Di Admin (del 10/04/2012 @ 08:51:37, in blog, linkato 42 volte)
Due grandi petizioni popolari per difendere la politica dai corrotti.
L'ufficio politico ha deliberato di lanciare su tutto il territorio nazionale due grandi petizioni popolari.
La prima, ai sensi dell'art.50 della Costituzione, indirizzata ai Presidenti delle Camere, perchè sia inserita nel Codice Penale la obbligatorietà della sanzione accessoria della interdizione perpetua dai pubblici uffici in caso di condanna per reati associativi e contro la pubblica amministrazione ( corruzione, concussione, peculato, malversazione, abuso, etc.). La seconda, indirizzata ai Presidenti e Segretari di tutti i partiti politici, perchè si impegnino a non candidare chi sia stato arrestato, rinviato a giudizio o condannato anche con sentenza non definitiva per uno dei predetti reati.
Italo Bocchino e Roberto Menia hanno voluto affidarmi il coordinamento nazionale di questa importante iniziativa e mi auguro che la risposta della Puglia sia superiore ad ogni più rosea aspettativa.
Entrambe le petizioni intercettano larghi segmenti di opinione pubblica, per cui non dovrebbe risultare problematico, se ci organizziamo bene, raccogliere in tutta Italia anche un milione di firme.
Abbiamo fissato per ogni coordinamento provinciale un obiettivo da raggiungere, tarato sul 2% della popolazione residente. Con la stessa percentuale i coordinatori provvederanno a distribuire gli obiettivi ai Comuni di loro competenza. Se tutti faranno la loro parte, raccoglieremo 1.200.000 firme, corredate possibilmente di tutti i dati anagrafici richiesti.
In Puglia possiamo e dobbiamo fare molto di più. Per il momento ogni Coordinatore provinciale e ogni Comune è impegnato a raggiungere questo obiettivo, ma quanto prima provvederemo ad aggiornarlo, maggiorandolo.
Dal sito nazionale fli, nonchè da sito dedicato www.listepulite.it potrete scaricare:
Il video di Fini, che presenta l'iniziativa
I due modelli per la raccolta delle firme ( raccomando di scaricarli completi delle quattro facciate)
I testi dei manifesti, volantini e locandine, che accompagneranno l'iniziativa.
Ognuno stamperà a proprie spese il quantitativo di materiale necessario.
Modalità organizzative:
L'iniziativa è stata lanciata online giovedì 12 aprile.
Ogni coordinamento provinciale dovrà provvedere a:
1) Indire immediatamente una conferenza stampa per presentare e avviare sul territorio provinciale la raccolta delle firme;
2) organizzare almeno un banchetto in ciascuno dei Comuni della Provincia;
3) ripetere l'iniziativa più volte in tutti i Comuni, sino al raggiungimento dell'obiettivo. Dove non abbiamo rappresentanza, sarà cura dei coordinamenti organizzare un presidio a cura della città capoluogo o dei comuni più attivi.
4) organizzare sull'argomento almeno una manifestazione provinciale, o anche più di una, replicandole nei comuni più grandi o più attivi;
5) comunicare necessariamente e anticipatamente alla direzione nazionale ogni iniziativa assunta, grande o piccola che sia (conferenza stampa, banchetti, gazebo, interviste a radio o tv locali ,convegni, etc.).
La Direzione nazionale provvederà a raccogliere ogni notizia in un aggiornatissimo calendario nazionale delle attività, che sarà pubblicato sul sito nazionale e sul sito dedicato e trasmesso agli organi di informazione.
La raccolta delle firme dovrà procedere ininterrottamente per tre mesi, sino alla metà di luglio. Nel corso di tutto il trimestre, ogni coordinamento dovrà utilizzare ogni occasione, perchè la stampa locale parli dell'iniziativa. Dovrà, per esempio, essere fatto un comunicato stampa ogniqualvolta si organizzi un banchetto, oppure si raccolga la firma di un personaggio importante delle istituzioni, della politica, della cultura, dell'arte o della società civile. In questi casi si potrebbe raccogliere anche una dichiarazione o un commento degli interessati e distribuirlo alla stampa. Raccolte di firme si possono organizzare anche in luoghi simbolo. Innanzi al Tribunale, per esempio, o davanti a una istituzione, coinvolta in qualche scandalo recente ( regioni, comuni, asl, etc. ) Anche in questi casi, bisognerà aver cura di emettere un comunicato stampa.
