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Canosa, niente tagli per il momento all'Ospedale

 

Attolini ha assicurato che non ci saranno tagli. Esattamente come lo ha assicurato ai tanti ospedali che, puntualmente, sono finiti nella scure della "razionalizzazione" sanitaria.

Razionalizzazione, termine che in linguaggio politichese significa tagli, tanto per essere chiari.

Ma a Canosa sperano proprio che questo non avvenga. Per lo meno non prima che vengano garantiti i Livelli Essenziali di Assistenza (Lea), attraverso nuove forme di presenza sanitaria sul territorio.

“L’ospedale di Canosa per il momento resterà così com’è fino a quando non saranno garantiti diversamente i Livelli Essenziali di Assistenza”. 

Ad affermarlo con forza è il primo cittadino di Canosa, Ernesto La Salvia, rassicurato dall'assessore alla Sanità, Ettore Attolini, subito dopo aver preso parte alla riunione della Commissione Sanità che si è svolta venerdì scorso in tarda mattinata a Bari, presso la sede della Regione Puglia.

“Sono convinto di esser riuscito ad esprimere pienamente le difficoltà che sta vivendo il nostro territorio e di averli resi partecipi delle preoccupazioni che sta vivendo l’intera cittadinanza di Canosa”.

Molte sono infatti le manifestazioni di protesta che si sono susseguite in città, organizzate dal “Comitato spontaneo cittadino a difesa dell’ospedale di Canosa B619”. All’incontro hanno preso parte anche il consigliere comunale, Giuseppe Donativo, e il primario del reparto di Ortopedia di Canosa, Francesco Lagrasta

“L’assessore alla Sanità, Ettore Attolini – ha riferito il primo cittadino di Canosa - ha contattato il direttore sanitario della Asl Bat, Giovanni Gorgoni, per impegnarlo a mantenere i livelli di operatività attuali della nostra struttura, con le divisioni di Cardiologia, Ortopedia e Ostetricia ancora funzionanti, in attesa di nuove decisioni da parte della Regione”. 

Il pericolo che l’ospedale possa essere ulteriormente depauperato, dunque, sembra essere scampato, grazie all’impegno dell’intera cittadinanza e del Comitato B619 che dal 15 gennaio ha “occupato” il nosocomio per protestare contro i provvedimenti regionali e grazie alla serrata azione politica dell’Amministrazione comunale. L’ospedale quindi, non si tocca, ma solo per il momento.

“L’assessore Attolini ci ha garantito che saranno cosi' assicurati i Lea fino a quando la Regione non individuera' percorsi alternativi per il trattamento dei pazienti acuti, nel rispetto del contenimento della spesa. Tra le altre cose, la Commissione nel corso dell’incontro di oggi ha potuto ben comprendere che l’ospedale di Andria, per problemi relativi all’ampiezza della struttura stessa, non potrebbe mai accogliere l’utenza destinata all’ospedale di Canosa, che abbraccia anche i territori di Minervino e Spinazzola. Resta alta, dunque, la nostra attenzione,  in attesa che nei prossimi giorni la Regione ufficializzi anche per iscritto l’impegno preso oggi".

"Ci corre l'obbligo di ringraziare per quanto sin qui fatto - ha concluso La Salvia - i consiglieri regionali Filippo Caracciolo e Franco Pastore, per l'interessamento alla nostra causa. Ci auguriamo che continui il loro impegno al fine di dare concretezza a quanto discusso e formalmente condiviso".

Scritto da Redazione
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