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Edicolanti, lo Snag conferma i tre giorni di sciopero

Mentre il Sinagi-Cisl ha accettato il rinvio dello sciopero, gli edicolanti delle province Bari – BAT aderenti a SNAG-Confcommerico confermano l’astensione dal lavoro indetto per tre giorni di fila da domenica 24 a martedì 26 febbraio compresi, in concomitanza con le elezioni politiche, per richiamare l’attenzione sullo stato di profonda crisi della categoria e contro il silenzio del governo e della Fieg.

“La nostra organizzazione – dice Antonio Losapio, presidente Snag-Confcommercio Bari-Bat- forte di oltre 12.000 associati su tutto il territorio nazionale ritiene irresponsabile desistere dall'azione di protesta: questo è l'unico momento nel quale si può far toccare con mano l'insostituibile ruolo delle edicole nell'assicurare il diritto costituzionale all'informazione. Vogliamo far capire al governo attuale e al futuro esecutivo, agli editori e ai cittadini quanto sia importante la possibilità di accedere all’informazione. La stampa quotidiana e periodica, infatti, non è un bene commerciale ma garantisce il diritto di informare ed essere informati sancito dalla nostra Costituzione. E invece negli ultimi anni in Italia sono state chiuse 10 mila edicole, di cui 2.000 solo nel 2012, bruciando 20 mila posti di lavoro”.

“Diventa fondamentale a questo punto intervenire urgentemente per effettuare la necessaria riforma dell’editoria dettando delle regole che coniughino la libertà d’impresa con il diritto all’informazione consentendo all’edicolante di esercitare liberamente la propria impresa senza essere soggetto ad abusi di posizione  dominante da parte della Distribuzione”.

“Il governo deve anche chiarire a Regioni, Province e Comuni – prosegue Losapio - che il nostro è un servizio di pubblica utilità e che le autorizzazioni rilasciate dai Comuni servono a garantire l’equilibrata presenza sul territorio dei punti vendita. Gli Editori devono riprendere le trattative per il rinnovo o la revisione dell’Accordo Nazionale attualmente esistente; servono poche e precise regole che siano rispettate da tutti gli attori della filiera, nessuno escluso. Occorre rivedere - al rialzo - l’aggio sulle pubblicazioni quotidiane e periodiche, per adeguarlo sia al duro lavoro richiesto agli edicolanti per garantire il servizio ai cittadini ogni giorno, sia per adeguarlo al reale costo della vita”.

Scritto da Redazione
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