Banchetti e gazebi devono essere sempre accompagnati dalla distribuzione di volantini, affissione di manifesti ed esposizione di bandiere. Auspicabile anche un accompagnamento video o solo sonoro con testi preregisrati.
Può tornare molto utile farsi anche intervistare spesso da giornali, radio, tv e siti locali, approfittando di ogni fatto, locale o nazionale, che possa dar fiato alla nostra iniziativa ( nuovi scandali, indagini giudiziarie, inchieste giornalistiche, arresti, etc.)
I convegni vanno sempre organizzati, invitando anche esponenti di altri movimenti, associazioni, società civile. Anche l'adesione alla iniziativa di associazioni o movimenti locali va opportunamente evidenziata. Il tema è largamente condiviso e molte solo le sigle locali che potrebbero condividere la nostra iniziativa. Va cercata la loro adesione, senza cullarci nella nostra presunta autosufficienza.
Manifestazioni nazionali.
A supporto della campagna, saranno organizzate prossimamente in città simbolo due o tre manifestazioni nazionali.
Monitoraggio e premialità.
Oltre a comunicare tempestivamente alla Direzione nazionale tutte le iniziative programmate in ciascun comune, ogni coordinamento deve trasmettere ogni lunedì i dati complessivi sulle firme raccolte, in modo da consentire un monitoraggio continuo della campagna.
Mensilmente sarà stilata e resa nota una graduatoria dei coordinamenti, con l'indicazione dei risultati raggiunti.
Ai coordinamenti provinciali che raggiungeranno e supereranno l'obiettivo sarà assegnato un riconoscimento nel corso di una cerimonia nazionale. Lo stesso potrà fare ogni coordinamento con i comuni di sua competenza.
Massima diligenza.
Raccomandiamo la massima diligenza nella raccolta dei dati e delle firme, cercando di compilare tutti i campi richiesti con grafia leggibile e senza errori e cancellature.
A cura di ogni coordinamento provinciale, e in via eccezionale dei comuni che saranno autorizzati, tutti i dati dovranno essere messi online, secondo indicazioni tecniche che saranno date sabato prossimo durante la riunione di tutti i coordinatori provinciali, alla presenza del Presidente Fini.
Risultati attesi:
Da questa campagna ci attendiamo i seguenti risultati:
1) Sintonizzare Fli su una tematica largamente condivisa dalla pubblica opinione, cercando di comunicare la "differenza" di Fli;
2) Contattare qualche milione di persone, attraverso la presenza militante presso i banchetti;
3) Organizzare almeno un banchetto in ognuno degli 8000 comuni italiani, in modo da portare ovunque il messaggio di Fli;
4) Tenere il partito in piazza e in attività per tre mesi di seguito, prima della pausa estiva;
5) Raccogliere più di un milione di firme e anche di dati anagrafici CORRETTI E COMPLETI, utilizzabili per ogni nostra successiva iniziativa.
Francesco Fischetti coordinerà la campagna in Puglia. Prego i coordinatori provinciali di fornirgli la massima collaborazione. Cominciamo subito con il calendario delle conferenze stampa. Mi piacerebbe se fossero curate col massimo impegno e col coinvolgimento massiccio dei mezzi di informazione. Vorrei già che con il prossimo fine settimana si parta in ogni provincia.
Buon lavoro a tutti.
Salvatore Tatarella
Deputato europeo
e Presidente Assemblea Nazionale
Di Admin (del 09/01/2012 @ 11:23:34, in blog, linkato 257 volte)
Qualche giorno fa Giandomenico Amendola, barese, sociologo ed acuto osservatore politico, ha scritto un bell'articolo sul Corriere del Mezzogiorno. Tema il trasformismo politico, fra leaderismo personale e tramonto dei partiti. Lo scritto, che meriterebbe in altra sede un ampio e approfondito dibattito, muove dall'annuncio di Michele Emiliano di voler fare una sua lista per le regionali. "Non sarà un taxi, ha promesso il Sindaco di Bari, ma - chiosa Amendola - forse sarà un autobus". Il riferimento, anche se non esplicitato, ma abbastanza chiaro, è al recente passaggio con Emiliano del Coordinatore cittadino del Pdl e all'annunciato, e parzialmente smentito, ingresso di un consigliere di Fli nella giunta di Emiliano.
I due episodi, a mio parere, non sono per nulla accomunabili, ma se una personalità di eccezionale valore e intelligenza come Amendola li ha accomunati, è evidente che l'impressione che hanno trasmesso sia proprio questa.
