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Agricoltura, un anno di cifre per la Cia

Una annata pressocchè immutata nella sua criticità. Si potrebbe definire così il 2012 per la Cia. Questa mattina a Taranto, infatti, si è tenuta la presentazione, presso la Camera di Commercio Cittadella delle Imprese, dei dati della annata agraria 2012 e le prospettive per l'anno 2013.

Nell’annata agraria 2012 sono rimasti quasi intatti i fattori di criticità rivenienti dagli anni precedenti; vi è però da rilevare che vi sono dei timidi segnali di inversione di tendenza che ci fanno ben sperare per un futuro più proficuo per il nostro sistema agricolo ed agro-alimentare.

Anche il 2012 si è caratterizzato per il segno negativo nel saldo delle iscrizioni e cancellazioni presso la Camera di Commercio di Taranto; infatti a fronte di 392 richieste di iscrizione, vi sono state 604 richieste di cessazione con un saldo negativo di –212.

Di per se, questo dato è preoccupante, ma comunque vistosamente più contenuto rispetto al dato dell’anno precedente (al 31 dicembre 2011 era stato registrato un saldo negativo di –460). Il dato complessivo delle aziende agricole iscritte nel REA (repertorio economico amministrativo) della Camera di Commercio al 31 dicembre 2012 è di 11.717; si tratta del secondo settore dal punto di vista numerico.

Il Valore Aggiunto dell’intero comparto (agricolo ed agro-alimentare) ha fatto registrare nel corso dell’anno 2012 un incremento del 3,5% (in valori assoluti si è passati da 502 milioni di euro dell’anno 2010/2011 a 520 milioni di euro del 2011-2012. Questa performance è stata possibile ottenerla grazie ad alcuni prodotti sempre più pregiati della nostra agricoltura, come i vini DOP e IGP, l’olio d’oliva extra-vergine, ma soprattutto, grazie all’export del nostro agro-alimentare, che continua a mietere successi a livello internazionale. Infatti, nel 2012 si è registrato un +2% ed ha visto un incremento importante, anche se ancora non sostanziale, di aziende del nostro territorio che hanno scelto di internazionalizzarsi scommettendo sull’export. Per quanto riguarda i costi, anche nel 2012 è continuata “l’escalation” dei rincari su tutte le principali voci di costo.

In particolare, possiamo notare che i maggiori rincari si sono registrati per i mangimi +14,8%, per i mezzi meccanici +14%, per gli energetici +7% e per i carburanti +6%. Ovviamente, vi è da considerare l’incidenza negativa dell’IMU che è stato l’ennesimo balzello piovuto sulle spalle degli agricoltori, in un anno in cui di tutto c’era bisogno meno che di ulteriori aggravi. La bilancia dei prezzi è stata mantenuta da alcuni prodotti particolari del nostro sistema agro-alimentare, come il vino, l’olio, gli ortaggi etc; purtroppo, su molte altre colture permane il segno meno, soprattutto a causa della congiuntura interna, degli effetti della crisi che per alcune colture, addirittura, ha fatto registrare un vero e proprio crollo dei consumi con conseguente speculazione sui prezzi.

Un dato molto importante riguardante il nostro vino ed il nostro olio è la percentuale di prodotto imbottigliato rispetto al prodotto venduto sfuso che di anno in anno aumenta in modo significativo. Fino a dieci anni fa, questa percentuale era superiore all’80%; oggi possiamo dire che, grazie alla propulsione delle politiche di aggregazione, dell’export e della conquista di diversi mercati in termini di visibilità, questa percentuale si è ridotta a poco più del 50%. A tal proposito, il nostro vino primitivo  è stato riconosciuto il miglior vino d’Italia secondo diverse guide di settore; anche i nostri oli extra-vergine si stanno facendo apprezzare sempre più dai mercati.

L’agricoltura della provincia di Taranto, inoltre, è uno dei settori che maggiormente assorbe manodopera a livello provinciale; essa assorbe infatti, circa 30.000 braccianti, con oltre 4.000.000 di giornate movimentate, la cui gran parte, ovviamente  si sviluppano nella zona occidentale della nostra provincia ove è presente in maniera preponderante un’agricoltura intensiva. All’interno dello scenario economico provinciale l’export, come già detto in premessa, sta assumendo sempre più un ruolo importantissimo che sempre più aziende stanno decidendo di intraprendere la strada dell’internazionalizzazione.

Questi risultati positivi si sono ottenuti e si stanno ottenendo grazie all’intraprendenza delle aziende dettata dalla stagnazione del mercato interno e dalla congiuntura negativa, ma anche grazie a una serie di misure di sostegno all’export, istituzionali e non, che ne hanno favorito il passaggio. Da questo punto di vista, molta importanza la riveste la nostra Camera di Commercio e la sua azienda speciale SUBFOR che già da qualche anno hanno avviato dei programmi molto intensi per l’internazionalizzazione delle imprese.

Per il 2013 la CIA propone: che il Governo nazionale metta in agenda il settore primario, affinché venga attuata una politica di contenimento ed abbattimento dei costi, nonché una seria politica di sburocratizzazione, poiché il gravame degli adempimenti amministrativi per le aziende è diventato insostenibile. Alla Regione Puglia la Cia chiede di dotarsi di un piano per l’export e di valorizzazione del made in Puglia; favorire politiche di aggregazione delle imprese e del prodotto; favorire una politica del credito verso le imprese agricole che veda sempre più protagonisti i soggetti intermediari di secondo grado, come Interfidi e Consorzi fidi; completare ed ottimizzare l’infrastrutturazione del territorio con la nuova Legge regionale sulle acque, la riforma dei Consorzi di bonifica.

Alle aziende agricole la CIA propone di proseguire sulla strada dell’internazionalizzazione, sapendo che, da questa attività si possono ottenere solo risultati positivi per l’intero comparto.

Alla conferenza stampa  hanno partecipato, tra gli altri, il neo Assessore alle Risorse Agroalimentari della Regione Puglia Fabrizio Nardoni, il Presidente e il Segretario Generale della Camera di Commercio di Taranto Luigi Sportelli e Francesco De Giorgio.

Scritto da Redazione
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