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L'appello della Uil ai parlamentari pugliesi: no tax area e zfu

“La creazione, dopo oltre due mesi di attesa, di un Governo nazionale, smonta qualsiasi alibi: è finito il tempo delle beghe e degli indugi, si offrano subito risposte serie, sotto forma di misure concrete, per sviluppo e crescita economica. Il premier Letta ed il neo ministro allo sviluppo economico Zanonato hanno posto, nelle loro intenzioni programmatiche, il Mezzogiorno ed il lavoro tra le priorità. Ci auguriamo che le intenzioni non restino tali”.

Tra le urgenze che la nuova squadra di Governo dovrebbe affrontare, il Segretario Generale della UIL di Puglia, Aldo Pugliese, inserisce “la pratica e immediata attuazione della no tax area e delle Zone Franche Urbane”.

“Lanciamo un appello – dice Pugliese – ai parlamentari pugliesi affinché l’ennesima opportunità di rilancio dell’economia e del mercato occupazionale del Sud e della Puglia non vada dispersa, sommersa nei meandri degli interessi politici. L’applicazione della no tax area e delle Zone Franche Urbane, prevista da una legge nazionale e finanziata con fondi Cipe dedicati a tale scopo già nel 2012, permetterebbe di ridurre sensibilmente il carico fiscale sulle imprese locali, grazie all’esenzione dalle imposte sui redditi, dall’Irap, dall’Ici e dal versamento dei contributi previdenziali, stimolando pertanto la crescita imprenditoriale e occupazionale, soprattutto nelle piccole e medie imprese, di cui il nostro tessuto economico e produttivo è estremamente ricco. Rimettere in moto tale meccanismo significherebbe conferire una spinta propulsiva essenziale per lo sviluppo economico e sociale di quartieri ed aree urbane falcidiate dal disagio sociale, economico e occupazionale, senza dimenticare la favorevole ricaduta sui consumi, grimaldello essenziale per dare nuova linfa al sistema produttivo pugliese”.

Il Segretario Generale della UIL di Puglia propone inoltre “l’estensione dei benefici provenienti dalla no tax area anche alle aree portuali. In particolare, a Taranto, si potrebbe riproporre il modello Trieste, permettendo così allo scalo ionico di divenire finalmente competitivo rispetto agli altri grandi porti europei e nordafricani, colmando il terreno perduto da anni di immobilismo e sfruttando appieno le sue enormi potenzialità strutturali e geografiche, di imporsi, quindi, quale assoluto protagonista nello scenario mediterraneo, proponendosi come scalo strategico nei flussi commerciali e non verso il Medio Oriente e il Nord Africa”.

A proposito di trasporti e della proposta governativa di un sistema “solidale”, Pugliese sottolinea come “per ciò che concerne la Puglia, sarebbe già importante garantire una rete trasportistica degna di tal nome. Non ci dimentichiamo che il nostro territorio è stato letteralmente dimenticato da Trenitalia, per tacere dell’ormai biblica attesa oper l’alta capacità Bari-Napoli,  della poca efficienza dei trasporti locali, della scarsità delle opzioni per il trasporto su gomma e della ventilata volontà di sminuire ad aeroporti di serie B gli scali di Grottaglie e Foggia, nonostante i chiari e dimostrati vantaggi che un loro funzionamento a pieno regime garantirebbe all’economia regionale. Si tratta di carenze che non solo hanno condannato i cittadini pugliesi ad uno stato di sostanziale isolamento, inconcepibile in considerazione del fatto che il diritto alla mobilità è riconosciuto come fondamentale dall’Unione Europea, ma hanno penalizzato le aziende locali, specialmente in settori vitali come il turismo e il commercio, costrette a sopportare costi extra rispetto alla concorrenza nazionale e internazionale”.

Tra le priorità del nuovo Esecutivo è stato inserito anche il reddito minimo per le famiglie bisognose con figli. “La situazione attuale – conclude Pugliese – impone un’attenta tutela al reddito delle famiglie più in difficoltà, anche in considerazione del tasso di povertà crescente, che in Puglia si è quasi raddoppiato negli ultimi due anni. Ecco perché sicuramente l’idea di introdurre un reddito minimo per chi stenta a raggiungere la soglia di sopravvivenza ci trova estremamente favorevoli. Così come non può essere prorogata oltremodo la soluzione della questione relativa ai fondi da destinare alla cassa integrazione in deroga”.

Scritto da Redazione
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