Non intendo occuparmi della singola vicenda del Coordinatore pidiellino, perchè non è affar mio, non è affar nostro. Non così il possibile ingresso di Fli nella Giunta di Emiliano, che interessa moltissimo a me e a tutta intera la comunità di Fli, perchè, a cominciare da me, nessuno, qualunque sia il suo nome e la posizione che occupa, può pensare di arrogarsi il diritto di decidere in solitudine o in una ristretta cerchia una svolta tanto significativa. Parliamone, dunque, apertamente e a lungo. Nelle sedi competenti, innanzitutto, ma anche pubblicamente, affinchè l'opinione pubblica, all'interno della quale vi sono fasce cospicue di nostri potenziali elettori, che nemmeno conosciamo, possa essere messa in condizioni di conoscere, capire e giudicare.
Cominciamo dagli schieramenti e dalle tradizionali classificazioni di destra, sinistra e centro, che ancora sembrano dividere gli italiani, sebbene pochi oggi siano in grado di definire con accettabile chiarezza chi e cosa sia di sinistra, di destra e di centro. Nella attuale, difficilissima e drammatica situazione, confesso che a me queste distinzioni suonano ormai false, pretestuose e superate. Oggi, semmai la distinzione è fra chi vuol parlare agli italiani con parole di verità, anche se amare e dolorose, e chi vuol continuare a ingannarli; fra chi vuole rimboccarsi le maniche e rimettersi in discussione per salvare l'Italia, riformandola da cima a fondo, e chi vuole lasciare tutto come ora, per non toccare privilegi consolidati, rendite di posizione e piccole lobbies corporative. Chiarisco subito che a me, e a molti altri, non fa velo l'ipotesi che uomini e partiti, con diverse e opposte storie e culture politiche, possano oggi fare un tratto si strada insieme. Situazioni eccezionali, come quella che stiamo vivendo, possono ben prefigurare soluzioni eccezionali. È accaduto altre volte nella storia italiana, e accade anche oggi in altri stati europei. Mi sembrerebbe un errore grave situare nella categoria dei trasformisti quei dirigenti politici e quei partiti che, rischiando anche l'impopolarità e il fuoco amico, siano capaci, nei momenti gravi, di anteporre l'interesse generale al loro particolare.
Amendola, però, non si riferiva alla vicenda nazionale, ma a quella barese. Non alla maggioranza che sostiene Mario Monti, ma a quella che si intenderebbe allargare, per rafforzare Michele Emiliano. Le due situazioni sono paragonabili? A essere sinceri, direi subito di no. A Bari, è vero, ci sono molti problemi gravi e seri, alcuni dei quali irrisolti da decenni, ma non mi pare che ciò rappresenti un'emergenza istituzionale. Di immediato ingresso in Giunta, pertanto, non è nemmeno il caso di parlarne. Allo stato non sussistono le condizioni.
Emiliano, tuttavia, merita grande attenzione. Lo affermo con convinzione, nonostante il giudizio, allo stato, non totalmente positivo sul suo sindacato. Per ben altre ragioni, Emiliano rappresenta una novità e un punto di rottura con vecchie e screditate logiche del passato. Posso sostenerlo a ragion veduta, perchè già dal lontano 2004, sia pure solo teoricamente, insieme ad altri dirigenti di An, valutammo la possibilità che Emiliano potesse guidare una coalizione di centro destra. Negli anni che seguirono, in più di una occasione, anche solitariamente, ho condiviso alcune delle scelte più importanti e controverse di Emiliano Sindaco, come quelle che lo hanno visto contrario alla Cittadella della Giustizia o alle case della Difesa sulle aree inedificabili dell'aeroporto militare di Palese. Insomma, c'è più di una ragione per ipotizzare che anche Emiliano possa essere parte rilevante di quei nuovi schieramenti politici, che già si intravedono e che, forse, matureranno con le prossime elezioni politiche e regionali.
In questa prospettiva, che è politica e non mercantile, generale e non particolaristica, si può cominciare a saggiare il terreno. Le alleanze nascono sulla base di principi, finalità, obiettivi e programmi condivisi. Che riguardano i grandi temi della solidarietà, dell'integrazione, della sanità, dell'ambiente e della qualità della vita, che a Bari possono avere diverse e interessanti declinazioni. Cominciamo da qui. Incontriamoci, discutiamo, confrontiamo idee e programmi. Facciamo il punto su Bari, sul sindacato di Emiliano e sopratutto sul futuro della città. Noi abbiamo molte idee e molti progetti da portare in dote. Se ci intenderemo, un percorso condiviso si potrebbe anche cominciare a ipotizzare. Ma, è bene intendersi subito, può essere solo una sperimentazione seria, costruita su confronti di qualità, proposte concrete e obiettivi certi, che richiedono impegno, professionalità e tempi non brevi, anche per essere compiutamente spiegata all'opinione pubblica.
