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Palese-Santo Spirito - I valori delle Consulte e le criticità territoriali

Buona e costruttiva la partecipazione all’incontro di ieri sera delle due Consulte con il commissario della Prima Circoscrizione di Bari Luca Scandale.

E’ stata ricordata l’importanza del rapporto con l’istituzione circoscrizionale, il cui ex presidente Erio De Liso aveva fortemente voluto  la costituzione delle Consulte “Laboratorio Urbanistico Partecipato” e “Sport e Culture”.

Ma è anche emerso quale duro lavoro si stia comunque  proseguendo, nonostante la crisi politico-istituzionale locale.

Nello specifico, la strategica iniziativa dell’”Ecomuseo urbano del Nord Barese”, individuato come contenitore di sistema per l’emersione dei tanti valori materiali e immateriali di un territorio che vuole darsi migliori prospettive di vita, sta oggi manifestando la voglia di una sua definitiva messa in moto dopo un anno e mezzo di lavoro di sensibilizzazione. A me fa enorme piacere che la presenza di rappresentanti di associazioni locali sia ormai una costante in crescita; e anche ieri si sono sentite voci che esprimevano la disponibilità a mettere a disposizione ricerche e progetti già prodotti negli anni scorsi e archiviati. Fin dall’inizio del lavoro ecomuseale le associazioni locali sono state fortemente sollecitate a collaborare con contributi, conoscenze, passioni e competenze;  e ora che questo comincia ad esserci, i vantaggi saranno certi ed evidenti.

Sono emerse anche criticità di cui tener conto. L’operazione ecomuseale esige impegno personale, ascolto e partecipazione; seguirla da lontano, sporadicamente o per sentito dire, non aiuta. C’è il rischio, come accaduto anche ieri, che non si comprenda che questa è una visione strategica di sistema, è essa stessa strategia. Lavorare con e per l’ecomuseo (territorio di vita) non è diverso dal lavorare per promuovere e sostenere l’impegno al raggiungimento di una soluzione per la problematica ferroviaria che attanaglia il territorio, o per l’individuazione di un sistema di ciclabilità urbana e rurale che vada oltre un primo parziale intervento di pista ciclabile costiera. La messa in rete delle ville storiche (ormai ne abbiamo già otto), intese come presidi culturali e paesaggisticamente importanti, non è diversa dall’operare per la salvaguardia del territorio dalla sua definitiva cementificazione; ieri erano presenti anche i Marco e Barbara Messeni Petruzzelli, che ospitarono lo scorso incontro ecomuseale ed ora sono forti sostenitori del progetto territoriale.  

Far emergere con l’ecomuseo i valori materiali e immateriali, che possano fornire una prospettiva di qualità e in tal modo far vivere meglio gli abitanti, attraendo nel contempo interesse dall’esterno, non è cosa diversa dal promuovere prospettive di economia locale destinate ai tanti volenterosi giovani che ci sono anche dalle nostre parti. Infine, coinvolgere le parrocchie e le scuole locali (la scuola media Fraccacreta sta ufficialmente operando con l’Ecomuseo) significa promuovere una straordinaria sensibilizzazione dei giovanissimi, delle loro famiglie e di tante altre persone sensibili ai temi sociali di comunità, con la convinzione di contribuire  a migliorare il comportamento  civico della popolazione attuale e futura. Eppure, anche ieri sera un intervento ha voluto ricordare che, “oltre all’ecomuseo”, la Consulta urbanistica era nata per fare altro! Nessuno è obbligato a collaborare, ma se poi lo scarso  impegno diventa pretesa di acquisita conoscenza e diritto alla critica, il risultato è solo decostruttivo.

Nelle scorse settimane era stata pubblicamente avanzata la proposta di estendere la visione ecomuseale ad un territorio molto più esteso di quello inizialmente individuato e che ora tende a comprendere anche il San Paolo e i Comuni di Modugno, Bitonto e Giovinazzo. E questo, anche ieri sera, è stato fortemente apprezzato, poiché connaturato all’antica storia di questi luoghi.

La Consulta urbanistica, che nella vicenda ecomuseale ha visto affiancarsi quella allo sport e culture (come ha voluto ricordare il suo presidente Bavaro) sarà presto chiamata a confrontarsi anche su questa nuova dimensione, che è comunque  già pubblicamente molto sentita e apprezzata. Quando  nelle strategie ecomuseali viene coinvolta u’area territorialmente vasta, il confronto fra le diversità e specificità delle sue componenti non può che fare bene, molto bene all’intero sistema. Del resto, è la visione implementata a Bari con gli studi del Piano Strategico e in Puglia (e non solo) con le Aree vaste: azioni tutte tese al superamento degli improduttivi, atavici campanilismi ed esasperati personalismi che, temo, continueranno a segnare la complessità di un percorso ambizioso ma straordinariamente indispensabile. A meno che non si voglia tornare indietro e continuare a rivolgere all’Amministrazione sempre e soltanto richieste di soluzione delle criticità locali più immediate: chiudere una buca stradale, migliorare la pulizia dei luoghi ecc., sono questioni indispensabili da risolvere per il buon vivere, ma insieme ad esse si deve poter e saper  guardare anche più lontano.

Al commissario Luca Scandale e al direttore Vito Nitti è stato chiesto  sostegno al riconoscimento da parte dell’Amministrazione dell’avviato processo ecomuseale, per il quale, sulla base delle legge regionale ecomuseale del 2011,  ci si prepara ad informare anche la Regione e a sollecitare l’adesione da parte delle altre Amministrazioni indicate.

Insieme a loro si individueranno quelle azioni progettuali che possano potenzialmente essere finanziate e per le quali ci possano essere anche interventi in atto da parte di Altre Amministrazioni (e per questo si è fatto riferimento ai SAC- sistemi ambientali e culturali). Ho chiesto di verificare che l’antica torre costiera di Santo Spirito possa essere utilizzata quale sede operativa e informativa  ecomuseale. E’ stato chiesto un intervento di tutela, propedeutico al recupero del palmento di Papapicco, in piazza Capitaneo a Palese. Ed è stato chiesto da più parti di sostenere la prosecuzione dell’importante impegno delle Consulte circoscrizionali. Sia il commissario che il direttore hanno garantito tale sostegno ed hanno anche chiesto di essere coadiuvati nella realizzazione degli impegni assunti.

Il Laboratorio Urbanistico Partecipato tornerà ad incontrarsi venerdì 1° febbraio alle ore 18,30, presumibilmente presso la sala circoscrizionale e aprendosi, come fa costantemente, anche alla partecipazione degli aderenti alla Consulta Sport e Culture e di tutti i cittadini che vogliano avvicinarsi alle attività in corso.

di Eugenio Lombardi

(Coordinatore Laboratorio Urbanistico Partecipato della Prima Circoscrizione)

Scritto da Redazione
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