.

A fronte della chiusura degli ospedali di Minervino e Spinazzola e dell’impoverimento del nosocomio di Canosa, il Piano non mette in campo un progetto organico e concreto di potenziamento delle strutture in grado di rispondere ai bisogni di salute delle popolazioni di questi territori, né una serie di interventi sulla medicina territoriale di cui territori penalizzati dalla chiusura degli istituto, o da pesanti tagli, non possono fare a meno.

“Non si può pensare di depauperare una struttura funzionante ancor prima di aver creato una valida alternativa, senza che siano garantiti i Lea, Livelli Essenziali di Assistenza alla popolazione - ha ribadito il sindaco -. In attesa che ciò avvenga continueremo a batterci, a fianco del “Comitato spontaneo cittadino a difesa dell’ospedale di Canosa B619”, per la sospensione del Piano di Riordino Ospedaliero e per il  congelamento dello stesso all’anno 2010, nell’esclusivo interesse della cittadinanza e del diritto alla salute”.

Intanto oggi un acceso e partecipato consiglio comunale ha visto come unico punto all’ordine del giorno proprio la discussione sull’ospedale, con la partecipazione anche del rappresentante del “Comitato spontaneo cittadino a difesa dell’ospedale di Canosa B619”, Riccardo Zagaria.

L’ipotesi attualmente in ballo, e che sembra aver ottenuta una buona apertura di intenti da parte della Regione, prevede l’apertura a Canosa dei reparti specializzati di Ortogeriatria, Day Surgey (chirurgia di un giorno), Centro del risveglio e ambulatori specialistici, portando il nosocomio dagli attuali 71 posti letto, previsti dalla Delibera regionale del 27 dicembre 2012, ad almeno 120, garantendo così un adeguato dimensionamento della struttura ospedaliera.

Nella prossima seduta della Commissione sanità della Regione Puglia, che si terrà il 25 gennaio, è intanto prevista l’audizione del sindaco di Canosa che riporterà qual è la posizione del Consiglio comunale, che ha approvato in questo senso un ordine del giorno, e dei canosini. “Sarà quella la sede opportuna - ha concluso La Salvia - anche per invitare sul nostro territorio i vertici della Commissione stessa, affinché chiariscano in modo inequivocabile la posizione regionale, prendendo gli impegni necessari di fronte alla popolazione”.

Scritto da Roberto Mastrangelo
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