Un approccio diverso da questo non è nemmeno ipotizzabile. Nessuno, nè fra noi, nè fra gli amici di Emiliano, pensi che tutto si possa risolvere con uno o più incontri riservati, con questo o quell'altro dirigente, o, peggio, con la cessione di un assessorato e/o di qualche altro incarico dirigenziale o di sottogoverno. Fli è nato per altro. Vuole contribuire al cambiamento e, sopratutto a Bari, intende svolgere un compito importante. Sarebbe un errore vanificare questo progetto, in cambio di qualche poltroncina comunale. Chi coraggiosamente ci ha seguito dai primi giorni non ce lo perdonerebbe e quella larga parte dell'opinione pubblica, che ci guarda con curiosità, interesse e speranza, non lo capirebbe.
So bene che nel vecchio ceto politico c'è ancora chi è convinto che i voti si moltiplichino solo stando nelle stanze del potere, ma, appunto, trattasi di vecchi politici, che non hanno ancora compreso che in Italia sta tirando un'aria nuova.
Salvatore Tatarella
Deputato europeo
e Presidente Assemblea Nazionale
Di Admin (del 05/12/2011 @ 19:55:27, in blog, linkato 195 volte)
Ho scritto la scorsa settimana che il Terzo polo dovrebbe già evolversi in qualcosa di più ampio. Oggi aggiungo che in Puglia dobbiamo fare prima il Terzo polo. Lo dico con cognizione di causa, sulla base delle notizie che raccolgo sul territorio.
Parto da Brindisi, dove Udc e Api avrebbero già deciso di replicare a livello comunale l'alleanza, già esistente in Provincia, del cosiddetto Laboratorio Brindisi. Trattasi di una coalizione che, oltre ad Api e Udc, comprende anche il Pd, Sel e la lista del Presidente Massimo Ferrarese. Notizie giornalistiche mai smentite riferiscono che a Trani sempre Udc e Api abbiano intenzione di sostenere la candidatura dell'avv. Ugo Operamolla. Anche qui insieme a Pd e Sel. Indiscrezioni, infine, segnalano che anche a Taranto Udc e Api potrebbero appoggiare il candidato del Pd Michele Pelillo. Tralascio, per il momento, analoghe notizie che provengono da altri comuni minori e sottolineo con preoccupazione che in tre capoluoghi su quattro chiamati al voto di primavera, il Terzo polo sarebbe già morto, ancor prima di nascere.
Ho sempre sostenuto che la costituzione del Terzo polo, essendo sopravvenuta, non dovesse necessariamente mettere in discussione le maggioranze comunali, alle quali Udc e Api avessero dato in precedenza il loro appoggio.
A Brindisi, Taranto e Trani, però, non preesistevano maggioranze di centro sinistra e reputo, pertanto, molto grave che Udc e Api si stiano orientando in quei comuni a fare scelte diverse dal Terzo polo.
Sollecito i Coordinatori regionali Angelo Sanza, Pino Pisicchio e Francesco Divella a valutare con attenzione le conseguenze di scelte elettorali che in Puglia dovessero discostarsi dalla indicazione nazionale di costituire ovunque alleanze di Terzo polo.
Posto che non ravviso ragioni politiche contrarie o eccezionali, che possano giustificarle, dovrei amaramente concludere che, ove si realizzassero, risponderebbero solo a valutazioni di convenienza e opportunismo.
Valutazioni, in ogni caso, assai miopi. Perchè potrebbero spingere anche Fli a stringere alleanze diverse dal Terzo Polo, con il risultato di far naufragare in tutta la regione quel disegno tanto ambizioso, che, in sede politica nazionale, si candida addirittura alla guida del Paese.
Che credibilità potrebbe mai avere, se, alla prima prova locale, non fosse in grado di presentarsi unito?
Possiamo, per il miope calcolo di qualche ipotetico seggio in più oggi, mandare alle ortiche un disegno politico che può regalarci in un futuro non tanto lontano il governo della Nazione e della Regione Puglia?
Di Admin (del 05/12/2011 @ 15:56:52, in blog, linkato 145 volte)
È ancora presto per dare un giudizio definitivo sui primi provvedimenti del Governo di Mario Monti. Aspetto di leggerne il testo completo e la stesura finale che uscirà dal voto del Parlamento.
