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Cartelle Equitalia, lo Stato non può pretendere il contributo unificato sulla singola cartella quando l'impugnazione è unica

 

Lo Stato e la Giustizia non possono pretendere da parte del cittadino il pagamento dei contributi unificati per ogni singolo accertamento quando il cittadino adisce in maniera unica contro più cartelle esattoriali di Equitalia.

La Commissione Tributaria Provinciale di Bari ha accolto la richiesta di sospensione presentata da un pensionato barese che si era opposto alla pretesa del Ministero dell’Economia e delle Finanze – Direzione della Giustizia Tributaria – Commissione Tributaria Provinciale di Bari, per il pagamento di una ulteriore somma  per contributo unificato (una tassa che lo Stato richiede a tutti i cittadini che intendono adire la Giustizia), dietro minaccia di ulteriori sanzioni pari fino al 200 %.

Era stato già ripreso dagli organi di stampa il caso del pensionato barese di quasi 70 anni che, a ridosso di ferragosto del 2012, si era visto recapitare da Equitalia Sud spa ben 18 intimazioni di pagamento nell’arco di pochissimi giorni, con le quali gli era stato richiesto di pagare entro 5 giorni  complessivi € 44.000,00 circa oltre sanzioni ed interessi. In gran parte dei casi si trattava di cartelle notificate oltre 10 anni prima, e quindi prescritte. Per evitare pignoramenti il cittadino era stato costretto a rivolgersi alla Commissione Tributaria di Bari per contestare la richiesta di pagamento di somme prescritte.

Le amare sorprese non erano però terminate per il pensionato barese, il quale si era visto recapitare dal Ministero dell’Economia e delle Finanze – Direzione della Giustizia Tributaria – Commissione Tributaria Provinciale di Bari, una ulteriore richiesta di pagamento per contributo unificato (una tassa che lo Stato richiede a tutti i cittadini che intendono adire la Giustizia). Secondo il Ministero, il cittadino deve pagare il contributo unificato per ciascuna cartella impugnata e non sommare l’importo delle cartelle notificate e contestate in un unico giudizio.

La differenza non è di poco conto poiché, ad esempio, nel caso in questione, a fronte di un esborso di €  250,00 il Ministero richiedeva una integrazione di ulteriori € 730,00-

Tale avviso bonario di pagamento era stato impugnato dal pensionato, assistito anche in questa fase della vicenda dall'Avv. Massimo Melpignano, che è V.Presidente dell'Adusbef Puglia.

La vicenda, segnalata all'attenzione anche del Garante del Contribuente della Puglia, è stata esaminata dalla Commissione Tributaria Provinciale di Bari – Presidente Durante, Relatore Liuzzi -, che con ordinanza del 22/4/2013 ha sospeso la richiesta del Ministero di ottenere un ulteriore pagamento del contributo unificato da parte del pensionato barese.

“La Commissione Tributaria di Bari ha ritenuto ad un primo esame la fondatezza del diritto fatto valere dal pensionato – afferma l'Avv. Massimo Melpignano –. Il punto non è sottrarsi ai propri obblighi verso lo Stato, ma impedire che lo Stato assuma atteggiamenti vessatori verso i cittadini imponendo il pagamento di somme non dovute (come in questo caso l'integrazione del contributo unificato richiesta dal Ministero). Intendiamo ottenere Giustizia sostanziale e definitiva su questo aspetto – prosegue Melpignano - ed abbiamo già richiesto che venga investita della questione la Corte Costituzionale.

Scritto da Redazione
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