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Criminalità: Bitonto scende in piazza per chiedere l'intervento dello Stato assente

 

Stringe la mano ad ogni presente visibilmente scosso, con forza e vigore. “La città è sotto assedio di azioni criminose dirette inequivocabilmente a bloccare il percorso di legalità intrapreso dalle istituzioni comunali..”, così il primo cittadino di Bitonto, Michele Abbaticchio debutta nella conferenza stampa indetta ad horas per fronteggiare l’emergenza criminalità che, negli ultimi tempi, angoscia la città in una morsa insostenibile e minaccia la sicurezza dei cittadini.

Gli atti intimidatori diretti ad esponenti dell’amministrazione comunale, a Franco Matera in primis, segretario di uno dei partiti di maggioranza (Psi), con un ordigno esploso sotto casa sua e, pochi giorni fa al dirigente dell’Ufficio Tecnico del comune, l’architetto Vincenzo Turturro, a cui hanno incendiato l’ auto e quella di sua moglie oltre ad una lettera intimidatoria che dichiarava “vattene” fornita da un proiettile di piccolo calibro. In più si aggiunga i furti esponenziali anche in pieno giorno spesso inconsulti per la dinamica: senza un riscontro economico come ad esempio fuggire con un registratore di cassa semivuoto.

Tutto ciò dimostra inequivocabilmente che l’amministrazione comunale guidata da Michele Abbaticchio sta colpendo il malaffare e queste sono le prime rimostranze al cammino di sviluppo economico e sociale intrapreso.

Le iniziative rivolte a vivere la città con eventi culturali e non solo che consentono a noi cittadini il presidio del territorio, lo sblocco di molti cantieri rimasti fermi troppo a lungo, i progetti per aiutare i senza lavoro con attività di pubblica utilità, sono, evidentemente, inaccettabili per le menti criminose che in questo momento attanagliano Bitonto. Ilprimo cittadino invita all’unità delle forze politiche di maggioranza e opposizione e della città tutta, affinché uniti e compatti come una grande famiglia si possa reagire coralmente  per respingere gli insostenibili attacchi di una mafia che non ci sta ad una Bitonto che rinasce.

“Abbiamo percorso tutte le strade diplomatiche possibili – dichiara il primo cittadino – consegnerò la fascia tricolore a qualcuno come gesto estremo, perché c’è in questo momento l’impossibilità di governare un territorio in termini di sicurezza, controllo e misure di salvaguardia. Finora sono stato collaborativo con le forze dell’ordine e continuerò a farlo, ho messo a disposizione tutto, anche la mia incolumità personale, ma adesso chiedo allo Stato e al Prefetto di intervenire perché questa città merita un’attenzione particolare. Chiedo inoltre alla magistratura di accelerare i provvedimenti  che vorranno prendere in seguito alle indagini intraprese, le attività investigative si sono completate in molti episodi, perché sono state acquisite prove che penso possano portare a determinate conclusioni.. L’attività integerrima dell’architetto Turturro non è piaciuta a qualcuno e ho messo a disposizione degli inquirenti gli atti di diniego della sua attività di lavori in corso.

 Interviene l’assessore Mangini che sostiene, che si è pensato sabato mattina, 9 febbraio, di dare una risposta corale, invitando tutta la città, specie le scuole, ad una manifestazioni in piazza in cui non compaiono insegne di partito in quanto si vuole che sia la città intera a rispondere. La protesta si comporrà di due momenti: un percorso con partenza attorno alle 10 dal comune e si termina in piazza Cavour, sperando che le scuole e le famiglie aderiscano in massa, allargandoci in piazza Marconi dove il sindaco terrà un discorso alla città, ma l’obiettivo è quello di corresponsabilizzare il cittadino in quanto gli attacchi agli esponenti del comune sono attacchi alla città intera.

L’8 e il 9 febbraio, inoltre, chiarisce l’assessore, a Bitonto vivremo le giornate della legalità composte di due eventi: l’incontro dell’osservatorio della legalità con l’associazione antiracket e il giorno seguente al teatro Traetta ci sarà la terza edizione del Premio della legalità. La città tutta ha il dovere di partecipare a questi eventi e alla manifestazione di sabato mattina perché coloro che hanno pagato con la vita la lotta alla mafia non siano morti invano. Facciamo crescere i frutti del bene ed  estirpiamo i fiori del male! Riprendiamoci la nostra terra!

Scritto da Anna Chiapparino
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