Sin da ora, però, non mi associo al coro dei facili no e della protesta qualunquista e corporativa. A questa situazione non ci ha portato Mario Monti. Le responsabilità, antiche e recenti, sono note.
La paurosa voragine del debito pubblico è stata creata trent'anni fa e da allora è stata continuamente alimentata. Dai governi di destra, di sinistra e di centro. Così dicasi della giungla pensionistica, fatta di gravi ingiustizie e scandalosi privilegi, e dei costi della politica, lievitati di anno in anno, anche in barba a qualche referendum, che aveva decretato il contrario. Monti è stato chiamato per porre rimedio a questi guasti e ha cominciato a farlo. Con serietà, competenza e verità.
La medicina, amara, fa male a tutti. Ciascuno di noi, stamattina, guardando il proprio portafoglio, lo vedrà più magro e, guardando il proprio futuro, lo vedrà meno roseo. È dura da accettare, ma è bene sapere che a queste misure non c'è alternativa. O ci salviamo ora, e così, o sarà fallimento per l'Italia e per l'Europa.
Tanto per capirci. Debito pubblico, significa che ogni giorno il nostro Paese, quindi ciascuno di noi, paga ai suoi creditori qualche miliardo di euro solo di interessi sul debito. Ripeto, ogni giorno.
Fallimento dell'Italia significa che lo Stato non avrà più denaro per pagare gli stipendi, le pensioni, i servizi e i fornitori. Fallimento dell'Europa significa fine dell'euro, ovvero ritorno alla lira, con una polverizzazione dei nostri patrimoni, che non varranno più nulla. Prudenza, allora, e bando al qualunquismo. Questo è il momento della responsabilità.
Certo, si può e si dovrà fare di più e di meglio. In equità e misure per la crescita e il merito.
A questo dovremo contribuire tutti, sforzandoci di dare il nostro serio contributo di idee e di proposte.
Con la consapevolezza che dobbiamo tutti stringere la cinghia. Per salvare l'Italia e l'Europa e per dare un futuro e una speranza ai nostri figli.
Di Admin (del 29/11/2011 @ 14:34:38, in blog, linkato 146 volte)
La soluzione Bonomo per gli uffici giudiziari va sostenuta senza se e senza ma. Questa telenovela dura da troppo tempo. È inammissibile che la politica barese discuta della sede degli uffici giudiziari da oltre trent'anni, senza trovare una soluzione. È la più evidente e duratura manifestazione del suo fallimento. Capisco anche i colossali interessi fondiari, professionali e imprenditoriali in gioco, ma la soluzione Bonomo, trattandosi di proprietà pubblica, taglia le unghie a ogni possibile speculazione. Certo, a voler essere puntigliosi, anche questa non è la soluzione ottimale, ma, allo stato, senza dubbio, è la sola possibile, la più economica e la più veloce. Mi auguro, che la missione del sindaco Emiliano a Roma abbia successo e che il Consiglio comunale di Bari sappia trovare un momento di unità, senza farsi travalicare e condizionare dai forti interessi in campo. La giustizia a Bari viene amministrata da troppi anni in sedi inidonee e poco dignitose, come quelle del Tribunale per i minori, del Giudice di pace, e degli uffici penali di via Nazariantz. La soluzione Bonomo, accorpando tutti questi uffici, ha anche il pregio, non secondario, di valorizzare un importante immobile pubblico, sottraendolo a un delittuoso degrado da abbandono.
