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Magneti Marelli, la posizione di Fiom e Cgil

Sulla vicenda Magneti Marelli, e sul mancato investimenti sullo stabilimento di Bari, interviengono i dirigenti provinciali della Fiom e della Cgil, con una presa di posizione congiunta in cui denunciano quelli che, a loro avviso, sono i veri motivi dell'azienda. Eccone il testo.

"I timori della Cgil erano fondati: quello che sta avvenendo alla Magneti Marelli di Bari è un atto strumentale ed è la conseguenza di quel meccanismo a catena che temevamo si innescasse. Il presagio si è concretizzato. Attraverso le minacce di delocalizzazione e di chiusura delle aziende si crea un vero e proprio ricatto occupazionale e la mortificazione del ruolo del sindacato con conseguente lesione dei diritti dei lavoratori.

E’assurdo che l’azienda metta in discussione un investimento di dieci milioni di euro di cui 3 milioni e mezzo di finanziamenti pubblici per una normale vertenza sull’organizzazione del lavoro, cosa che è sempre avvenuta nell’ambito delle fisiologiche dinamiche di confronto e della dialettica sindacale che esiste in tutte le aziende e che non ha mai provocato grandi stravolgimenti.

Il sindacato non è un soggetto neutro all’organizzazione del lavoro e non è un caso che della stessa si è sempre discusso anche alla Magneti Marelli. Deduciamo quindi che la volontà è quella di annientare il ruolo del sindacato ed in particolare della Fiom che nell’ultimo periodo ha chiesto legittimamente, avanzando diverse proposte, di poter modificare le scelte aziendali che non migliorano l’efficienza, ma al contrario mortificano la dignità dei lavoratori.

La Fiom è sempre stata disponibile a discutere con la Magneti Marelli. E’dallo scorso gennaio che sono cominciate le richieste di incontro ma ad ora non vi è stato alcun riscontro da parte dei vertici aziendali.

E’inutile creare un caso strumentalizzando le posizioni della Fiom. Si dica chiaramente se si vuole realmente investire nel nostro territorio o se si pensa a delocalizzare scegliendo territori dove la dignità del lavoratore viene calpestata a basso costo.

A questo punto chiediamo l’apertura di un tavolo di confronto anche con le istituzioni locali che come per il recente caso Bridgestone, possano fare sinergia e provare ad analizzare la vicenda nel merito".

Pino Gesmundo

Segretario Generale Cgil Bari

Antonio Pepe

Segretario Generale Fiom Cgil Bari
Scritto da Redazione
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