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CPI Bari... la trasparenza è un obbligo

Quando in redazione riceviamo una lettera di questo tenore, siamo sempre combattuti tra il nostro ruolo, di dare conto alle domande ed alle riflessioni di un nostro lettore e l'esigenza deontologica di controllare e verificare le notizie.

Diamo per scontato la buona fede di chi ci legge, e per verificare doverosamente contattiamo il CPI di Bari che cade dalle nuvole e conferma assolutamente che non ci sono corsie preferenziali per nessuno, che le code non si possono saltare, che le graduatorie sono pubbliche (salvo non poterne prendere visione per la "privacy").

Eppure non crediamo che il nostro lettore si sia sognato l'episodio. Dov'è la verità, allora?

Giriamo la domanda alla Provincia al Presidente Francesco Schittulli, da cui dipendono direttamente i Centri per l'Impiego (compreso quello di Bari) ed all'Assessore Sergio Fanelli, su cui in quanto ad onestà, trasparenza e legalità non abbiamo il minimo dubbio. Diamo una risposta a questo cittadino? Verifichiamo se le pratiche denunciate nella lettera sono reali? La trasparenza quando si parla di gente in cerca di lavoro è una priorità assoluta.

Chi cerca lavoro oggi non ha bisogno di questi casi, ma vuole e pretende linearità di comportamento, trasparenza e soprattutto correttezza.

Ecco il testo (integrale) del nostro lettore, che ha acconsentito alla pubblicazione del suo nome.

 

Gent.issimi redattori di Puglia d'oggi,

Vi racconto la mia esperienza al CPI di Bari (Ufficio di collocamento) che ho fatto la mattina del 8 ottobre scorso, sperando che possiate darmi voce.

Sono andato per aggiornare il mio curriculum (dicono di aggiornarlo ogni 6 mesi per mantenerlo attivo), e mi sono presentato lì prima delle 9:00, ossia prima dell’apertura. Appena sono entrato mi sono diretto verso l’ufficio adatto, nel quale, per arrivarci, occorre passare da una porta grande di vetro nelle cui vicinanze c’è sempre un signore anziano, senza capelli, che sta lì a dare informazioni e controllare l’accesso.

Mentre passo proprio davanti a lui, noto e ascolto una signora che gli rivolge la parola e gli chiede:

- scusi, io devo fare la domanda per “ausiliario”, per il policlinico, so che… (e non continua)

Io mi fermo apposta per ascoltare la risposta.

- (lui, dopo aver esitato un po’) sì, deve andare al primo piano e parlare con il dott. (*non ricordo il nome*)

Io nel frattempo riprendo il passo e vado nell’ufficio dedito ai curriculum. Faccio tutto ciò che dovevo fare, e alla fine, uscendo dalla stanza, decido di andare di mia spontanea volontà verso il 1° piano, così avrei chiesto lì informazioni su ciò che avevo ascoltato. L’impiegata dell’ufficio che mi aveva appena servito, nonostante ormai fossi uscito fuori da lì, si accorge con un occhio da avvoltoio che non avevo imboccato la direzione per l’uscita, e subito mi redarguisce a voce alta: “Dove sta andando lei???”.

Io, per andare a fondo alla cosa, le rispondo che volevo presentare la domanda per “ausiliario” e che mi dirigevo verso il primo piano. Lei, cadendo un po’ dalle nuvole, mi chiede: “Ma con chi deve parlare?”. Vedendo che non sapevo cosa risponderle, e dicendole che mi era stato solo detto da una persona di questa possibilità, mi dice: “qui non si fa nessuna domanda per ausiliari, di che sta parlando? Forse si riferisce all’iscrizione alle liste ex. art 16?”. Per non stare a fare polemica, e deciso a rivolgermi direttamente al signore da cui avevo ascoltato la cosa, le dico di sì e la lascio perdere.

Vado dal signore anziano e pelato e gli dico:

- scusi, prima una signora le ha chiesto della possibilità di fare la domanda per ausiliario del policlinico, ma è una cosa che posso fare anche io?

Il tipo diventa bianco. Inizialmente esita un po’ fingendo di distrarsi per una persona che passava, poi mi dice: “sì, ti devi iscrivere alle liste ex. Art. 16”. Io gli rispondo che non c’entra, che ero già iscritto a quelle liste. E lui mi risponde: “allora vai allo sportello qui a piano terra e cerca di sapere a che punto stai in graduatoria”.

Non essendo un tipo che ama fare polemica o casino, ho capito tutto e me ne sono andato senza dire altro.

Quella signora aveva fatto una richiesta specifica, quella di lavorare per una mansione per la quale si dovrebbe accedere per concorso, ed era stata mandata al primo piano a parlare con chissà chi.

Io, facendo riferimento alla sua stessa richiesta, vengo invitato a mettermi in fila, a piano terra, per iscrivermi a delle liste generiche che normalmente, fino ad ora, sono state in grado di dare un lavoro a tempo determinato a persone iscritte per almeno 20 anni, e a perenne reddito zero.

Non notate una differenza di trattamento, nonché una forte puzza di irregolarità, raccomandazioni e quant’altro?

Vi ringrazio infinitamente per la cortese attenzione.

Salvatore Antonio Sagliano
Scritto da Roberto Mastrangelo
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