Di Admin (del 28/11/2011 @ 10:24:19, in blog, linkato 109 volte)
Nessuno mi dia del visionario, o pensi che io voglia tardivamente scimiottare l'ormai celeberrima tesi di "oltre il polo", che tanta fortuna politica portò a Pinuccio. I tempi sono diversi, ma oggi, come allora, partiti e alleanze attuali già manifestano la loro insufficienza a fare uscire il Paese dalla crisi. Ho già avuto modo di sottolineare quanto sciocca sia la tesi di chi vede in questo governo la tomba della politica. È vero il contrario. Proprio in questo momento la politica può svolgere un ruolo altissimo, indicando obiettivi di crescita, proponendo soluzioni concrete, cancellando cattive consuetudini, pensionando classi dirigenti inadeguate, introducendo criteri meritocratici, inaugurando stagioni di legalità e costruendo, infine, nuovi strumenti di partecipazione politica. Questo compito spetta a tutti i partiti e a Fli in particolare, che, sebbene sorto da poco e ancora lontano dall'essere una robusta pianta, non può tirarsi indietro o restare alla finestra. Quando il treno della storia ti passa davanti, devi saltarci sopra o resti a terra per sempre. Non si tratta, ovviamente, di archiviare una creatura appena nata. Anzi, Fli va irrobustita, ma con la consapevolezza che, con questo Governo, è cambiato completamente lo scenario politico, tanto da rendere già vecchi e desueti anche partiti e alleanze nate di recente. Mi spiego, sottolineando che la durata di questo Governo metterà a dura prova la compattezza e la stessa sopravvivenza di tutti i partiti, rimescolando le carte dentro e fuori gli schieramenti. Avendo questa consapevolezza, tutto il Terzo Polo, senza tralasciare l'ordinario rafforzamento delle attuali strutture partitiche, ha il dovere di guardare oltre. L'idea potrebbe essere quella di dar vita ad una grande Costituente della Nazione ( ma il nome potrebbe essere anche un altro ), promossa dai partiti del Terzo Polo e da tutte quelle altre componenti, singole e associate, che vogliono partecipare al difficile compito della ricostruzione nazionale. Non dobbiamo chiedere a nessuno di entrare in un partito esistente, ma chiedere a tutti di partecipare alla costruzione di un nuovo e più ampio contenitore. Di fronte a questa sfida, affascinante e terribile allo stesso tempo, fa sorridere qualche gnomo, anche fra noi, che ancora si attarda a contare tessere, come nei partiti di una volta, senza comprendere che oggi l'Italia ha bisogno di nuove classi dirigenti, che non si pongano il problema della loro sopravvivenza, acquistando tessere un tanto al chilo, ma che, invece, siano pronte a impegnare ogni loro energia per ridare una speranza e un futuro al Paese. Insieme al consolidamento di Fli e al rafforzamento del Terzo polo, esploriamo, quindi, la possibilità di un contenitore più vasto e plurale, dove possano trovare accoglienza, non solo tutti i delusi dal declinante bipolarismo forzato, ma anche quanti, in questo momento di crisi generale, sentono primariamente la necessità di porsi al servizio della Nazione.
Di Admin (del 05/08/2010 @ 18:26:14, in blog, linkato 581 volte)
Quest'estate il Cavaliere deciderà se puntare tutto sulle elezioni anticipate. Il rischio è elevato. Deve cercare il pretesto, posto che i finiani hanno già detto che non intendono far cadere il governo. Deve dimettersi, ammettendo di non avere più la larga magioranza uscita dalle elezioni, un'ammissione di fallmento. Deve convincere il Presidente della repubblica. Deve dare agli italiani una spiegazione politica plausible, che non sia la sua personale voglia di sbarazzarsi di Fini. Con il rischio che Napolitano dia l'incarico di formare il governo a una diversa personalità, che questi trovi in Parlamento una maggioranza di responsabili, che comunque resti in carica sino alle elezioni. Particolare non trascurabile, Berlusconi non potrebbe più avvalersi del legittimo impedimento, i processi riprenderebbero e per quello di Milano è prevedibile la condanna, essendo già stato condannato Mills. Conviene rischiare tanto? Lo so Gasparri insiste, ma Gasparri è lo stesso che aveva garantito a Berlusconi che on Fini non sarebbero andati più di 10 deputati. ce ne sono andati 34. Berlusconi vuole ancora dargli retta? Il rischio è solo il suo.
Di Admin (del 04/08/2010 @ 19:28:14, in blog, linkato 401 volte)
Sulla mozione Caliendo si è verificato un fatto assai rilevante, destinato a produrre significative evoluzioni bdel quadro politico. Non mi riferisco al voto, che era scontato, nè alla tenuta del Governo, che può essere messo a rischio solo da improvvide manovre di Berlusconi e dei suoi consiglieri più arrabbiati.
