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"Piano Città" o aria fritta?

Bari - Otto milioni e mezzo dal Governo centrale per riqualificare parte di Bari. Questo in Comune lo chiamano "Piano città" ma ha tutta l'aria di essere aria fritta, con una spruzzata di propaganda pre-elettorale. Bari, città metropolitana, ha ripensato se stessa nel corso degli ultimi decenni, ma senza che mai questa riflessione fosse davvero elaborazione collettiva, magari assistita e supportata da un "pensamento" urbanistico complessivo e progettuale degno di questo nome.

Otto milioni per le eterne incompiute, come il Lungomare Ovest, che prima si è aperto alla speculazione edilizia sulla base di lottizzazioni sempre pensate per il profitto dei soliti palazzinari (a seconda del momento politico, ovviamente: ci sono quelli di "destra" e quelli di "sinistra) e adesso si cerca di riqualificare con un paio di aiuole, magari o di una inutile pista ciclabile; o come la stucchevole via Sparano (dove l'unica libreria presenta è ormai ridotta quasi a retrobottega della boutique megagalattica) che chissà perchè ci si ostina a definire il salotto di Bari (e figuriamoci il ripostiglio che dev'essere...).

Aria fritta, appunto, pensando alle prossime politiche e meglio ancora alle prossime regionaii cui ormai da mesi stanno pensando tutti o quasi gli inquilini di palazzo di città. Ma dov'è la programmazione, la visione nuova, la nuova Bari che alla vigilia dei suoi primi duecento anni dovrebbe pensare a mettersi l'abito bello per i prossimi due secoli?

Nulla di tutto ciò: e del resto, qui incombe il nuovo assetto amministrativo dell'area metropolitana ma del famoso piano strategico cui hanno lavorato i migliori "cervelli" under 30 di dieci anni fa, nessuno parla più. Si va avanti per spot, come l'ideona di scaricare sui Padri Domenicani (che ne sono felicissimi del resto) l'iniziativa del Museo Nicolaiano nella più bella scuola della città vecchia, ormai svuotata dalla denatalità e dall'indifferenza degli stessi abitanti del murattiano e della città vecchia, sia chiaro.

Se Bari fosse una squadra di calcio, diremmo che manca l'amalgama. e non potremmo neanche andare a comprarlo, come voleva fare un vecchio presidente del Catania. E' il fallimento di una intera classe politica, trasversalmente intesa perchè a squallore e mancanza di idee si fanno concorrenza da destra a sinistra, in modo pressochè costante ed equilibrato. E in tutte le nove circoscrizioni, checché ne dicano i sempre-in-piedi alla Mario Ferorelli (Murat-San-Nicola) o alla Giorgio D'Amore (Japigia-torre a Mare).

Fossimo un paese serio, una comunità seria, a questo "piano per la città" di cui purtroppo abbiamo già sentito tutto, dovremmo opporre un dignitoso sciopero del taccuino. Ma forse solo questo giornale, come spesso accade, avrà il coraggio di farlo.

 

 

Scritto da Fortunata Dell'Orzo
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