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Anci giovani: la sfida tecnologica per le istituzioni

 

Nuove opportunità per la nascita di Start Up innovative, supporto alla gestione condivisa e partecipata dei servizi, innovazione tecnologica, strumenti e strategie di uno sviluppo sostenibile: sono questi i temi trattati nel corso della V Assemblea Nazionale di ANCI Giovani dal titolo Italia al futuro: Cambiare Paese o cambiare il Paese, che si è tenuta nei giorni scorsi venerdì 14 e sabato 15 giugno a Mirandola, comune modenese tra i più colpiti dal terremoto del maggio 2012. Due giorni intensi di suggerimenti, confronti, spunti e soprattutto proposte che hanno visto la partecipazione di Sindaci, Assessori e Consiglieri comunali under 35 provenienti da ogni parte d’Italia.

A rappresentare la città di Lecce, l’assessore alle Politiche Giovanili, Comunitarie e all’Innovazione Tecnologica, Alessandro Delli Noci, moderatore di una delle sessioni della prima giornata, dal titolo “Creare lavoro: nuovi modelli di interazione pubblico-privato. Finisce l’era dell’intervento pubblico?”.

Insieme a due fra i più importanti esponenti italiani del mondo delle start up, Emil Abirscid, giornalista e Ceo di Startup Business, e Dario Carrera, Fondatore di “The Hub” e al sindaco di Parma del Movimento Cinque Stelle Federico Pizzarotti, si è discusso di lavoro, di nuovi modelli di interazione pubblico-privato, di sostegno alla creatività e all’imprenditorialità giovanile. “Oggi la pubblica amministrazione – ha esordito l’Assessore Delli Noci - è chiamata a programmare in modo nuovo rispetto al passato” ed in questo mutato approccio “i giovani possono e devono svolgere un ruolo importante. Le nuove generazioni pagano errori che non hanno commesso. Bisogna riconsegnare loro le chiavi per il futuro!”. La sfida cui siamo chiamati “riguarda sia la capacità di intercettare risorse che arrivano dall’Unione europea, sia quella di sviluppare forme di collaborazione tra pubblico e privato”.

Ricordando l’azione svolta nell’ambito dell’Osservatorio nazionale Anci sulle Smart City, l’assessore all’Innovazione Tecnologica del Comune di Lecce ha denunciato come, fino adesso, molte città si siano attivate, ma lo abbiano fatto in modo poco coordinato. “Il nostro obiettivo - ha spiegato Delli Noci  – è invece quello di concatenare i diversi progetti, così da renderle più attrattive nel loro complesso”. Ed è su questo terreno che si gioca la vera sfida che le nuove tecnologie pongono ai Comuni. “Fare Smart city non significa solo fare cose per migliorare la qualità della vita dei cittadini. Dobbiamo attivarci per rendere le nostre città il più possibile appetibili anche all’interesse dei privati al fine di creare un sistema produttivo competitivo e nuove opportunità lavorative per i cittadini. La collaborazione con i privati diventa sempre più strategica per gestire quei servizi che alcune amministrazioni, complici anche i continui tagli subiti, non sono più in grado di assicurare. Solo così, in un ottica di collaborazione e di condivisione di idee, risorse e finanziamenti, è possibile generare ricchezza a livello locale e consentire alle giovani generazioni di riprendere in mano le chiavi del loro futuro”.

"In quest’ultimo anno di attività - continua l'assessore - il Comune di Lecce si è distinto per la sua  attività di incentivazione e promozione della creatività giovanile, a favore dell'inserimento dei giovani nel mercato del lavoro. E' stata avviata una intensa campagna di informazione e di sensibilizzazione, volta a far conoscere le opportunità messe a disposizione dall'Europa. Sono stati attivati, inoltre, servizi di supporto alla creazione di impresa, quale, ad esempio, lo sportello di assistenza gratuita, avviato in collaborazione con l’ordine dei Notai".

Al termine della sessione di lavoro, l'assessore Delli Noci ha concluso il suo intervento individuando alcune misure e strategie per lo sviluppo del sistema produttivo del territorio: "Oltre che intercettare partner privati, è auspicabile la nascita di piccoli labs a livello locale, ma che siano connessi e interagiscano tra loro e con una struttura più composita a livello centrale, in una pratica di coworking che consenta circolazione di idee, condivisione di know how e ottimizzazione delle risorse. Di questo scenario, la rete non può che esserne la cornice, in quanto strumento più alto di condivisione e meritocrazia".

Scritto da Redazione
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