Mi riferisco,invece, all'inedita convergenza sul voto di parlamentari e di gruppi appartenenti a schieramenti diversi, di maggioranza e di opposizione. Non si tratta di una nuova forma di inciucio o di una marmellata indigesta. Nè si vuole mandare in soffitta il bipolarismo.Non ci saranno salti della quaglia. Ognuno resterà al suo posto, fedele all'impegno preso con gli elettori. Futuro e Libertà per l'Italia resterà nella maggioranza, e gli altri resteranno all'opposizione. Di diverso e di rilevante c'è solo che 85 parlamentari sono da oggi disposti a confrontarsi e anche a trovare delle intese, se il senso di responsabilita, il senso dello Stato e l'interesse del Paese lo richiederanno. Il bipolarismo è confronto e altrentativa, ma non necessariamente scontro a prescindere. Sopratutto quando sarà il gioco l'interesse del Paese-
Di Admin (del 03/08/2010 @ 20:46:30, in blog, linkato 520 volte)
La sospensione per ferie della pubblicazione di Puglia d'oggi favorisce la ripresa di questo blog.Avevamo in programma di farlo dopo aver ristrutturato questo sito, ma l'eccezionalità della situazione politica italiana e regionale impone una nostra pur limitata presenza.
Speriamo di non annoiare i lettori, ai quali comunque rivolgiamo u nostri auguri di buone vacanze.
Nei nostri commenti cercheremo di essere sobri ed essenziali.
Di Admin (del 30/07/2009 @ 10:49:35, in Politica, linkato 670 volte)
L’intervento ancora una volta risolutore di Silvio Berlusconi ha restituito chiarezza ad un dibattito sul Sud e sul suo ipotizzato “partito” che stava diventando stucchevole o pericoloso. Dal nostro punto di vista il meridionalismo maturo non si costruisce attraverso una contrapposizione speculare e temeraria con il “nordismo” della Lega: questo percorso, risibile sul piano dei contenuti, riduce il problema del Mezzogiorno a mera questione autonomista, mentre il progresso del Sud è questione nazionale ed europea per eccellenza. Solo il rilancio del Meridione e la riduzione dell’intollerabile forbice fra alcune aree di esso e il resto del Paese può far ritenere, a centocinquant’anni dalla sua proclamazione, l’unità nazionale finalmente compiuta. Ha ragione il presidente del Consiglio a dire che la bandiera del Sud fa troppo spesso da copertura a personali ambizioni di potere; ed è tempo che i meridionali divengano consapevoli che un certo Sud, quello di cui sono emblema i demagoghi di oggi, è il loro peggior nemico. I detrattori e gli affossatori dell’ansia di riscatto del Mezzogiorno non abitano a Roma, a Milano o a Bruxelles, per quanto sia necessario in questi luoghi tener desta l’attenzione e vigilare contro il ricorrente e becero pregiudizio; i nemici del Sud sono nei governi regionali incapaci di migliorare il tasso di utilizzo e la qualità di impiego dei fondi europei; sono nella litigiosità politica e tecnica che rende travagliato e spesso proibitivo il cammino delle grandi realizzazioni infrastrutturali, che nega al Sud strategie per l’utilizzo condiviso e ragionevole delle proprie risorse; sono nel malcostume parassitario e irresponsabile che fa ritenere le regole un optional e il senso civico una perdita di tempo. Appartenere ad un territorio, sentirsi al suo servizio, significa voler crescere con lui, volersi educare con lui, voler proporre con lui, non rinchiudersi in una becera miopia particolaristica. Il Sud è Italia. Ed è compito –questo sì urgente ed indifferibile- della politica e dei politici meridionali contribuire a creare una grande forza nazionale, radicata nel Paese e in Europa, che non abbia costantemente bisogno del provvidenziale intervento del leader per fare chiarezza e dire la verità agli Italiani.
Nel poco credibile derby fra Nord e Sud che occupa in questi giorni le pagine dei giornali l'aspetto che desta maggiore indignazione è la spudoratezza di certi aspiranti portabandiera del cosiddetto partito del Mezzogiorno, a cominciare da Antonio Bassolino per finire a taluni personaggi di varia provenienza in cerca di un posto al sole. Nelle loro biografie, nei loro itinerari istituzionali, nel loro agire pubblico è scritta in filigrana la tragedia del Sud, l'amara sua storia di attese tradite e occasioni perdute. Dissiparono risorse, e schiamazzano per poterne avere altre; devastarono il sistema delle autonomie, ed invocano statuti paraesistenti; sostituirono la clientela al merito ed eressero il priviliegio a regola e cianciano di soprusi subiti. "Giu le mani dal Sud", è lo slogan che vorremmo indirizzare a tutti costoro, respingendo il sordido e paradossale riciclaggio che vorrebbero praticare.
Di Admin (del 08/05/2008 @ 12:28:45, in Governo, linkato 13794 volte)
Salutiamo con grande soddisfazione l'ingresso del pugliese Raffaele Fitto nel Governo di Silvio Berlusconi. La nomina premia il valore e la competenza del giovane parlamentare pugliese, che nel dicastero affidatogli porterà il patrimonio di conoscenze e di esperienze maturate negli anni de positivo governo della Regione Puglia.
