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Bridgestone, Bari costa troppo e chiude, mentre si aprono stabilimenti in India e in Cina

Solo una questione di crisi? Secondo la Bridgestone si. Sarà, ma mentre Bari si appresta a chiudere, si aprono altri stabilimenti. Ovviamente in Cina ed ovviamente in India.

Bridgestone Europe ha avviato le procedure per la chiusura dello stabilimento di pneumatici per auto di Bari-Modugno. Prevista la cessazione delle attività dello stabilimento non oltre la prima metà del 2014. La fabbrica di Bari è uno degli 8 impianti di pneumatici del Gruppo in Europa e dà lavoro a 950 persone che, adesso, rischiano seriamente di perdere il proprio posto di lavoro.

Restano, invece, attivi in Italia il centro tecnico ad Aprilia, vicino Roma, e l'ufficio vendite ad Agrate Brianza.

La decisione è dovuta al calo strutturale della domanda nel segmento degli pneumatici per auto che, nel complesso, è scesa "dai 300 milioni di unità del 2011 ai 261 milioni del 2012 (-13%)''.

Ma il punto è che mentre viene chiuso lo stabilimento di Bari, uno degli 8 attivi in Europa, il colosso del pneumatico ha annunciato ingenti investimenti, anche in tempo di crisi, ma altrove: meno di un mese fa la stessa Bridgestone inaugurava un nuovo impianto in India e annunciava un accordo per aprirne un altro in Cina.

Allo stato attuale anche una riconversione dello stabilimento pugliese nella produzione di gomme di alta gamma, quelle per cui la crisi è meno forte, appare complicata, "sia per la logistica che per la struttura tecnica" secondo l'azienda.

In altre parole: riconvertire costa troppo, in Puglia non ci sono le condizioni economiche per andare avanti. In soldoni: il lavoro costa troppo, preferiamo spostarci in Cina ed in India.

In merito all’avvio delle procedure per la chiusura dello stabilimento il sindaco Michele Emiliano ha così commentato: “la notizia è di quelle che asciugano la saliva della bocca e scatenano sentimenti di disperazione. Noi non possiamo permettere la chiusura di questo stabilimento, che pure tanti dolori ha provocato per le numerose malattie verificatesi tra gli operai che negli anni hanno prestato la loro opera nello stabilimento di Bari. È questa la ragione per la quale occorre immediatamente incontrare i vertici aziendali europei in modo da esaminare ogni possibile via per scongiurare la chiusura dell’unità produttiva. Assieme al presidente della Regione Nichi Vendola sono pronto a cominciare quest’ennesima battaglia all’ultimo sangue”.

Scritto da Roberto Mastrangelo
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