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Cassa integrazione in calo? Sempre più aziende chiudono!

Cassa integrazione in calo a febbraio sia sul versante nazionale (-10,9%) che su quello regionale della Puglia (-2,2%). Malgrado il segnale positivo del mese di febbraio, tuttavia, i dati Inps non si prestano ad interpretazioni ottimistiche. In particolare in Puglia, nei primi due mesi del 2013 si registra un rialzo della cassa integrazione del 44,3% rispetto allo scorso anno (8,8 milioni di ore a fronte di 6,1 milioni di ore). Diventano addirittura pesantissimi se comparati con il 2008, anno di inizio della crisi (+282,6%).

Nel merito, le aziende della Puglia autorizzate dall’Inps allo strumento della cassa integrazione ordinaria (Cigo) sono diminuite del 24,4% su gennaio scorso ma risultano cresciute del 14,1% rispetto a febbraio 2012. Relativamente alla cassa integrazione straordinaria (Cigs) aumentano le ore autorizzate dell’Inps sia sul precedente dato di gennaio 2013 (+11,6%) che su febbraio 2012 (+30,5%).

“Impensierisce molto, per la nostra regione, il dato della Cigs – è il commento di Aldo Pugliese, Segretario Generale della UIL di Puglia e di Bari - perché viene autorizzata nell’ipotesi di ristrutturazione aziendale. Ne deriva che sempre più aziende stanno cessando l’attività produttiva. Quindi, non si tratta di una difficoltà temporanea come accade nel caso della Cigo”.

Infine, torna a correre la cassa in deroga (Cigd) in Puglia segnando un rialzo del 54,9% rispetto a gennaio scorso. “Il dato ultimo della Cigd – prosegue Aldo Pugliese - in realtà non rispecchia esattamente la realtà di crisi devastante che caratterizza il ciclo economico. Infatti, le ore autorizzate di cassa in deroga assumerebbero proporzioni esponenziali se non si fossero verificate le incertezze intorno allo strumento legate per un verso al blocco dei decreti attuativi in riferimento alle ultime mensilità dello scorso anno e per l’altro, alle interpretazioni burocratiche che bloccano il pagamento delle indennità per l’anno 2013”.   

“Occorrono misure tangibili – chiosa il Segretario regionale della UIL -. In quest’ottica significativa sarebbe la riduzione delle tasse sul costo del lavoro, lo snellimento dell’iter burocratico che ritarda, anche di anni, l’avvio di piccole e grandi opere, una maggiore flessibilità del sistema creditizio nei confronti di imprese in momentanea difficoltà e che così, dunque, riprenderebbero la marcia. Misure, in sostanza, che diano ossigeno al mercato del lavoro, unico grimaldello in grado di rimettere in moto i consumi e l’economia in generale”.

Scritto da Redazione
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