Peccato che nella squadra ministeriale non sia entrata anche Adriana Poli Bortone, che avrebbe potuto spendere più di una competenza. Una perdita grave per la Puglia, che potrà essere solo parzialmente risarcita con un incarico di Vice Ministro. E Vice Ministro sarà pure Alfredo Mantovano, che potrà tornare oltremodo utile al nostro territorio, se, come sembra, tornerà al Viminale. Ai nostri tre rappresentanti i più vivi complimenti ed auguri sinceri di buon lavoro.
Ringrazio Enzo Pece per avermi invitato a riempire questo colonnino settimanale. Lo considero di buon augurio per la città. Nel corso dell’ormai lontano 1993 fui proprio io a fondare il settimanale La Scopa, con l’intento dichiarato di preparare le condizioni per un cambio di maggioranza al Comune. Poi, ciò accadde effettivamente, anche grazie all’anticipato scioglimento del Consiglio comunale.
La storia, oggi, parrebbe ripetersi. C’è un giornale, che porta lo stesso nome di allora. C’è, come allora, una grande voglia di cambiamento. Infine, potrebbe esserci, come allora, lo scioglimento anticipato del Consiglio Comunale.
L’appuntamento è per il 30 maggio sul bilancio di previsione. Se l’opposizione sarà tutta presente e se Valentino non troverà sedici voti per far passare il bilancio, il Consiglio comunale sarà sciolto e commissariato. Non sarà un male. Anzi sarà un bene.
E’ possibile che, con un funzionario prefettizio, cessino le spese clientelari e senza controllo e che la macchina comunale funzioni meglio e senza favoritismi. E che il Commissario lavori meglio con il nuovo Presidente della Provincia ed il nuovo Governo Berlusconi, che già potrebbero riversare sulla nostra Città una migliore attenzione.
Salvatore Tatarella
Di Admin (del 23/04/2008 @ 13:01:13, in Puglia, linkato 1056 volte)
Il Tar Puglia ha reitegrato il Presidente del Parco Nazionale del Gargano,avv. Giandiego Gatta.
I giudici amministrativi hanno reso giustizia al giovane ed attivo Presidente del Parco, arbitrariamente rimosso dal Ministro Pecoraro Scanio. Il centro sinistra colleziona un nuova brutta figura.
A Giandiego gli auguri di buon lavoro.
Di Admin (del 23/04/2008 @ 12:40:16, in Politica, linkato 1078 volte)
Gli elettori sin dal 13 di aprile hanno scelto a larghissima maggioranza il nuovo Presidente del Consiglio, che, però, non si può ancora insediare. Un vecchio rituale parlamentare ed una Costituzione, ormai diventata incompatibile con i nuovi tempi che richiedono decisioni rapide e tempestive, stanno rallentando l'avvicendamento tra il Presidente sfiduciato on. Prodi e il nuovo Capo del Governo, on. Berlusconi. Negli altri paesi europei di democrazia matura e moderna il nuovo Capo del Governo viene immesso nell'esercizio delle funzioni subito dopo la proclamazione dei risultati elettorali. Da noi, con la nostra Costituzione, si perde quasi un mese. Un lungo interregno, che non ha alcuna ragione di resistere. Fra la tante riforme da fare, questa é una delle prime. Per non perdere tempo prezioso, per rispettare la volontà degli elettori ed anche per evitare il penoso balletto di questi giorni sui probabili ministri, viceministri e sottosegretari. Una commedia della quale gli italiani farebbero volentieri a meno e che pensavano di aver cancellato definitivamente con il voto del 13 di aprile. Il vecchio resiste e, a volte, ritorna.Speriamo sia l'ultima.
Di Admin (del 22/04/2008 @ 16:36:47, in Elezioni, linkato 604 volte)
Dall'Udc pugliese ci attendiamo più chiarezza. A Foggia l'Udc ha scelto di apparentarsi con il Popolo della Libertà. A Gallipoli, invece, con il Partito Democratico. Un atteggiamento altalenante che non giova alla correttezza dei rapporti fra i partiti e, se mi è consentito, nemmeno alla stessa immagine dell'Udc. I tempi della politica dei due forni sono tramontati per sempre e gli elettori preferiscono la chiarezza e la coerenza. Ne tengano conto, almeno per il futuro, i dirigenti dell'Udc.